Solidarity to Gezi Park - Foto di Michael Fleshman

#Occupy Landscape: cosa accade a davvero Gezi Park, in Turchia

di Wu Ming

Le prime notizie da piazza Taksim, a Istanbul, raccontavano di cinquanta manifestanti accampati per impedire l’apertura di un cantiere e la distruzione del parco Gezi, “l’unico polmone verde rimasto nel centro cittadino”. Dopo quattro giorni di protesta, cinque persone in condizioni gravissime, un morto, millesettecento arresti e scontri in tutte le città del paese, i media occidentali parlano di primavera turca, attacco al regime di Erdoğan, battaglia per la democrazia.

Come era già accaduto per la rivolta egiziana, giornali e televisioni esprimono solidarietà e simpatia nei confronti dei ribelli, senza troppo insistere su lanci di sassi e vetrine rotte, mentre condannano con sdegno la polizia antisommossa che ha fatto uso di idranti, spray al peperoncino, pallottole di gomma e lacrimogeni ad altezza d’uomo. Un atteggiamento opposto a quello che di solito incornicia le manifestazioni nostrane, dove si giustifica la “reazione” delle forze dell’ordine e ci si appunta sul vandalismo “dei black bloc”.

Qualcuno dirà che c’è una bella differenza tra chi combatte per la democrazia e chi lo fa – per esempio – per bloccare un cantiere. In questo caso, gli alberi del parco Gezi erano solo un pretesto. Non si tratta della solita, stupida, egoistica battaglia in difesa del proprio cortile. Ma siamo davvero sicuri che sia così?
Leggi di più a proposito di #Occupy Landscape: cosa accade a davvero Gezi Park, in Turchia

Affile in Blu: la storia del mausoleo al gerarca Graziani e il fascismo contemporaneo

Il monumento di Affile - Foto di Corriere Immigrazione
Il monumento di Affile - Foto di Corriere Immigrazione
di Wu Ming

A volte capita che la storia riservi una certa quale giustizia poetica. È il caso delle vicende di cronaca riguardanti l’infausto mausoleo eretto ad Affile, provincia di Roma, alta valle dell’Aniene, e inaugurato il 10 agosto 2012. “Sacrario”, lo definiscono in loco. “Vespasiano”, lo hanno ribattezzato in rete gli oppositori.

L’edificio è intitolato al criminale di guerra e gerarca fascista Rodolfo Graziani, che ad Affile visse ed è sepolto. Sul sito del comune di Affile c’è una pagina dedicata all’uomo, dove si asserisce che costui – passato alla storia come autore di alcune delle più efferate stragi mai compiute da europei in Africa – “seppe indirizzare ogni suo agire al bene per la Patria attraverso l’inflessibile rigore morale e la puntigliosa fedeltà al dovere di soldato”.

Nella tarda estate del 2012 l’inaugurazione causò proteste, interrogazioni parlamentari e un esposto alla corte dei conti per distrazione di soldi pubblici. Il comune aveva infatti richiesto i fondi necessari riferendosi a un generico “sacrario al soldato”, senza riferimenti a Graziani. La stampa romana dedicò molto spazio alla controversia, quella nazionale assai meno, e in ritardo di mesi. Nel frattempo erano usciti articoli su giornali e siti d’informazione britannici, spagnoli, francesi, tedeschi, svedesi, venezuelani, messicani, turchi. Una lunga corrispondenza da Affile era apparsa sul New York Times.
Leggi di più a proposito di Affile in Blu: la storia del mausoleo al gerarca Graziani e il fascismo contemporaneo

Bologna, referendum scuola pubblica: fionde contro carri armati

di Wu Ming

La disfida di Bologna

Potrebbe sembrare una questione locale, invece sta decisamente debordando dai confini cittadini, per le implicazioni politiche che porta con sé. Il 26 maggio 2013 i bolognesi dovranno esprimersi sul seguente quesito:

Quale, fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali, che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole di infanzia paritaria a gestione privata, ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?
a) utilizzarle per le scuole comunali e statali
b) utilizzarle per le scuole paritarie private

Da un paio di settimane la battaglia referendaria sul finanziamento comunale alle scuole paritarie private bolognesi è entrata nel vivo. Da una parte sono schierati tutti i poteri forti cittadini, a difesa dell’attuale sistema integrato pubblico-privato; dall’altra un comitato referendario indipendente, senza mezzi e senza fondi, che però ha prodotto un appello nazionale firmato da alcune delle più importanti personalità italiane, tra cui Rodotà, Settis, Camilleri, Hack, Gallino (e che tutti possono firmare qui).
Leggi di più a proposito di Bologna, referendum scuola pubblica: fionde contro carri armati

Brasile, Maracanã occupato e sgomberato in vista del mondiali di calcio 2014: la storia per parole e immagini

Il prossimo anno in Brasile si giocheranno i mondiali di calcio e, tra le attività preparatorie, c’è anche lo sgombero di uno stabile accanto allo stadio Maracanã. Come racconta Internazionale con un breve testo e immagini: Il 22 marzo la polizia di Rio de Janeiro ha circondato l’ex Museu do índio intorno al quale, dal […]

Quaderni russi: Anna Politkovskaja, da Ferrara il racconto di una coscienza disprezzata

Quaderni russidi Alice Facchini

“Non era una semplice giornalista: era una vera e propria scrittrice, con una grande capacità comunicativa. La sua maggiore qualità era la coscienza personale: lei provava una profonda vergogna per quello che stava succedendo nella guerra in Cecenia. Si vergognava per i soldati, per i propri governanti, e addirittura per il proprio popolo. In una società corrotta come quella russa, proprio per questa sua coscienza venne disprezzata, e finì per rimanere sola”.

Così Galina Ackerman, scrittrice e traduttrice russa, descrive l’amica Anna Politkovskaja. È il 7 ottobre, sesto anniversario della morte della grande giornalista della Novaia Gazeta, assassinata nell’ascensore del suo palazzo a Mosca, mentre stava rincasando. Non a caso, proprio in questo giorno Galina è ospite nella grande Sala Estense di Ferrara, dove si svolge la conferenza sulla graphic novel Quaderni russi di Igort, seconda parte di un dittico sui paesi dell’ex Unione Sovietica, preceduto da Quaderni ucraini. È uno degli eventi principali, nella domenica del festival di giornalismo della rivista “Internazionale”, che si è svolto dal 5 al 7 ottobre a Ferrara. Commenta Igort, l’autore:

Lo scopo del mio libro era comprendere, non giudicare. Comprendere la società russa, e la vita di questa donna: conoscere le sue azioni, le sue intenzioni. E capire il suo profondo impegno nel raccontare la terribile guerra in Cecenia.

Leggi di più a proposito di Quaderni russi: Anna Politkovskaja, da Ferrara il racconto di una coscienza disprezzata

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi