Perché siamo contro l’election day

di Alfiero Grandi Il Governo insiste sulle forzature per quanto riguarda la data delle elezioni. Le Regionali e il rinnovo delle Amministrazioni comunali non possono coincidere con il voto sul referendum costituzionale relativi al taglio del parlamento. Votare il 13 settembre, inoltre, vuol dire non avere il tempo materiale per fare la campagna elettorale, tanto […]

Dall’incontro sul referendum costituzionale (22/02/20, Sala del Quartiere San Donato, Bologna)

di Paola Urbinati Gli italiani saranno chiamati al voto per il Referendum Costituzionale relativo alla riduzione del numero dei Parlamentari, in una data diversa dal 29 marzo, a causa dell’infezione da Corona virus. Di ciò si è discusso nell’assemblea che si è tenuta sabato 22 febbraio, presso la Sala del Quartiere San Donato a Bologna, […]

Un no fermo e convinto al taglio dei parlamentari

di Alfonso Gianni Poiché, il 29 marzo, si tratta di referendum su norme costituzionali, non è necessario il raggiungimento di alcun quorum. In altre parole l’esito dipenderà dal rapporto fra i No e Sì, qualunque sarà il numero dei votanti. I sostenitori del Sì ritengono l’esito scontato perché i parlamentari non sono popolari, dopo anni […]

29 marzo, referendum e riforma

di Domenico Gallo Appena conosciuti i risultati delle urne in Calabria ed in Emilia Romagna, dopo poche ore, il Consiglio dei Ministri ha assunto una decisione politicamente rilevante fissando al 29 marzo la data per lo svolgimento del referendum avente ad oggetto la riforma costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Con tale decisione si […]

Le due democrazie

di Nadia Urbinati La decisione della Corte Costituzionale di giudicare inammissibile il referendum sulla legge elettorale proposto dal centro-destra ha messo in luce l’esistenza di due concezioni di democrazia: una costituzionale e una populista. La Consulta ha dichiarato il testo della proposta referendaria inammissibile perché “eccessivamente manipolativo”. La reazione di Matteo Salvini non si è […]

Referendum, la posta in gioco è l’assetto costituzionale

di Massimo Villone La Corte costituzionale decide sull’ammissibilità del referendum elettorale, ispirato da Calderoli, per un maggioritario di collegio uninominale a turno unico first pass the post. Secondo una consolidata giurisprudenza, il quesito dovrebbe essere considerato inammissibile. Lo argomenta bene Azzariti su queste pagine. Non c’è modo, quale che sia il trucco – deleghe o […]

L’acqua non può essere privatizzata

di Paolo Maddalena Il 18 aprile 1947 il Governo De Gasperi (Presidente della Repubblica De Nicola) fondava l’Ente per l’Irrigazione in Puglia, Lucania e Irpinia (Einpli), risolvendo così, in modo esemplare, il bisogno di acqua delle regioni dell’Italia meridionale. Il Governo Monti, ispirato dalle false teorie neoliberiste, in data 6 dicembre 2011 con decreto legge […]

La sconfitta al referendum dei renziani e la propaganda sulla Costituzione

di Gianfranco Pasquino Leggo periodicamente le grida di dolore emesse da coloro che hanno sonoramente perso il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Sono accompagnate da indignate invettive contro i professoroni e soprattutto contro Gustavo Zagrebelsky. Avremmo, non rispondo a nome suo, ma mi prendo la mia parte di responsabilità, aperto la strada a infinite […]

Salvini è un pericolo per la nostra Costituzione

di Alfiero Grandi Dalla Basilicata, come dalle altre regioni in cui si è votato prima, emerge un dato evidente, si tratta della crescita della Lega. In alcuni casi neppure si era presentata, eppure ha raggiunto risultati importanti, molto più alti di quelli delle politiche del 4 marzo. La Lega è un pericolo evidente per le […]

Perché la sinistra non sceglie la laicità?

di Matteo Gemolo

Col 55,05% dei voti favorevoli, attraverso un referendum domenica 10 febbraio Ginevra ha dato la propria benedizione alla nuova legge sulla laicità (LLE 11764), voluta e approvata nel maggio del 2018 dal Consiglio di Stato. Dopo due anni di approfondimenti e studi da parte della Commissione dei diritti dell’uomo e sotto l’impulso in particolare del magistrato e consigliere liberale Pierre Maudet, gli 11 articoli che compongono questa legge si ripromettono di aggiornare e ricontestualizzare la precedente normativa che Ginevra aveva adottato agli inizi del ‘900 e rivisto l’ultima volta nel 2012.

La legge del 2018 si staglia sul panorama multiculturale svizzero attuale con l’obiettivo chiaro e netto di osteggiare la sempre più forte diffusione di fenomeni in contrasto col convivere democratico, quali radicalismo, fanatismo, proselitismo e comunitarismo religioso.

In modo particolare, questa legge rappresenta un passo importante proprio nel processo di secolarizzazione della Svizzera stessa, la cui carta costituzionale (vale la pena ricordarlo) si apre ancora con l’originario motto risalente al 1848: “Au nom de Dieu tout-poussant”, retaggio di un passato calvinista mai realmente dimenticato. Se, da un lato, la Costituzione federale della Confederazione svizzera enuncia esplicitamente principi come la libertà di coscienza e di culto, dall’altro, quella stessa carta non impone una neutralità religiosa che altre democrazie nel continente europeo hanno ritenuto necessario implementare (prima fra tutte la Francia), lasciando di fatto aperta la possibilità ai singoli cantoni di determinare la propria religione “ufficiale”. Non stupirà dunque constatare che tra tutti i 26 cantoni svizzeri, le sole Ginevra e Neuchâtel rimarcano in Costituzione la propria natura “laica”.
Leggi di più a proposito di Perché la sinistra non sceglie la laicità?

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi