Dopo Parigi giovani musulmani in marcia - Foto Gazzetta di Modena

Modena: dopo Parigi giovani musulmani in marcia

di Dante Farricella

«Ci riuniamo tutti oggi per dare la nostra solidarietà alle famiglie che soffrono per la perdita di un proprio caro, morto ingiustamente, perché qualcuno egoisticamente ha deciso che i propri diritti valgono di più di quelli di qualcun altro». Con queste parole, a nome dei Giovani Musulmani d’Italia, Takwa Haddad ha aperto la Marcia silenziosa che a Modena la sera di venerdì 16 Gennaio, ha voluto ricordare quanto avvenuto la settimana scorsa a Parigi. Takwa, 20 anni nata a Modena, con la sua leggera cadenza emiliana continua:

«Siamo qui per dire no alla violenza, siamo qui perché vogliamo un mondo migliore, in cui tutti abbiano gli stessi diritti, siamo qui perché vogliamo che la libertà di una persona non calpesti quella di un’altra; siamo qui per dimostrare che nessuna religione, etnia o partito possa approvare la violenza».

Takwa, Salma, Osama, Azalea, Hafssa, Kadija, Zacharia fanno parte dei Giovani Musulmani d’Italia, vengono da Modena, Reggio, Sassuolo, Carpi, vengono per dire no alla violenza e anche a questa mentalità che omologa l’Islam al terrorismo. La parola che più si sente ripetere è l’Islam è pace, le religioni devono essere pace, non esiste prevaricazione nella religione.

Per questi ragazzi, molti nati nelle nostre città, la divisione su base religiosa è assolutamente incomprensibile. Queste sono le nostre città, dicono, qui viviamo e condividiamo i nostri interessi e la nostra vita con tanti amici di altre religioni e nazionalità. Restiamo Umani … restiamo uniti, questo il titolo della marcia e questo viene ancora sottolineato da Takwa nelle parole introduttive: «Ciò che dobbiamo imparare da questi atti di terrorismo e violenza è l’importanza dell’unione della popolazione, in maniera che tutti insieme condannino le atrocità disumane che continuano a verificarsi».

Un momento significativo, vissuto insieme alla miglior parte della città, consiglieri comunali, sindacato, associazioni e semplici cittadini hanno condiviso il breve ma significativo cammino dei Giovani Musulmani da Largo Sant’Agostino a Piazza Torre, luogo simbolo a Modena, dove, davanti al sacrario dei caduti per la libertà, si sono tenuti i momenti finali di questa manifestazione, le parole di Osama Qasim Al Rimawi, e le parole di tutti i partecipanti, lasciate su dei post-it.

«Penso che questo sia un momento fondamentale per mettere in relazione le comunità migranti e i cittadini di Modena – ci dice Marco Cugusi, consigliere comunale – perché non si creino generalizzazioni tra Islam e terrorismi – e continua – quando accadono questi fatti ci sono sempre i falchi liberticidi che vogliono limitare i diritti delle persone. Si può combattere la violenza e il terrorismo senza limitare i diritti»
E Takwa chiude con queste parole: «Dividerci e insultarci a vicenda, creando confini, discriminando, non ci aiuterà ad affrontare il problema. L’unione fa la forza, la forza di dire no, di opporci alle ingiustizie, di essere più umani e meno egoisti. È soltanto stando uniti che possiamo dare una svolta alla nostra convivenza».

Questo articolo è stato pubblicato dal Corriere delle migrazioni il 18 gennaio 2015

Autore dell'articolo: Amministratore

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