Le trattative: a proposito del rapimento e dell’omicidio di Aldo Moro 40 anni dopo

di Michele Fumagallo

Leggo, a ogni anniversario del rapimento e dell’assassinio del dirigente della Democrazia Cristiana (il partito di maggioranza relativa che governava l’Italia allora) Aldo Moro, moltissime ipotesi sulla sua morte, sulla sua prigionia nel covo delle Brigate Rosse, sulle sue lettere dal carcere, e su molte altre questioni.

Ciò di cui si parla sempre poco, e che a me è sembrata invece sempre la vera falsa coscienza di tutta la questione, è la modalità della trattativa nei 55 giorni della sua prigionia (che si concluse con l’omicidio, il 9 maggio 1978). Non mi riferisco alle ipotesi di altre forze in campo che hanno manovrato nel braccio di ferro tra lo stato e le brigate rosse. Questa mi è sempre apparsa una cosa più “dietrologica” che reale; e in ogni caso non la questione principale.

Parlo invece dello scontro tra la fermezza (propugnata da gran parte delle forze politiche, sia pure con intenti e “onestà” intellettuale diversi) e la trattativa (difesa da minoranze, anche qui con intenti e “onestà” intellettuale diversi).
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L’ultima intervista a Paolo Borsellino: 23 anni fa la strage di via D’Amelio

L’hanno realizzata il 19 maggio 1992 due giornalisti francesi, Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi. Il 19 luglio successivo, esattamente 23 anni fa, Paolo Borsellino è stato ucciso nella strage di via D’Amelio. Con lui muoiono gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Strage di Bologna

L’uomo che depistò le indagini sulla strage di Bologna: il nuovo arresto, l’estradizione e un passato all’ombra della P2

di Giaime Garzia

È stato estradato a tempo di record. Elio Ciolini, nato 66 anni fa a Firenze e divenuto celebre per aver depistato le indagini sulla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, era stato arrestato all’inizio di settembre in Romania. Oltre ai documenti falsi presentati all’aeroporto di Otopeni, era ricercato perché contro di lui era stata emessa a inizio 2011 un’ordinanza di custodia cautelare per manipolazione del mercato dopo che di recente era finito nei guai anche per una storia di titoli di Stato americani falsi.

In Italia Ciolini è arrivato la settimana scorsa su un aereo della linea di bandiera romena Tarom partito da Bucarest e atterrato a Fiumicino. Al Leonardo Da Vinci è stato preso in consegna dagli agenti italiani, che lo hanno fotosegnalato e gli hanno notificato l’arresto. Dopodiché, mentre raggiungeva un furgone della polizia penitenziaria che lo ha trasferito nel carcere di Regina Coeli, ha tentato di nascondere il viso con un foglio di carta dietro il quale si è riparato da giornalisti e operatori che lo attendevano.
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