Arci: raccolta fondi per i centri di solidarietà sociale in Grecia

Campagna per i centri di solidarietà sociale in Grecia
Campagna per i centri di solidarietà sociale in Grecia
di Arci Bologna

In questi giorni è stata scritta una pagina buia della storia del nostro continente. Non riguarda solo la Grecia, riguarda tutti e tutte. L’Europa che vogliamo non umilia i popoli, non affama le persone, non mette le banche prima della dignità, non sostituisce la forza del potere alla democrazia. Non vogliamo morire di austerità. Chiediamo a tutti e tutte un gesto concreto. Con generosità e convinzione, come gesto politico di resistenza alla guerra contro i diritti e la democrazia che è in atto in Europa.

Sosteniamo con una donazione i centri di solidarietà sociale in Grecia. Sono più di quattrocento, sono tutti gestiti da volontari e dagli stessi utenti. Sono ambulatori e farmacie sociali, mense e ristoranti sociali, botteghe alimentari a costo zero, doposcuola, scuole di musica e di informatica, corsi di lingua, centri di assistenza legale, filiere di distribuzione alimentare senza intermediari, spazi di economia sociale, strutture di sostegno per chi ha perso la casa, è senza lavoro o è sommerso dai debiti. Sostengono greci, immigrati, richiedenti asilo.

Affrontano da anni collettivamente le conseguenze disastrose dell’austerità. Le persone si aiutano a sopravvivere e a difendere la dignità umana. Dalla solidarietà fanno rinascere la speranza. Trasformano la frustrazione in partecipazione e autogestione, generano mobilitazione e resistenza popolare.
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L’eterno ritorno di Berlusconi. E chi lo rende possibile

Silvio Berlusconi - Foto di Andres Ubierna
Silvio Berlusconi - Foto di Andres Ubierna
di Rossana Rossanda

Né Hollande né Bersani sono due rivoluzionari, ma non ricordo di aver assistito a una guerra più violenta di quella in atto contro di loro. Proprio guerra di classe, ha ragione Gallino: la destra proprietaria all’attacco contro chiunque non sia un liberista puro. In Francia, la sconfitta di Sarkozy è stata seguita da un’offensiva padronale durissima, chiusure, licenziamenti e delocalizzazioni che hanno aumentato di colpo la già forte disoccupazione dovuta alla crisi – oltre tre milioni di disoccupati, senza contare altri due milioni di persone che sono costrette a lavoretti senza continuità né diritti. La gente comune, il cui potere d’acquisto è decimato mese per mese , rimprovera sempre più aspramente al governo socialista di non aver tenuto le promesse. Insomma è aperto il fuoco da destra e da sinistra.

In Italia, Pier Luigi Bersani è stato oggetto di una distruzione sistematica, dal Quirinale e dalla stampa, per aver osato proporre di far verificare alle camere una proposta di programma certo modesta ma nella non infondata speranza di ottenere qualche voto dall’esercito dei deputati grillini, che sono un’armata Brancaleone senza programma, nei quali si potevano trovare una dozzina di voti come sono stati trovati per la presidenza del Senato. Il Quirinale non glielo ha permesso, come se fossimo già una repubblica presidenziale. Bersani non ha accettato, ma neppure si è ribellato alla volontà del capo dello stato. Così sta avanzando il cosiddetto “piano B”, che punta alla reintroduzione al governo di un Berlusconi più sfacciato che mai: “voglio questo, voglio quello” inossidabile, persuaso di poter proporre per il governo una maggioranza di cui lui sarebbe parte fondamentale e al Quirinale un suo uomo (“Letta o, perché no, io stesso”).
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Città della scienza deve rinascere: da Bologna l’appello alla ricostruzione di un gioiello distrutto

Incendio a città della scienzadi Sergio Caserta, Adriano Cosentino, Serafino D’Onofrio, Elisa Dorso, Luca Fermariello, Mattia Fontanella, Antonio Genovese, Mavi Gianni, Libero Mancuso, Raffaele Ricciardi e Roberto Zeno

Città della Scienza è un desiderio, una speranza, un sogno realizzato. È l’orgoglio di Napoli. Oggi, dopo l’incendio devastante, è lo scheletro di un fallimento civile e sociale.

