Laudato si’ e Laozi. Ripensare clima, Terra, giustizia fra Cina e Occidente

di Amina Crisma A partire dal libro “Niente di questo mondo ci risulta indifferente: riflessioni e proposte per un programma di ecologia integrale”, Edizioni interno 4, 2020 Per una singolare quanto significativa coincidenza, il libro Niente di questo mondo ci risulta indifferente (ed. Interno 4 ,2020), frutto del cantiere di dibattito collettivo dell’associazione Laudato si’ […]

Didattica online: quale riconfigurazione del nostro lavoro di insegnanti?

di Amina Crisma Da tredici anni insegno come prof. a contratto Filosofie dell’Asia orientale al Dipartimento LILEC, corso di Laurea LMCA; la riflessione che tento di proporvi in queste brevi righe non ha l’ambizione di offrire risposte, ma intende semplicemente porre all’attenzione di tutti alcuni problemi e alcune domande. Credo sia importante – più importante […]

La riscoperta di un’antica fonte: Neiye, il Tao dell’armonia interiore

Neiye, il Tao dell'armonia interiore
Neiye, il Tao dell'armonia interiore
di Vittorio Capecchi

Appare per la prima volta in edizione italiana, a cura di Amina Crisma (Garzanti novembre 2015), Neiye, il Tao dell’armonia interiore, un trattato di grande intensità poetica e concettuale che rappresenta una delle più antiche testimonianze delle origini del taoismo.

Il Neiye (La Coltivazione interiore) è un breve e splendido testo dedicato al tema della coltivazione di sé come pratica psicofisica integrale incentrata sull’energia vitale (qi), e rappresenta una delle più antiche testimonianze delle origini del taoismo (IV secolo a.C.). La sua poetica suggestione e la sua potenza di linguaggio sono paragonabili a quelle del Laozi o Daodejing, il Classico della Via e della Virtù, la fonte taoista più famosa e tradotta in Occidente e nel mondo, ma fino a poco tempo fa esso aveva ricevuto scarsa attenzione, in quanto veniva sostanzialmente percepito come uno dei tanti capitoli della composita opera in cui era stato collocato dai bibliotecari imperiali all’epoca della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), il Guanzi, che reca il nome di un illustre ministro dell’epoca delle Primavere e Autunni (722-481 a.C.), Guan Zhong.

L’involucro in cui il Neiye era racchiuso, come una specie di greve coperchio sepolcrale, impediva un’adeguata percezione della sua straordinaria importanza. La sua riscoperta è uno dei frutti più interessanti delle ricerche sul pensiero della Cina antica che hanno avuto luogo negli ultimi decenni. L’opera si è così riconquistata piena visibilità fra gli specialisti, ma è rimasta peraltro pressoché del tutto ignota al largo pubblico, e in particolare ne mancava finora un’integrale e affidabile traduzione italiana condotta sull’originale cinese.
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Cina e potere: i video della presentazione bolognese di Angela Pascucci / 1

Introduzione di Roberto Bonezzi Intervento di Annamaria Russo e Amina Crisma Intervento di Amina Crisma e Angela Pascucci Intervento di Angela Pascucci In attesa del prossimo appuntamento della rassegna Un libro e un menu ideata dall’Associazione Il Manifesto in Rete, in programma per il prossimo 20 dicembre con il libro “Note di storia dell’alimentazione del […]

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