“Devono imparare a obbedire”: lo stage, lavoro coatto gratuito en travesti

di Alessandro Mantovani

La risposta di Renzi allo sciopero con cui gli studenti, venerdì 13 ottobre, sono scesi in piazza in tutta Italia per protestare contro le forche caudine della cosiddetta “alternanza scuola-lavoro” introdotta obbligatoriamente dalle regole della sedicente “buona-scuola”, non si è fatta attendere: ha proposto che il servizio civile, attualmente volontario, divenga obbligatorio, per un mese, per tutti i giovani. Una contromossa, come si vede, che suona come provocatoria verso le richieste del movimento studentesco.

A questo punto, quello curato dalla Cillo è un libro necessario. Le analisi che i diversi autori presentano, e che costituiscono il primo approccio scientifico ad un mondo ancora in larga misura sconosciuto, diventano infatti in questo contesto un’arma contro l’ignobile retorica sulla “formazione” di competenze atte a risolvere il problema della disoccupazione giovanile con cui questo cinico abuso della forza lavoro viene paludato.

Malgrado tutte le difficoltà nel reperire i dati, che nessuno ha interesse a raccogliere e soprattutto divulgare, difficoltà che gli autori non sottacciono, il volume riesce nell’impresa di fornirci un quadro sufficientemente ampio e chiaro della dimensione del fenomeno e delle modalità con cui irreggimenta masse crescenti di giovani dietro il miraggio di un accesso al mondo del lavoro. Promessa destinata per i più ad essere totalmente disattesa, visto che, nel nostro paese, nel settore privato, solo l’11,9% degli stagisti otterrà un contratto di lavoro nell’impresa che ha ospitato lo stage, mentre nessuno (per le stesse norme che regolano l’accesso al pubblico impiego e per il blocco del turn-over) lo troverà nel settore pubblico.
Leggi di più a proposito di “Devono imparare a obbedire”: lo stage, lavoro coatto gratuito en travesti

Carpisa: se vuoi lavorare (gratis) compra una borsa

di Francesca Fornario

«Mamma, presto, mi dai i soldi per comprare una borsetta?»
«Sei laureata e vivi ancora in casa con noi. Se vuoi comprarti una borsetta trovati un lavoro»
«Per quello mi serve la borsetta!»
«Non puoi cercare lavoro senza?»
«Se compro una borsa della collezione donna autunno/inverno posso partecipare al concorso della catena di negozi di borse e vincere un posto!»
«Devi COMPRARE una borsa per poter VENDERE borse?»
«Esatto».
«…Pagare una catena di negozi per essere pagata da una catena di negozi?!»
«Mamma, stiamo parlando di 500 euro!»
«Per una borsa?!»
«No, per un mese di lavoro»
«CINQUECENTO EURO AL MESE?! DUE EURO E ROTTI ALL’ORA?!»
«Solo per un mese»
«Poi quanto?»
«Poi niente, finisce lo stage. Ma posso tenere la borsetta».
Leggi di più a proposito di Carpisa: se vuoi lavorare (gratis) compra una borsa

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi