Elezioni del 26 maggio nel Bolognese: a Valsamoggia i civici raddoppiano

di Sergio Caserta Il prossimo 26 maggio oltre che alle europee si vota anche in molti comuni in Italia ed in Emilia Romagna, precisamente 235 di cui 4 capoluoghi di provincia Cesena Ferrara, Modena e Reggio Emilia e 35 comuni superiori a 15.000 abitanti. Uno dei fenomeni a più ampia diffusione è quello di liste […]

Meglio la muffa dell’amianto: una campagna permanente per “bonificare i capannoni molesti”

di Vito Totire

Quando nel paesaggio si vede un capannone con cemento-amianto, la visione disturba sia dal punto di vista estetico-paesaggistico sia per per le preoccupazioni di tipo ambientale e sanitario che l’immagine evoca. Se siamo ottimisti pensiamo che quanto prima quell’immobile sarà bonificato. Ma ripassare, dopo diversi anni, e vedere in località Muffa di Crespellano la situazione immodificata, anzi inevitabilmente peggiorata, sorprende.

Non conosciamo l’origine del toponimo: la muffa è un problema però l’amianto è peggio. Tanto più che sia il Comune di Crespellano che quello di Monteveglio avevano dato segnali di attenzione sul tema dell’amianto disseminato nel territorio: forse le iniziative, con la fusione in un unico Comune, non hanno avuto continuità?

Sta di fatto che all’altezza del numero 290 della strada provinciale che attraversa la località Muffa (sulla destra per chi transita verso Bazzano) non si può non notare una struttura edilizia, certamente dismessa, adibita tanti anni fa a pollaio o ricovero di animali, con presenza di fibrocemento in avanzato stato di degrado e vetustà. Se il sito è già censito potremmo avere quantomeno conferma della presenza di amianto che “a occhio nudo” parrebbe ovvia e sapere se crisotilo o anfibolo.
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Valsamoggia: ora basta, la misura è davvero colma

Valsamoggia

Assessori che ridono durante gli interventi, opposizioni a cui viene impedito di fare interventi, assessori che scattano foto, il sindaco che mima di sbattere la testa contro il tavolo, o che raggiunge un assessore per mostrargli qualcosa sul telefono e poi riderne insieme. Fin dall’insediamento della Giunta avvenuto nel giugno 2014, come abbiamo sempre raccontato e denunciato mese dopo mese, appuntamento dopo appuntamento, si è raschiato ulteriormente il già martoriato fondo umano, più che politico, del consiglio comunale di Valsamoggia. Ora basta.

A cosa serve?

Del resto dialogare con chi non ha interesse ad ascoltare non ha senso. E non ha senso nemmeno farlo con chi ritiene che siamo superficiali, populisti, che facciamo solo della polemica e che diciamo balle in giro quando andiamo a parlare del disastro della fusione. Non ha senso farlo con chi dice che le nostre proposte sono sterili, che non capiamo il bilancio, che abbiamo perso e non dobbiamo fare proposte, ma solo controllare e fare della polemica (cit. capogruppo Pd), o che abbiamo preso un terzo dei voti della maggioranza, che invece ha vinto e quindi comanda, fine della storia (cit. sindaco).

Da noi la discussione, processo dove normalmente ci si confronta per trovare soluzioni con più ampia condivisione, diviene il momento utile semplicemente a distruggere le posizioni diverse e chi le incarna. Gli incontri istituzionali così servono solo ad annichilire, disintegrare e distruggere l’altro.
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Valsamoggia: qui vige il pensiero unico e ai consiglieri è vietato conoscere e partecipare

Valsamoggia

di Civicamente Samoggia

Nel nuovo e unico Comune di Valsamoggia vige una regola che, almeno formalmente, sembra non esistere in altri Comuni e nella nostra Regione. Attraverso l’arbitrio, l’offesa personale, e l’uso del potere si impedisce ai consiglieri comunali d’opposizione di svolgere fino in fondo il loro compito: cioè conoscere e partecipare a tutte le attività comunali, esprimere pareri e proposte.

Stiamo assistendo al capovolgimento di ogni ordine e regola democratica, fondata sul riconoscimento reciproco fra le diverse forze che sono state elette dai cittadini. La maggioranza Pd ha instaurato un metodo attraverso il quale si nega qualsiasi confronto e qualsiasi partecipazione e dove si pratica un modo di governare arrogante, che non ammette discussioni e che rasenta l’ostracismo. Ora basta.

Di fronte a questa grave mancanza di democrazia, Civicamente Samoggia, Movimento 5 Stelle e Forza Italia hanno deciso di dare un segnale fermo e visibile alla maggioranza e alla popolazione. La nostra presenza nei Consigli comunali è negata e vilipesa, la nostra partecipazione risulta inutile, riteniamo quindi sia meglio affrontare gli argomenti e i problemi di Valsamoggia rivolgendoci direttamente ai cittadini di cui siamo rappresentanti.
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Municipi di Valsamoggia, tempo scaduto: i civici lasciano i consigli comunali

Civicamente Samoggia
Civicamente Samoggia
di Civicamente Samoggia

A oltre un anno dall’istituzione del nuovo comune unico di Valsamoggia, Civicamente Samoggia, la lista civica all’opposizione, denuncia il fallimento dell’istituzione dei consigli di municipio che dovevano costituire, nell’ambito della nuova struttura amministrativa, il luogo predisposto alla partecipazione dei cittadini e alla gestione democratica dei territori dei 5 ex comuni.

Nonostante il regolamento comunale li recepisca come tali e la lista civica li abbia fortemente sostenuti eleggendo, unica forza d’opposizione, 18 consiglieri municipali in tutti gli ex comuni, ottenendone la vicepresidenza e attivandosi per renderli veri luoghi di partecipazione dei cittadini, così non è stato.

A fronte di un costo, finora di circa 25 mila euro, la maggioranza ne ha fatto un luogo di mera ratifica delle decisioni prese dall’alto, senza alcuna attenzione alla partecipazione, impedendo ai cittadini di esprimere le loro esigenze e idee e per questo motivo da essi per lo più disertati.

Inoltre, non è mai stato avviato il bilancio partecipato previsto nel regolamento comunale, scritto e votato dallo stesso PD, e le proposte avanzate da Civicamente Samoggia lo scorso ottobre per migliorare e rafforzare il ruolo dei municipi – dotandoli, ad esempio, di un livello di autonomia gestionale per interventi locali con il coinvolgimento delle comunità interessate – sono state ignorate dalla maggioranza senza alcuna spiegazione plausibile.
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