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Il processo ai politici catalani: il caso speciale 20907/2017

di Fulvio Capitanio

Tra pochi giorni si avvierà a Madrid il processo per il caso speciale 20907/2017: non un caso qualunque, bensì un processo probabilmente destinato a segnare la storia europea contemporanea. Si tratta infatti del processo contro i prigionieri politici catalani. Perché sono in prigione preventiva da oltre un anno sei membri del deposto governo della Catalogna, la Presidente del Parlamento e due presidenti di associazioni civiche?

Per costoro il pubblico ministero ha formulato richieste di pena che vanno dagli 11 ai 25 anni di carcere. Come si spiega una richiesta di pene corrispondenti a quella di un omicidio? È giustificata una prigione preventiva così lunga e in che misura vengono lesi diritti umani, civili e politici delle persone imprigionate?

Inoltre vi sono altri sette politici catalani in esilio in Belgio, Svizzera e Regno Unito, spesso impropriamente definiti come “fuggitivi”, mentre invece hanno una residenza nota e sono liberi di circolare ovunque fuorché in Spagna, per i quali il giudice istruttore ha emesso ben due ordini di cattura internazionali. Entrambe le volte lo stesso giudice ha ritenuto opportuno annullare l’ordine di cattura.

Donne e violazione dei diritti umani: una mobilitazione senza tregua

Sciopero delle donne

Sciopero delle donne

del Comitato promotore dello sciopero delle donne del 25 novembre

All’assemblea con l’avvocata Barbara Spinelli hanno partecipato circa 30 donne, dopo il dettagliato racconto dei gravissimi episodi di violazione dei diritti umani in particolare a Cizre e in generale nei territori curdi, ed avere constatato l’assoluto silenzio di tutti i media main streem, che anzi hanno ripreso l’utilizzo di termini come “terroristi”, “separatisti” nei confronti delle forze di autodifesa e di avere valutato come da parte delle istituzioni sia locali che centrali e internazionali non c’è stata nessuna presa di posizione netta nei confronti di questi massacri abbiamo deciso che:

  • faremo il possibile per rompere il silenzio che è complice, a livello di controinformazione, con i mezzi di cui disponiamo, per fare circolare il più possibile le informazioni, soprattutto il dossier scritto da B.S. con l’informativa completa delle violazioni;
  • entro i prossimi 15 giorni entreremo e faremo pressione con una dichiarazione al Consiglio Comunale di Bologna, per fare in modo che prenda posizione e denunci i massacri. Su questo punto invitiamo tutte/i ad entrare nei propri Consigli Comunali per avere più forza nella denuncia e fare in modo che non resti un singolo momento isolato di lotta;