Il consumo di suolo e l’impiantistica sportiva (seconda parte)

Stadio Dall'Ara

di Silvia R. Lolli

Fin dalla prima lettura della proposta di legge regionale sullo sport, troppo velocemente diventata legge, l’avevamo intitolata legge per lo sport turistico. Come si può definire altrimenti? Leggendo l’art. 1 un filo rosso economico-turistico appare e rimane per tutta la legge, anche se dobbiamo dire che alcune migliorie ci sono state dalla prima stesura, ma non, come detto, all’art. 11 che speravamo rimanesse intatto.

    “Art 1

  • 1. La Regione Emilia-Romagna, in coerenza con i principi dell’Unione europea, riconosce il valore sociale della pratica sportiva in ogni sua forma espressiva come strumento per la realizzazione del diritto alla salute e al benessere psico-fisico delle persone, il miglioramento degli stili di vita, lo sviluppo delle relazioni e dell’inclusione sociale, la formazione dell’individuo fin dalla giovane età, la promozione delle pari opportunità e del rapporto armonico e rispettoso con l’ambiente nonché per la valorizzazione sociale ed economica dei territori, anche attraverso lo sviluppo della wellness valley, di cui all’articolo 10, comma 4, lettera e) della legge regionale 25 marzo 2016, n. 4 (Ordinamento turistico regionale – Sistema organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promo-commercializzazione turistica. Abrogazione della legge regionale 4 marzo 1998, n. 7 (Organizzazione turistica regionale – Interventi per la promozione e la commercializzazione turistica).
  • 2. La Regione persegue gli obiettivi della politica sportiva di promozione del diritto allo sport per tutti attraverso il coordinamento degli interventi per il benessere e la diffusione della pratica sportiva, anche in un’ottica interculturale. Ne favorisce l’integrazione con gli interventi di politiche della salute finalizzati al superamento del disagio sociale, anche attraverso l’attuazione delle strategie sull’attività fisica per la Regione europea elaborate dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), con quelli delle politiche educative, formative, di genere, culturali, turistiche e ambientali.
  • 3. La Regione favorisce un’equilibrata distribuzione e congruità degli impianti e degli spazi aperti al fine di garantire a ciascuno la possibilità di partecipare ad attività motorie e sportive in ambienti sani e sicuri.
  • 4. Per le finalità di cui ai commi 1, 2 e 3 la Regione:

    • a) promuove l’attività degli enti locali e delle organizzazioni che operano in ambito sportivo senza fini di lucro, favorendone l’aggregazione organizzativa;
    • b) favorisce lo sviluppo, la piena accessibilità e la fruibilità da parte di atleti, praticanti e pubblico con disabilità e la qualificazione degli spazi e degli impianti sportivi, nonché il presidio della loro articolata diffusione su tutto il territorio regionale, privilegiando le forme più adeguate di gestione degli stessi e persegue il contenimento del consumo del suolo in un quadro di valorizzazione e tutela del patrimonio naturalistico e ambientale;
    • c) promuove attività e iniziative volte al sostegno dell’associazionismo sportivo, favorendo l’equa partecipazione allo sport anche da parte delle persone con disabilità e contrastando gli stereotipi di genere e l’abbandono sportivo, in particolare da parte dei minori e delle persone in condizione di svantaggio sociale ed economico;
    • d) promuove le raccomandazioni della Carta europea dei diritti delle donne nello sport, le pari opportunità nella pratica sportiva ed ogni azione diretta a prevenire qualsiasi forma di discriminazione nell’organizzazione e gestione della pratica sportiva;
    • e) favorisce l’integrazione delle politiche sportive con quelle sociali, turistiche, culturali, economiche, ambientali e del benessere;
    • f) promuove la realizzazione di grandi eventi sportivi, nonché di eventi di rilievo regionale o locale, idonei a creare occasioni di sviluppo per il territorio con importanti ricadute culturali, turistiche ed economiche anche avvalendosi delle proprie società in house;
    • g) promuove, in raccordo con gli enti locali, anche attraverso borse di studio, la valorizzazione di atleti emergenti e delle eccellenze sportive della regione Emilia-Romagna;
    • h) promuove la diffusione delle attività sportive nelle scuole, sostenendo la cultura dell’attività motoria e ricreativa in accordo con le istituzioni scolastiche e gli enti locali, anche incentivando il rapporto con le associazioni e le società sportive dilettantistiche del territorio.
  • 5. Ai fini della presente legge per attività motoria e sportiva si intende qualsiasi forma di attività fisica che, mediante una partecipazione, sia essa organizzata o meno, abbia come obiettivo il miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche, lo sviluppo delle relazioni sociali e ogni forma di attività fisica, svolta anche in modo sistematico e continuativo, secondo le norme previste da specifiche discipline.
  • 6. Sono escluse dai benefici della presente legge le attività svolte in ambito professionistico”.

L’esplicito riferimento alla wellness valley e successivamente alla legge sul turismo, che nell’approvazione viene esplicitata (c. 1, art.1 L.R. 8/17), sono la prova di un notevole cambiamento di prospettiva che potrà avere ripercussioni anche sulla questione urbanistica. Cambiamento, come vedremo, nell’organizzazione degli stessi uffici regionali, avvenuta recentemente.

In un momento di crisi economica la politica spinge affinché il turismo diventi un volano ancora più importante per la nostra economia. Lo sport già da anni apporta un giro d’affari notevole per il turismo, basta ricordare i grandi eventi sportivi più o meno locali e non sempre professionistici: per esempio le corse ciclistiche amatoriali – 10 colli, 9 colli… oppure le diverse maratone o maratonine, senza pensare agli spostamenti dei tifosi con le squadre dei tanti sport. Il movimento sportivo ha sempre fame di impianti, inoltre oggi, quando si tratta di economia dello sport, si pensa ai grandi numeri, quindi si chiederanno grandi impianti per facilitare i così detti eventi sportivi. Ricordiamo la questione Olimpiadi a Roma e le difficoltà di Monti quando decise di non candidare l’Italia.

Nonostante in alcune parti la legge equipari il sistema sportivo alla scuola (le scuole, art. 5 c. 2, punto b, possono accedere ai contributi alla pari degli altri soggetti, speriamo lo facciano!) nella lettura della legge sembrano stare in secondo piano le politiche educative, soprattutto scolastiche, e quelle sanitarie. Si richiamano, ma sembra che la legge si rivolga più ai soggetti sportivi ed ora all’imprenditoria turistica.

Rispetto all’impiantistica sportiva speriamo di sbagliarci, ma intanto la lettura della prima deliberazione n. 895, cioè dell’avviso pubblico per contributi, scadente il 31/07/17, non ci dà troppe garanzie. L’avviso pubblico è stato emanato il 21 giugno ancora dalla Direzione Generale economia della conoscenza del lavoro e dell’impresa e dal Servizio Cultura Sport e Giovani.

Nella prima parte della delibera, premessa ai tre avvisi pubblici – all. A B C, non ci sono per esempio espliciti riferimenti alle istituzioni scolastiche che invece dovrebbero essere le istituzioni primarie in cui è possibile fare facilmente una promozione sportiva per tutti passando dall’educazione. Nell’allegato B della delibera, “Avviso per la concessione di contributi per la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento del benessere fisico, psichico e sociale della persona attraverso l’attività motoria e sportiva”, si scrive:

“Nella consapevolezza che tali attività, oltre a promuovere il benessere e la salute fisica e mentale, contribuiscono a prevenire le malattie, a migliorare le relazioni sociali e la qualità della vita, la Regione intende proseguire nel percorso avviato e consolidare il ruolo sociale dello sport e della pratica delle attività motorio sportive intensificando i rapporti con i vari operatori impegnati nella promozione delle attività al fine di porre in essere azioni congiunte e coordinate per il perseguimento di obiettivi comuni. A tal fine si intende estendere l’esperienza anche alle attività di promozione dell’attività fisica organizzate dalle Scuole in collaborazione con soggetti esterni, con particolare attenzione a quelle che offrano garanzie di efficacia e sostenibilità nel tempo grazie ad un’adeguata integrazione con le materie curricolari e alla costruzione di alleanze per la promozione dell’attività fisica e della salute con la comunità circostante la scuola”.

Abbiamo sottolineato l’aspetto più importante che condiziona la scuola ad una sudditanza al sistema sportivo. Certamente sappiamo che le scuole, nonostante la loro condizione giuridica (dal 1999 sono autonome), hanno difficoltà a presentare domande per contributi, soprattutto se la domanda ha tempi ristretti per la presentazione; questa si doveva fare entro il 30/07/17. Non sappiamo neppure se tutte le scuole hanno avuto questa comunicazione, anche attraverso gli uffici territoriali del Ministero.

Comunque rimane il fatto che la Regione qui favorisce la solita collaborazione, come sempre l’entrata diretta del sistema sportivo nelle scuole.
La deliberazione ritiene importante, sempre tenendo presente l’art. 5 e il comma 1 dell’art.18 della legge, dare continuità ai soggetti e alle attività già effettuate negli anni precedenti e vengono elencate queste tipologie di contributi:

  • contributi per eventi sportivi rilevanti per il territorio;
  • contributi per la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento del benessere fisico, psichico e sociale della persona attraverso l’attività motoria e sportiva;
  • contributi per la promozione, diffusione ed organizzazione dell’associazionismo sportivo di livello regionale.

Quindi nulla di nuovo sotto il sole, tutto di antico, salvo una spinta verso l’attività turistica dell’industria sportiva, come del resto nell’art. 1 della L.R. 8/17 viene esplicitato con il termine wellness valley. Non dimentichiamo che a Gambettola esiste il colosso Technogym, colosso del wellness, che a Rimini una fiera, inizialmente chiamata di fitness, nelle sue prime edizioni era soprattutto un’esposizione di culturisti, oggi denominata wellness e che tutta la riviera è oggi una palestra a cielo aperto, spiagge californiane docet.

Quindi negli sviluppi della legge, che pur richiama l’integrazione delle varie politiche fra le quali quelle educative, sanitarie e culturali, cominceremo a toccare con mano l’importanza che invece assumono gli interventi a favore di un sistema economico, soprattutto turistico oltre che del solito sistema sportivo.

In tutto ciò ci pare fuori luogo la rassicurazione del comma 6, art. 1, dove si esclude il sistema professionistico dai benefici di questa legge. Conoscendo bene il nostro sistema sportivo è impossibile stabilire che non vi siano benefici per questo. Per esempio solo guardando la vicenda dello stadio Dall’Ara di Bologna ci chiediamo se il comma poteva essere evitato.

Viste le finalità della legge vi troviamo continue contraddizioni, fra queste in futuro saranno visibili quelle della sostenibilità e del consumo di suolo zero.

Autore dell'articolo: Amministratore

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