Il caso dei balneari: come non gestire i beni comuni

di Marco Ponti La faccenda dei 30mila stabilimenti balneari che incassano molte centinaia di milioni all’anno (per chi li usa sono i più cari d’Europa), mentre pagano allo Stato noccioline per le concessioni, continua a fare scalpore, a fine vacanze. La legge europea (la nota Bolkestein) che richiede ormai dal 2006 che siano messe a […]

Una telefonata ti accorcia la vita

di Vincenzo Vita Lo scorso venerdì 28 giugno si è tenuto a Roma un interessante e utile convegno promosso da «Assoprovider» (presidente Dino Bortolotto) sulle telecomunicazioni, viste queste ultime dal lato dei piccoli operatori: magari meno grandi in termini di fatturato e di potere reale (al cospetto, ad esempio, degli oligarchi della rete), ma spesso […]

“Stessa spiaggia stesso mare”: intervista sulle concessioni demaniali

di Sergio Caserta

“Stessa spiaggia stesso mare” sembra non valere più nella giungla delle concessioni governative. Le clamorose e ingiustificate differenze tra canoni molto bonari e altri di dimensioni esagerate pongono un problema di ingiustizia e di concorrenza sleale. È ora d’intervenire se c’è un governo del cambiamento. Ne parla l’ingegnere Peo Pivi, amministratore delegato di Petroltecnica spa.

Cosa sono i pertinenziali, in cosa si distinguono dagli altri concessionari di arenili e stabilimenti balneari?

I pertinenziali sono una sottocategoria numericamente esigua di concessionari demaniali (250 imprese su complessive 30.000 concessioni demaniali), ma fondamentale per l’economia del turismo italiano, da anni oppressa e martoriata dai cosiddetti maxicanoni. I pertinenziali sono stati “incamerati” dallo Stato nel corso degli anni ’80 e ’90 con atti amministrativi che traevano la loro ratio dai concetti di facile e difficile rimozione e cioè una valutazione assolutamente inattuale anche al momento del suo accertamento tra strutture presuntamente “smontabili” al termine della stagione e altre stabili e cioè inamovibili. Oggi sono tutte inamovibili.
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Regalie alle spiagge, “elemosina” ai malati di amianto

Amianto
Amianto
di Antonio Sciotto

Con gli emendamenti alla legge di Stabilità, come ogni anno si scatenano gli appetiti: due emendamenti di Ap e Forza Italia prolungano di 2 anni la sanatoria sui canoni non pagati per gli stabilimenti balneari che hanno in concessione le spiagge. Un intervento del Pd, invece, “salva” i 700 funzionari dell’Agenzia delle Entrate retrocessi a semplici impiegati da una sentenza del Tar, ricostituendo anche il loro, ben più alto, stipendio precedente. Tutto questo mentre ieri mattina i lavoratori e i familiari vittime dell’amianto manifestavano davanti al ministero del Lavoro per protestare contro lo stanziamento «elemosina» previsto dal governo per loro: solo 5600 euro una tantum per chi è malato, e nemmeno per tutti, mentre le associazioni chiedono un sostegno continuativo e strutturale.

Il debito dei concessionari delle spiagge si potrà estinguere pagando il 30% della somma dovuta, se in unica soluzione, o il 60% se in 6 rate annuali. E mentre si favoriscono le imprese balneari (i cui canoni tra l’altro sono tradizionalmente piuttosto bassi), intanto si penalizzano i semplici cittadini: un emendamento dell’Anci (associazione dei Comuni) chiede di “cassare” lo sconto del 30% previsto oggi per chi paga entro 5 giorni dalla contestazione di una multa. La sentenza del Tar sui dirigenti del fisco viene aggirata affermando invece che questi ultimi potranno mantenere il proprio trattamento economico «a titolo individuale e in via provvisoria». Bene che l’Agenzia delle Entrate possa tornare a lavorare a pieno regime – la direttrice Rossella Orlandi, qualche settimana fa, aveva affermato che non riusciva a fare più nulla – ma certo si apre un altro nodo: un’anomalia concorsuale, sanzionata da un tribunale, viene adesso sanata dall’intervento della politica.
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