Matera 2019: i sassi non sono “grotte”, ma un centro storico frutto di sapiente urbanistica

di Michele Fumagallo Sembra curioso, e per la verità mi vergogno un po’ a parlarne, ma ancora in tanti, in svariate pubblicazioni e articoli superficiali, continuano a perpetuare la leggenda dei Sassi di Matera come luogo di “grotte”, quasi che la sapienza umana del costruire e di quella che in seguito verrà chiamata urbanistica, fosse […]

Le case popolari non vanno abbattute, ma ripensate

di Eleonora Carrano Sarebbe un errore di sottovalutazione rubricare quanto accaduto a Roma – la protesta degli abitanti dei quartieri di Torre Maura contro il trasferimento di 70 rom in un vicino centro di accoglienza; la rivolta degli abitanti di Casal Bruciato per l’assegnazione di un alloggio popolare ad una famiglia rom – come il […]

Per salvare le città storiche: la proposta di legge dell’associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli

In occasione dell’incontro di martedì 4 giugno presso la biblioteca Giuseppe Guglielmi Una legge per salvare le città storiche, pubblichiamo una nota di Vezio De Lucia di Vezio De Lucia Il diritto alla città storica è il titolo del convegno organizzato dall’associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli il 12 novembre 2018 nel corso del quale è stata […]

Le periferie vanno a destra: la vendetta dei luoghi che non contano

di Silvia Vaccaro L’abbandono dei luoghi pesa sulle urne ma occorre una lettura attenta e non stereotipata per leggere bene i risultati elettorali. Non solo quelli italiani, si intenda, ma i tanti appuntamenti elettorali che si sono succeduti in Europa e oltreoceano da dopo il 2008. Una lettura interessante è quella del Prof. Andrés Rodriguez-Pose, […]

Le mani della finanza sulle città

di Paolo Berdini Per comprendere la devastazione che il neoliberismo ha causato alla vita delle città, dobbiamo ritornare agli inizi dell’offensiva culturale che ha progressivamente abolito ogni regola di trasformazione urbana. Tutti gli strumenti urbanistici delle grandi città a partire dagli anni Novanta (varianti parziali comprese) si sono fondati sul motore della rendita urbana, aumentando […]

Bologna, venerdì i due anni del comitato “Rigenerazione No Speculazione”: assemblea pubblica e festa

di Silvia R. Lolli Venerdì 12 aprile 2019 ci sarà la festa di compleanno del comitato Rigenerazione No Speculazione. Il comitato, nato dalla preoccupazione della vendita del centro sportivo CRB associata alle vicende rigenerative dello Stadio Dall’Ara, ha svolto in questi due anni un’azione informativa notevole per la cittadinanza, attraverso tantissime azioni di comuni cittadini […]

Bologna, Prati di Caprara? Non solo

di Silvia R. Lolli

Sembra che ci sia un nuovo sport a Bologna: cambiare continuamente ipotesi di programma o per meglio dire, far intendere di cambiare programma soprattutto per dimostrare che si ascoltano i cittadini. Cambio di casacca, anche se i colori rimangono sempre quelli. Almeno la lettura dei giornali ci fa dire ciò.

Da quando si è tenuta l’istruttoria pubblica, voluta da più di 2.500 cittadini e in attesa delle conclusioni del consiglio comunale del 10 dicembre, continuano ad apparire articoli per l’uso dei Prati di Caprara; viene data voce all’associazione dei costruttori, all’università, alla Fondazione Golinelli, oltre che alla società del Bologna FC; quest’ultima però sembra che debba ancora ufficializzare un progetto reale. L’unica operazione coadiuvata dal Comune di Bologna è stata la compravendita del Cierrebi che comporterà la possibilità di costruire l’ennesimo supermercato al posto di impianti sportivi e in vicinanza al complesso monumentale della Certosa.

Sullo sfondo appare un problema anche per i privati: avere soldi da investire in tutto ciò. l’Università non ne ha, la Fondazione Golinelli parla di ricerca di investimenti per le strutture per la cultura e la scienza, i costruttori sono abituati a spendere sul venduto, poi se l’azienda di costruzione fallisce, sarà un problema anche per chi sta comprando casa, a meno che non sia un investitore con molta liquidità. Comunque la maggior parte dell’informazione cittadina ci fa vedere che questo è un bel territorio da sacrificare per esigenze abitative e costruttive.
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Bologna, vuoti a perdere: la città tra il dire e il fare (urbanistica)

di Brunella Guida, consigliera di Coalizione Civica per Bologna per il Quartiere Navile

Da circa un anno Coalizione Civica per Bologna, grazie allo studio dell’architetto Piergiorgio Rocchi – referente del Gruppo Urbanistica di Coalizione, ha pubblicato una mappatura dei numerosissimi edifici in disuso e abbandono e delle aree dismesse presenti a Bologna.

Abbiamo chiamato questi luoghi vuoti urbani proprio a contrassegnare la divaricazione esistente tra il richiamo continuo dell’Amministrazione bolognese al principio della ‘rigenerazione urbana’ e una prassi amministrativa che, al contrario, continua ottusamente ad affidarsi alla speculazione edilizia da un lato e, dall’altro, all’abbandono e inutilizzo di risorse. Salvo poi stupirsi della sensazione di degrado diffuso che questi “vuoti” possono creare.

La mappatura, che è in continuo divenire, anche grazie alle segnalazioni di cittadini e cittadine dei vari quartieri, ha censito sinora 326 vuoti, di cui circa il 36% di proprietà pubblica. La lettura dell’intero studio consegna al nostro quartiere Navile il primato della presenza di questi vuoti urbani (con una presenza di ben 78 edifici, di cui ben 22 di proprietà pubblica).
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La crisi della sinistra e il ruolo dei cittadini: la partecipazione bolognese è una risposta al populismo? / Prima parte

di Rodolfo Lewanski, Scuola di Scienze Politiche e Sociali, UniBo

‘Si combatte il populismo rafforzando la democrazia partecipativa’ ha affermato recentemente il Sindaco Merola in un’intervista al Corriere di Bologna (16 novembre, p. 2) a proposito del bilancio partecipativo di cui si sono appena concluse le votazioni. Come non concordare; finalmente si parla di ‘partecipazione’. Quello del ruolo dei cittadini in democrazia è un tema che troppo spesso e troppo a lungo è rimasto ‘sotto i radar’ della sinistra (comunque la si voglia intendere), abbagliata dal modello egemone: la democrazia è solo quella basata sulla rappresentanza. L’unico a parlarne negli ultimi tempi è stato il M5S, che nell’attuale governo ha voluto anche una delega ministeriale alla ‘democrazia diretta (anche se le pratiche di votazione online messe in atto finora sono assai discutibili e talvolta preoccupanti).

Dunque, il ‘caso Bologna’ offre l’occasione per una riflessione sul ruolo dei cittadini nelle scelte pubbliche che può essere utile e interessante, chiamando in causa più in generale la sinistra, in un momento in cui sono in crisi i valori e il valore di ciò che chiamiamo comunemente ‘democrazia’.

La ‘partecipazione’ (qui fra virgolette perché il termine viene impiegato con i significati più disparati e declinato, come vedremo, nei modi assai diversi) non è una novità a Bologna; negli anni ’60 fu la prima città italiana a istituire i quartieri con l’idea di avvicinare l’amministrazione ai cittadini aumentandone l’efficienza, ma anche creando un canale di partecipazione. Peraltro, nei decenni successivi quel canale si è andato inaridendo, così come si sono andati esaurendosi anche gli altri canali connessi in vario modo al partito egemone in città, il PCI.
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Bologna, Prati di Caprara: ecco perché il bosco urbano viene prima dell’edilizia

di Claudio Dellucca, Legambiente Bologna

Spinti da 2500 firme e dalla costante iniziativa del Comitato Rigenerazione No Speculazione, siamo chiamati come cittadini associati e amministrazione comunale a confrontarci in sede di istruttoria pubblica sulla pianificazione territoriale inerente il Quadrante Ovest che, giustamente, è venuta ad assumere una valenza cittadina.

Legambiente si è sentita e si sente impegnata in questa complessa partita, consapevole degli interessi in campo ma anche dei vantaggi collettivi che si potrebbero ottenere, attraverso soluzioni funzionali ai bisogni prioritari della della città. Per questo chiamiamo in causa il ruolo dell’amministrazione come volano della programmazione del territorio, ruolo che per anni è stato esercitato con scelte positive, come la salvaguardia della collina, la creazione di quartieri periferici dotati di spazi attrezzati.

Ruolo che è venuto gradualmente ad offuscarsi con obiettivi mancati (come la realizzazione della fascia boscata attorno all’asse tangenziale-autostrada), scelte infelici in campo urbanistico (come Borgo Masini, le edificazioni su via Stalingrado, il flop della Trilogia Navile), la crescita sproporzionata, nella quantità e nella distribuzione territoriale, dei grandi centri commerciali, l’incremento in eccesso del consumo di suolo.
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