Matera 2019: il vizio eterno (ma oggi più pericoloso) di nascondere la polvere sotto il tappeto

di Michele Fumagallo

Sì, è comprensibile che durante uno sposalizio non sia bene parlare male della sposa o dello sposo. Bisogna farlo correttamente prima o dopo la festa, altrimenti si rischia di essere fraintesi, soprattutto di deviare da ciò su cui si vorrebbe portare l’attenzione.

Questa premessa per dire che a Matera e in Basilicata c’è un silenzio assordante su molte incongruenze, a partire dalla delinquenza organizzata presente da anni in regione e in città, e in tante realtà anche piccole del territorio. Per proseguire sul lavoro nero e sullo sfruttamento nei molteplici servizi di cui è piena Matera capitale della cultura 2019 (una denuncia già tentata dai sindacati, sia pure nella loro ormai strutturale postura burocratica), e per finire sull’inquinamento ambientale di vario tipo.

A vedere come vengono affrontate, anzi non affrontate, queste questioni sociali dirompenti vengono subito in mente alcune domande, per ora soltanto interlocutorie, da porre alle classi dirigenti locali ma anche alla popolazione. A partire da questa: fino a che punto la cultura può essere chiusa in uno scompartimento stagno dove cammina parallelamente alle degenerazioni sociali quasi fosse una cosa incontaminata?

Qui non mi riferisco al tentativo, che pure c’è, di produrre spettacoli e mostre “impegnate”, ma a una domanda ben più radicale: come può l’organizzazione politica della cultura e dell’arte intrecciarsi con una battaglia civile e politica?

Secondo me il distacco tra cultura e impegno civile non è possibile. È un’illusione che coltivano in tanti ma è, appunto, un’illusione. Certo, c’è un modo per intrecciare questioni così diverse che presuppone una tattica e un approccio del tutto particolari, che esclude, ad esempio, la pesantezza e l’unilateralità dell’intervento. Tuttavia deve essere chiaro che la cultura, se vuole avere un ruolo guida per lo meno sui consumi, non può esimersi dal dire chiaramente e “militantemente” la sua sulle cose del mondo.

Perché dunque si tace sullo scandalo (di questo si tratta perché era del tutto evitabile con un altro approccio al problema) di una delinquenza organizzata che ha assalito, da ormai molti anni, dall’esterno e dall’interno una piccola regione del Sud un tempo immune da questo tipo di devianza? E soprattutto perché se ne parla in genere così poco? E specificamente perché i promotori di cultura ne parlano così poco?

E sul lavoro nero e super sfruttato, causa non ultima dell’emigrazione giovanile dai territori del Mezzogiorno, perché se ne parla così poco? Perché nessuno prova ad aggredire questo nodo proprio a partire dalla civiltà nuova che una cultura diffusa vorrebbe “intromettere” in società?

E anche sul problema degli inquinamenti vari, a partire da quello petrolifero, perché la discussione, quando c’è, è così povera?

Ripeto: sono domande per ora soltanto interlocutorie, da porre in seguito in modo ben più profondo e strutturale. Intanto però non si era detto che Matera avrebbe fatto un grosso passo avanti nel vivere civile e nella ricchezza sociale con la proclamazione di capitale europea della cultura? Ma lo possiamo fare questo passo avanti senza aggredire direttamente le suddette questioni?

Autore dell'articolo: Amministratore

1 commento su “Matera 2019: il vizio eterno (ma oggi più pericoloso) di nascondere la polvere sotto il tappeto

    Roberto Marcelli

    (24 Agosto 2019 - 08:55)

    Che dire, mi sento di rispondere affermativamente a tutte le domande poste, certo Cultura e Territorio, con quel che accade in quel territorio sono indubbiamente legate, io ho frequentato ormai molto tempo fa tutta la Puglia e ho avuto modo di rendermi conto di quanto avviene su tutto il suo territorio, e ne ho tratto questa conclusione, posti magnifici, cibo stupendo, persone affabili e gentili, un territorio che potrebbe dare moltissime risorse, senza bisogno delle acciaierie, tre cose importanti su cui fondare l’economia della regione, Mare Cibo e Storia, sono i vostri punti di forza, manca la presenza dello stato, non so di chi sia la colpa, forse della mentalità un po troppo privata, ci vorrebbe un po più di socialità, lo dico così senza pretesa di avere la verità in tasca, la metto lì come un suggerimento.
    PS
    Io sono un innamorato di tutto il Sud Italia, il ragionamento fatto x la Puglia è valido anche x le altre Regioni visto che Matera si trova in Basilicata.

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