Niente e nessuno fermerà quel bambino nel trolley

Il bambino nel trolley
Il bambino nel trolley
di Luigi Manconi

La favola crudele del “bambino nel trolley” – terribilmente vera come quasi tutte le favole – dovrebbe costituire un messaggio politico definitivo e un inappellabile monito morale. Già Emanuele Trevi sul Corriere della Sera e Adriano Sofri su Repubblica hanno detto (magnificamente) tutto ciò che c’era da dire. Dunque, si tratta solo di evidenziare ulteriormente quanto già emerge dai nudi fatti. E che è incontrovertibile in Italia da tre decenni e, se si volesse guardare alla storia del mondo, da molti secoli: “il bambino nel trolley”, così come le storie di giovani arrivati in Europa aggrappati tra le ruote dei camion, a mezzo metro dal suolo, come le persone che soffocano per settimane ammassate nelle stive, o quelle che attraversano i deserti e quelle che viaggiano a piedi per tre anni; o ancora quelle che percorrono centinaia di chilometri distese sul dorso di muli.

Tutti questi esseri umani, ridotti alla fragile materialità del loro corpo in fuga, dicono una sola cosa: niente e nessuno potrà fermare i movimenti migratori di bambini donne uomini e vecchi. Perché proprio questo è il messaggio politico e il monito morale di cui si diceva: niente e nessuno, nella storia dell’umanità, li ha fermati e nemmeno ne ha potuto ridurre o contenere il numero.

Non le frontiere o il filo spinato, non i muri e le motovedette, non i cani e i blocchi navali, non le polizie e le barriere elettroniche e i terreni minati. Se verifichiamo quanto accade sul confine tra gli Stati Uniti e il Messico o sulle alture del Sinai, possiamo renderci conto agevolmente che le parole di Matteo Salvini e dei suoi emuli (a destra, ma anche a sinistra) prima di essere efferate, sono puerili.
Leggi di più a proposito di Niente e nessuno fermerà quel bambino nel trolley

Il bimbo nel trolley e l’indifferenza europea

Il bambino nel trolley
Il bambino nel trolley
di Claudio Cossu

Quel bimbo che si intravvede appena, esile figura umana racchiusa nell’utero di un trolley, piccolo uomo indifeso che la Polizia spagnola ha scoperto tramortito, pieno di terrore e inebetito per la carenza d’aria e d’acqua, bambino respinto in quanto “clandestino” per le algide leggi europee, quella fragile e povera creatura che tutti, o quasi, i giornali italiani hanno riportato con un’impietosa fotografia, in prima pagina, rivela tristemente e senza veli di ipocrisia, l’indifferenza e l’egoismo di questa Unione – che unita non è – circondata da mura e da cavalli di frisia di dubbia giuridicità, provvedimenti creati avverso gli inevitabili flussi migratori della nostra epoca.

Unione europea racchiusa nel suo cinismo e nella sua ignavia, che mai ha voluto affrontare il drammatico problema di chi fugge da guerre e carestie, fame e malattie che gli stessi europei hanno indirettamente provocato, con il colonialismo e lo sfruttamento del terzo mondo nei secoli trascorsi, ed attualmente con lo scatenare conflitti per le fonti energetiche, Europa che non ha voluto offrire nemmeno un’ipotesi di soluzione a tale tragica, attuale e travolgente problematica.

Unione che ha perso ormai le sue radici, la dimensione della memoria storica e civile, che dimentica qualsiasi senso di pietas, insegnataci un tempo dall’etica della filosofia greca, che ha perso la concezione dell’amore verso il prossimo, impartita dal cristianesimo all’umanità intera, vera innovazione rivoluzionaria allora e che questi alti burocrati e uomini di governo hanno volutamente dimenticato, rivolti solo ormai a fredde logiche di profitto imposte dalla grande finanza, vera dea e demiurgo che si aggira nei 23 paesi europei che si proclamano uniti, ma in realtà sono solo racchiusi tristemente in un egoistico solipsismo utilitarista.
Leggi di più a proposito di Il bimbo nel trolley e l’indifferenza europea

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi