1989, il fantasma della libertà

di Marco Bascetta I sintomi evidenti di una crisi irreversibile della Repubblica democratica tedesca si erano ormai pienamente manifestati, e sempre più intensamente a partire dall’arrivo di Gorbaciov al Cremlino nel 1985, quando nel novembre di trenta anni fa il suo confine, simbolico e materiale, si sgretolò con incredibile rapidità, travolto da una spinta improvvisa […]

Ancora su Luciano Gallino: il suo pensiero sull’unificazione del mondo del lavoro

È di pochi giorni fa la notizia della scomparsa di Luciano Gallino. Sul sito dell’Ars (Associazione per il rinnovamento della sinistra), che esprime profondo cordoglio, viene rilanciata l’intervista in due parti a proposito dell’unificazione del mondo del lavoro. Nonostante l’intervista sia del 2013, è da riascoltare ancora oggi per quanto attuale.

“Anschluss”: causa ed effetti dell’unificazione tedesca. Con riverberi sull’Europa

Anschluss di Vladimiro Giacché
Anschluss di Vladimiro Giacché
di Susanna Böhme-Kuby

Vladimiro Giacché, Anschluss, l’annessione. L’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa, pp. 301 pp, € 18, Imprimatur, Milano 2013

Chi ha vissuto le vicende che hanno concluso la “guerra fredda” 25 anni fa, poteva chiedersi perché al “pensiero unico” della narrazione del vincitore tedesco-occidentale, che ha bandito da subito ogni approccio alternativo, non si sia contrapposta un’analisi critica degli avvenimenti almeno da parte di storici non direttamente coinvolti nelle vicende tedesche.

In Germania denunce del carattere predatorio della “annessione” economica, giuridica e culturale della Ddr si trovano semmai nella produzione letteraria dei pochi autori dell’est che sono sopravvissuti “editorialmente” pur non denigrando il loro passato. Il fatto è che la propaganda occidentale – dal dopoguerra alla Ostpolitik – aveva inculcato nei tedeschi l’immagine della “cosiddetta Ddr” come stato illegittimo. E i media hanno poi cavalcato la “demonizzazione di quella esperienza” (Giacché), non solo in Germania.

Quell’impeto e anche la parziale irrazionalità del procedere si spiega conun dato: l’annientamento della Ddr era stata la meta delle élite economiche e politiche tedesche dal 1949 in poi – nell’illusione di poter uscire finalmente da un “passato” che era stato determinante per la divisione della Germania.

È da salutare dunque questo ricco saggio di un economista che affronta il compito arduo di una contronarrazione basata su una folta documentazione di dati e testimonianze. E il collegamento tra “l’unificazione della Germania e il futuro dell’Europa” è assai centrato ora che Berlino impone ai più deboli nella UE i “compiti di casa” con una durezza che i più non sanno spiegarsi senza ricorrere a semplificazioni populiste o a vecchi pregiudizi.
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