Lunga vita alla Lega di Cultura Popolare di Piadena, lunga vita al Micio, lunga vita a Giuseppe

di Enrico Pugliese

Possedendo una piccola parte dei volumi che hanno registrato nel corso degli anni il lavoro politico e culturale della Lega mi sono fatto “un ripasso”. E – leggendo l’intervista introduttiva di Peter Kammer al Micio e a Giuseppe – mi sono venuti diversi pensieri non coordinati tra di loro tranne che per il nesso con l’esistenza e la storia della Lega.

Parto da alcune cose dette nell’intervista. La prima è l’affermazione del Micio da me profondamente condivisa: “dire e non dire non è la stessa cosa”. Naturalmente molto dipende da chi dice. Il diritto a dire è riconosciuto nelle società liberali. Una volta a Londra c’era un posto nel parco cittadino più importante l'”Hyde park corner” dove c’era sempre qualcuno che in piedi su di uno sgabello parlava mentre una piccola folla stava ad ascoltarlo. Spesso si trattava di gente un po’ matta, ma non sempre. Ma il Micio non appartiene a questa categoria: il diritto di parola, la sua legittimità gli deriva dalla sua storia – che, per altro, è alla base delle cose che dire. Dire non è inutile perché una traccia resta sempre, perché per dire bisogna riflettere, perché qualcuno ti ascolta. E se nessuno ti ascolta ti aiuta a riflettere sul perché non ascoltano.
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