Codice del lavoro in Francia: Emmanuel Macron e i favori alla proprietà

di Rossana Rossanda

L’ultimo giorno di agosto, Emmanuel Macron ha reso pubblico il suo primo radicale intervento sul codice del lavoro, destinato a modificare in profondità le regole che finora definivano il processo delle assunzioni e dei licenziamenti nelle imprese francesi. Le prime misure divise fra cinque capitoli e trenta provvedimenti riguardano le imprese piccole e medie, considerando tali quelle che hanno meno di cinquanta dipendenti (dimensione che per l’Italia sarebbe già rispettabile).

Si tratta di una misura interessante sotto il profilo politico e quello sindacale: la proprietà potrà decidere il sistema dei rapporti di lavoro assieme a un dipendente, anche non incaricato dal sindacato e non eletto dall’insieme dei salariati, per le aziende “piccole”. Per quelle che superano i cinquanta dipendenti ma non appartengono alle categorie delle grandi imprese, la discussione o trattativa dovrà essere fatta al meno con un delegato del complesso dei salariati. Anche il ricorso ad un eventuale referendum potrà esser preso, per le piccole imprese, dalla proprietà assieme a un dipendente non delegato sindacale ne dell’assemblea di tutti i salariati. Una serie di altri provvedimenti potranno essere discussi con i rappresentati di settore cui l’azienda appartiene.
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