Visioni dal Biografilm: “The punk Singer”, ritratto della ribelle Kathleen Hanna

The punk Singer
The punk Singer
di Noemi Pulvirenti

Portland, 1990. Kathleen Hanna è bella, giovane e impegnata sia artisticamente che sulle tematiche legate al sessismo e, per farlo insieme alla sua amica Tobi Vail, usa come strumento le fanzine (riviste ciclostilate e autoprodotte). Daranno vita al movimento riot grrrl e scriveranno una rivista chiamata Bikini Kill, che non sarà soltanto una rivista. Le Bikini Kill diventeranno uno dei primi gruppi punk femministi.

Kathleen Hanna sul palco è scatenatissima, la sua voce è “un proiettile” e i testi sono dei veri e propri inni, dalla più famosa “Rebel Girl” o alle frasi “non ci serve che ci dite che siamo carine” in “Don’t need you”. Durante i live Kathleen invita le donne a venire sotto al palco, spazio che fino a quel momento era stato monopolizzato dal “pogo” selvaggio prettamente maschile; mostra il culo, si veste da bambina e continua a portare sul palco energia elettrica allo stato puro.

Sono anni importanti anche per un altro genere musicale che si radica nella cultura: il grunge capitanato dai Nirvana. Fu lei, che durante una festa con il caro amico Kurt Cobain, scrisse su un muro la frase: Kurt smells like a teen spirit. Il documentario The punk Singer della regista Sini Anderson, in gara per il Concorso Internazionale, ripercorre tutta la carriera musicale e non solo, anche quella personale, fatta sia di felicità che di frustrazione o della sua storia d’amore con il marito Adam Horovitz, membro dei Beastie Boys.
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Setsuko Hara, la prima diva del Giappone

Setsuko Hara
Setsuko Hara
di Noemi Pulvirenti

Setsuko Hara, all’anagrafe conosciuta come Masae Aida, è stata la prima diva orientale e figura femminile di rilievo nel cinema giapponese. La sua carriera inizia all’età di 15 anni quando, grazie a Hisatora Kumagai, marito della sorella e regista, le offre la sua prima chance per lavorare presso gli Nikkatsu Studios nel 1935.

La notorietà le arriva grazie al film del 1946 Waga seishun ni kuinashi del celeberrimo Akira Kurosawa. In questa pellicola dal sapore tipicamente neorealista la narrazione e lo sguardo passano proprio attraverso il punto di vista del personaggio femminile interpretato dalla Hara. Il regista la ingaggerà nuovamente nel 1951 per la sua trasposizione cinematografica del romanzo L’idiota di Dostojevskij.

Durante l’occupazione comincia a recitare nei film di Yasujiro Ozu, inaugurando con il regista un lungo sodalizio e una venerazione tale da farla diventare una vera e propria musa. I ruoli che interpreta sono tutti personaggi che esplorano varie condizioni della donna: dalla single Noriko che viene spinta dal padre per cercarsi un marito in Banshun, o vittima di violenza domestica in Tōkyō boshoku.

La sua carriera artistica prosegue anche con un altro famoso regista giapponese: Mikio Naruse, noto per il genere shomingeki, vicino alla tematiche della condizione operaia. Il suo cinema è costellato da donne che rifiutano il ruolo di vittime e si battono con coraggio per realizzare le loro aspirazioni, anche quando sanno d’essere prive di vie d’uscita. Con Naruse, in Onna ga kaidan o agaru toki, interpreta il ruolo di una donna costretta dal marito a fare l’entreneuse mentre nel suo ultimo film, Midaregumo del 1967, di una donna vedova e incinta.
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Nadezhda Andreyevna Durova, una Lady Oscar dalla Russia

Nadezhda Andreyevna Durova
Nadezhda Andreyevna Durova
di Noemi Pulvirenti

Nadezhda Andreyevna Durova nasce in un campo militare a Kiev il 17 settembre del 1783, il padre era a capo dell’esercito e la piccola Nadezhda cresce, spinta anche dalla famiglia, con la passione per le armi. A diciotto anni si sposa e qualche anno dopo dà alla luce un bambino, ma la felicità domestica non fa per lei e così decide di scappare e di inseguire il suo vero sogno: arruolarsi. Per una donna di quell’epoca era impensabile poter entrare a far parte della cavalleria così, complice l’aspetto androgino, si taglia i capelli e cela la sua identità con il nome di Aleksandr Sokolov.

Combatte nelle guerre prussiane del 1806-1807 e si distingue per il suo coraggio, salva la vita a due soldati russi e riceve la croce di San Giorgio dallo zar Alexander I. Continua imperterrita la sua carriera militare nelle battaglie di Smolensk e in quella sanguinosissima di Borodino del 1812; sono gli anni in cui si svolsero le guerre patriottiche, ovvero quando la Russia dovette difendersi dalla bramosia di Napoleone Bonaparte.
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Lady Lindy, la donna che sfidò i cieli

Lady Lindy - Foto di The Errant Æsthete
Lady Lindy - Foto di The Errant Æsthete
di Noemi Pulvirenti

Questa storia comincia nel 1920, a Long Beach in California, quando per la prima volta Amelia Earthart sale su un biplano turistico e sorvola Los Angeles. Quel giorno decide che sarebbe diventata una pilota.

Ottenuto il brevetto l’anno dopo, tra il lavoro diurno da infermiera e quello notturno come centralinista, Amelia comincia la gavetta effettuando servizi postali da un continente all’altro. Nel 1928 arriva la sua occasione, sale sull’idrovolante Fokker F.VII insieme ai piloti Wilmer Stutz e Lee Gordon diventando la prima donna ad attraversare l’Atlantico.

Nel 1931 stabilisce il record mondiale di altitudine raggiungendo i 18.415 piedi; l’anno successivo insieme al suo “Lockheed Veda” colore azzurro e oro, la bionda istruttrice di Boston vola da Habor Grafe fino a un villaggio della costa britannica, per un totale di ben 14 ore e 56 minuti.
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“Generazioni a confronto” diventa un ebook – il primo – dell’Associazione Il Manifesto in rete

Ve lo ricordate il dialogo estivo tra Sergio Caserta e Fosca Ranieri (cioè Noemi Pulvirenti) riunito sotto il titolo Generazioni a confronto? Ecco, nel corso dell’autunno quegli scritti sono stati ripresi in considerazione e ampliati. Ed ecco così che nasce il primo ebook editato dall’Associazione il manifesto in rete che così si presenta: “Due persone. […]

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