02/07, Circolo La Fattoria (BO) – Incontro: Media e democrazia. dopo l’appello “Basta con gli Agguati” – Manifesta Itinerante Immunizzante 2020

Stasera alle ore 21, presso il Circolo La Fattoria (via Pirandello 6, quartiere Pilastro, Bologna) ritorna il nostro ciclo d’incontri Manifesta Itinerante Immunizzante 2020, con il secondo appuntamento intitolato Media e democrazia. dopo l’appello “Basta con gli Agguati” (link all’evento facebook). Ecco una breve introduzione ai temi che affronteremo: Il pluralismo dell’informazione è uno degli […]

La libertà di stampa e il morbo della censura

di Vincenzo Vita

Si è celebrata la giornata mondiale per la libertà di stampa, promossa dalle Nazioni unite nel 1993. Si grida all’effimero successo in Italia, perché si è passati dal 77° al 52° posto nella classifica annuale di “Reporters Sans Frontières”, ma il quadro delle concentrazioni editoriali (da Mondazzoli, a Gedi: il super gruppo Repubblica, Stampa, Secolo XIX, al controllo governativo sulla Rai, al vecchio trust Mediaset, all’affare Vivendi) e del precariato dilagante non fa ben sperare. Interferenze, interventi a gamba tesa divengono regola e non eccezione. Qui lo scontro per lo meno si ferma alle parole e agli editti censori. In numerose aree del mappamondo testate indipendenti, giornalisti ed operatori dell’informazione sono a rischio anche fisico e il carcere è la pratica consueta e crudele dell’amputazione di un diritto fondamentale: a parole in cima alle convenzioni internazionali e alle Costituzioni, nei fatti negato.

Sul caso terribile della Turchia, tutt’altro che risolto dalla importante liberazione di Gabriele Del Grande, si è tenuto un riuscito sit in davanti alla Camera dei deputati, promosso da Articolo21, Amnesty Italia, Fnsi, UsigRai, Odg Lazio, Pressoing NoBavaglio, Arci, Carta di Roma, Ucsi, Adif e vari altri. Una delegazione è stata ricevuta dai presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama. La protesta (non solo a Roma) riguardava l’angosciante situazione del paese di Erdogan.

Le cifre parlano da sole: 203 tra professionisti dei media, vignettisti, scrittori e documentaristi sono detenuti, 103 ricercati, 16 a piede libero in attesa di giudizio; 150 i mezzi della carta stampata o radiotelevisivi, agenzie, siti sequestrati o costretti a chiudere. Il tutto in quadro repressivo abnorme, che tocca numerosi altri settori colpiti da un generale clima brutale.
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