A Napoli, per anni, fisici, matematici, biologi, naturalisti, astronomi, geologi, chimici, psicologi, informatici, musicologi e pedagogisti hanno sperimentato e costruito percorsi didattici e sistemi di divulgazione scientifica nei padiglioni affacciati sull’arenile di Bagnoli, mentre di fianco procedeva la dismissione degli impianti dell’Italsider. La rinascita del vecchio quartiere operaio si è basata sulla bonifica dei terreni inquinati dalle lavorazioni decennali dell’acciaieria e sulla presenza di 350.000 studenti, visitatori e animatori dei laboratori di Città della Scienza.

Nell’incendio, oltre alle aule didattiche, è andato distrutto il Laboratorio del LifeLearning Center Napoli dedicato alla biologia molecolare e realizzato dopo l’adesione della Fondazione Idis-Città della Scienza al LLC Network (primo consorzio italiano per la formazione permanente e la didattica sulle Scienze della vita, di cui è capofila il LLC di Bologna, nato dall’associazione tra la Fondazione Marino Golinelli e l’Alma Mater Studiorum).
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Bologna, raccolti 7.757 euro in 32 giorni per la Famiglia K

Piazza Grandedi Leonardo Tancredi

La famiglia K avrà presto una casa. Grazie alle donazioni ricevute in questi mesi sono stati raccolti in soli 32 giorni ben 7.757 euro. La campagna raccolta fondi lanciata da Piazza Grande per dare una casa alla Famiglia K ha toccato la sensibilità di molti riuscendo a raggiungere un ottimo risultato: 76 le donazioni arrivate attraverso la modalità di pagamento online Kapipal, 32 le persone che hanno effettuato una donazione con bonifico o bollettino postale, 6 invece le persone che hanno scelto di adottare il nucleo familiare per un anno. Grazie all’aiuto ricevuto da parte di tutte le persone che hanno letto i post, condiviso le notizie e donato anche solo 1 euro sono state raccolte le risorse necessarie per garantire una casa a Ruma, che ha raccontato su facebook la sua vita in dormitorio, e ai suoi familiari.

Ben 133.716 persone sono state raggiunte dalla pagina Piazza Grande di facebook nella settimana tra il 24 e il 31 dicembre, 95.016 le persone che hanno visto il post più popolare della pagina Famiglia K.

Grazie alle donazioni e al finanziamento ricevuto dalla Fondazione del Monte, per un importo pari a 20.000€, Piazza Grande lancia ora un nuovo appello alla città. “Tutti a casa”è il nome del nuovo progetto dell’Associazione, in collaborazione con Asp Poveri Vergognosi, Comune e Quartieri, che si pone l’obiettivo di ridare alle persone senza dimora una piena dignità abitativa.
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Una casa per la famiglia K: campagna di raccolta fondi dell’associazione Amici di Piazza Grande

Piazza GrandeL’associazione Amici di Piazza Grande lancia la campagna di raccolta fondi Una casa per la famiglia K. L’obbiettivo è raccogliere 6.000 euro per garantire l’affitto di una casa per una famiglia senza dimora. L’iniziativa si lega a un problema emergente nel territorio bolognese, quello della diffusione di condizioni di povertà estrema anche tra i nuclei familiari di lavoratori e delle conseguenti difficoltà di accoglienza nelle strutture esistenti.

La famiglia K

Il 4 Dicembre 2012, per la prima volta a Bologna, dei bambini hanno dormito in un dormitorio per l’emergenza freddo. Questa è la storia della loro famiglia, la famiglia k. Il padre è arrivato in Italia quattro anni fa. Dopo le prime difficoltà, è riuscito a trovare un lavoro stabile e una casa in cui vivere con la sua famiglia, moglie e quattro figli, arrivati apposta a Bologna. Tutto sembrava andare bene, finché il ristorante dove lavorava è fallito.

Dopo alcuni mesi la famiglia K. ha dovuto lasciare la casa in cui viveva in affitto. Per qualche tempo ha trovato ospitalità da un parente. Quando, anche questa è venuta meno, si è dovuta arrangiare: per due mesi la famiglia k ha vissuto in un parco della città. Ad ottobre, con l’intervento dei servizi sociali, la madre e i figli sono stati accolti in un albergo di Bologna, mentre il padre ha continuato a dormire per strada.
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