Gasdotto Tap, Tomaso Montanari: “L’Italia del no è l’Italia migliore”

di Giacomo Russo Spena

Deluso dal M5S, acerrimo nemico del Pd. Tomaso Montanari – storico dell’arte, paesaggista e professore universitario – dopo aver avuto un ruolo centrale nella campagna per il NO alla riforma costituzionale, è diventato recentemente presidente dell’associazione Libertà e Giustizia. Volto emergente, interpellato anche sul futuro della sinistra nell’ultimo numero di MicroMega, si dice poco interessato alle primarie Pd del prossimo 30 aprile né crede in un ritorno in scena di Matteo Renzi: “È politicamente finito, il suo carburante è esaurito, bruciato, volatilizzato. Nessuno può più credergli, dopo tante balle, false promesse, fanfaronate risibili”. Per ultimo, Montanari sta studiando le carte sulla costruzione del gasdotto Tap, dove ha deciso di schierarsi con i comitati locali del NO: “In Puglia si sta calpestando l’articolo 9 della nostra Costituzione”.

Montanari, partiamo da qui. Il Tap (Trans Adriatic Pipeline) è la parte finale di un gasdotto di quasi quattromila chilometri che va dall’Azerbaijan all’Italia. Chi è favorevole al tunnel parla di grandi vantaggi per il Paese perché porterebbe 9 miliardi di metri cubi di gas con un impatto ambientale minimo (le proteste sono per 200 ulivi secolari che poi verrebbero ripiantati). Intanto, però, da un’inchiesta dell’Espresso, si evince che dietro l’opera spuntano manager in affari con le cosche, oligarchi russi e casseforti offshore. E’ favorevole nel dire che il problema del Tap non è dato certamente dagli ulivi, ma da chi ci sta mangiando sopra?
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Gasdotto Tap, democrazia alla canna del gas: il Governo contro sindaci e cittadini

di Antonia Battaglia

La Puglia, terra di grandi interessi strategico-economici, è nuovamente al centro dello scontro tra ambiente e lavoro, tra economia e diritti dei cittadini. La Puglia dell’Ilva, della centrale Enel di Cerano, del progetto Tempa Rossa, della Xylella, è da qualche giorno anche il teatro di scontro tra la polizia ed i manifestanti del fronte No-Tap.

La Puglia, che probabilmente è anche la Regione con la società civile più attiva del Paese, scende adesso in campo contro la costruzione del Gasdotto TransAdriatico (conosciuto con l’acronimo di Tap, Trans Adriatic Pipeline), progetto volto alla realizzazione di un nuovo condotto che dalla frontiera greco-turca attraverserà la Grecia e l’Albania, per portare in Italia il gas naturale proveniente dal Mar Caspio. Arrivato sulle coste in provincia di Lecce, infatti, il gas estratto in Azerbaigian sarà collegato alla rete nazionale e garantirà l’approvvigionamento che attualmente dipende dall’Algeria, dalla Libia e dalla Russia.

Le implicazioni geopolitiche ed economiche dell’indipendenza dalle risorse di gas che vengono attraverso il nord Africa sono evidenti (la questione Libia con tutte le conseguenze politiche ne è esempio), ma il concetto è che non tutto ciò che implica scelte strategiche nazionali deve accadere a danno della Puglia.
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