Affair Marino: sognano di essere Kennedy e si comportano come Putin

Ignazio Marino
Ignazio Marino
di Aldo Penna

Le dimissioni-deposizione di Marino a 22 anni dall’introduzione dell’elezione diretta dei sindaci pone il problema di cosa sia divenuto quel metodo nato per rendere meno pervasa dall’influenza dei partiti la nostra democrazia. L’ordine perentorio di dimissioni arrivato dal partito centrale e le modalità messe in atto per la selezione del successore sono un segno potente e inequivoco.

Volevamo somigliare agli anglosassoni, agli Stati Uniti d’America e oscilliamo tra Putin e lo chavismo. La stagione dei sindaci autorevoli si avvia a scomparire. Pericolosi concorrenti delle oligarchie, variabile non controllabile che scavalca, provenendo dal basso le liturgie di ogni apparato consolidato, le elezioni comunali e regionali procedono al gran galoppo in direzione di una ferrea normalizzazione.

Se domandate al cittadino comune chi sono gli assessori della sua città o regione è facile che risponda con uno sguardo smarrito. La velocità nell’avvicendamento, unito alla evanescenza dei personaggi fa il resto. Quando per avventura o per caso un uomo o una donna di carattere ricoprono questi incarichi spesso sono costretti a dimettersi o sono dimessi. Potenziali concorrenti sono banditi prima che possano trasformare i vagiti della notorietà in una base per ambiziose avventure.
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L’Ucraina e la spaccata di Putin: progetto euro-tedesco contro progetto euro-asiatico?

Vladimir Putin
Vladimir Putin
di Samir Amin, presidente del Forum Mondiale delle alternative. Traduzione di Lorenzo Battisti per Marx21.it

La retorica del clero mediatico occidentale che si riempe la bocca di promesse di democrazia è falsa. Le potenze della triade (Usa, Europa e Giappone ndt) non hanno mai promosso la democrazia. Al contrario, hanno sempre sostenuto gli avversari più accaniti della democrazia, inclusi fascisti ribattezzati “nazionalisti”. Nella Ex-Jugoslavia, gli europei hanno sostenuto i nostalgici del fascismo croato, rispediti dal loro esilio canadese; in Kosovo hanno dato il potere alle mafie della droga e della prostituzione; nei paesi arabi, continuano a sostenere l’islam politico più reazionario, esso stesso finanziato dalle nuove “repubbliche democratiche”, come sembrano essere diventate l’Arabia Saudita e il Qatar se si ascoltano gli imbonitori dei media occidentali. L’intervento militare in Iraq e in Libia ha distrutto questi paesi, senza promuovere alcuna delle promesse di democrazia. In Siria, il sostegno militare delle potenze della triade agli “islamisti” non promette niente di buono.

In Ucraina, la giunta, avendo ricevuto il sostegno dei filonazisti, ha difficoltà a instaurare il proprio potere dispotico. Putin probabilmente non è un eroe delle cause democratiche, ma non sta facendo altro che sostenere tutti quelli che, in Ucraina, rifiutano la colonizzazione euro-tedesca che Bruxelles intende imporre, come ha fatto in Europa orientale, in Grecia e a Cipro. Non sono solo i “russofoni” ucraini che rifiutano il progetto euro-tedesco. La Russia è alla ricerca di un posto nel sistema mondiale di oggi e di domani. Da questo punto di vista, Putin sembra aver fatto proprio il progetto di costruzione di una vasta alleanza di popoli dell’Ex-Urss, ormai conosciuta sotto il nome d’alleanza dei popoli “Euro-Asiatici”. Non si tratta di un’invenzione artificiale recente.
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Quaderni russi: Anna Politkovskaja, da Ferrara il racconto di una coscienza disprezzata

Quaderni russidi Alice Facchini

“Non era una semplice giornalista: era una vera e propria scrittrice, con una grande capacità comunicativa. La sua maggiore qualità era la coscienza personale: lei provava una profonda vergogna per quello che stava succedendo nella guerra in Cecenia. Si vergognava per i soldati, per i propri governanti, e addirittura per il proprio popolo. In una società corrotta come quella russa, proprio per questa sua coscienza venne disprezzata, e finì per rimanere sola”.

Così Galina Ackerman, scrittrice e traduttrice russa, descrive l’amica Anna Politkovskaja. È il 7 ottobre, sesto anniversario della morte della grande giornalista della Novaia Gazeta, assassinata nell’ascensore del suo palazzo a Mosca, mentre stava rincasando. Non a caso, proprio in questo giorno Galina è ospite nella grande Sala Estense di Ferrara, dove si svolge la conferenza sulla graphic novel Quaderni russi di Igort, seconda parte di un dittico sui paesi dell’ex Unione Sovietica, preceduto da Quaderni ucraini. È uno degli eventi principali, nella domenica del festival di giornalismo della rivista “Internazionale”, che si è svolto dal 5 al 7 ottobre a Ferrara. Commenta Igort, l’autore:

Lo scopo del mio libro era comprendere, non giudicare. Comprendere la società russa, e la vita di questa donna: conoscere le sue azioni, le sue intenzioni. E capire il suo profondo impegno nel raccontare la terribile guerra in Cecenia.

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