A 45 anni dalla bomba di Piazza della Loggia, Brescia: strage, il volto del male assoluto

di Norberto Bobbio

La Piazza della Loggia di Brescia è un luogo della memoria. Di una memoria dolorosa per i morti e i feriti che l’hanno insanguinata, per il modo con cui sono stati uccisi e colpiti, per la verità contestata e negata. Uno dei tanti, troppi, luoghi in cui la restaurata libertà, che avrebbe dovuto dar vita a una pacifica convivenza, non ha impedito la morte di tante vittime innocenti e invendicate. Una memoria che non può e non deve essere cancellata. I familiari e gli amici delle vittime non possono cancellarla. Gli italiani non debbono.

Vi sono due forme diverse della memoria: quella interiore e quella esterna. La memoria esterna, che si manifesta nelle cerimonie ufficiali, nei discorsi commemorativi, nelle lapidi, nei monumenti, nei libri di storia, nelle testimonianze dei protagonisti, nella riproduzione di immagini dell’evento, ha senso soltanto se serve a mantener viva la memoria interiore. La può sollecitare, ma non la sostituisce. L’una è la memoria morta, l’altra la memoria viva. In un cimitero osserviamo una madre inginocchiata di fronte alla tomba del figlio. La tomba è la memoria esterna; la madre, che ha posato su di essa un mazzo di fiori e prega, rappresenta la memoria interiore. La lapide è, di per se stessa, muta […].
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Piazza Fontana, la strage. “Ma dopo 45 anni si può ancora cercare la verità”

di Mario Consani

Piazza Fontana? Dipende da Brescia. Milano ha chiuso da poco anche l’ultimo rivolo di indagini sulla strage di 45 anni fa nella Banca nazionale dell’Agricoltura. A Brescia, invece, il capitolo giudiziario sulla bomba in piazza della Loggia nel ’74 è ancora aperto. Nel 2015 si celebrerà il nuovo processo d’appello-bis, dopo che la Cassazione ha annullato le assoluzioni di due dei neonazisti imputati. Uno è Carlo Maria Maggi, medico veneziano, all’epoca capo di Ordine nuovo del Veneto. Maggi (come i suoi camerati Delfo Zorzi e Giancarlo Rognoni) è già stato processato e assolto definitivamente per Piazza Fontana. Ma se dal nuovo processo bresciano arrivasse una condanna…

Avvocato Federico Sinicato, storico legale di parte civile per i familiari delle vittime, che c’entra Brescia con Piazza Fontana?

«A differenza di quanto avvenuto per l’ultimo processo sulla strage di Milano, per Brescia la Cassazione ha ritenuto che andassero rivalutate le prove nei confronti di Maggi. E se dal nuovo dibattimento dovesse uscire un verdetto di colpevolezza, questo avrebbe un valore “morale” anche per la vicenda milanese».
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