Bologna: Virtus basket femminile, ma con una storia

di Silvia R. Lolli Ci corre l’obbligo del plauso verso l’amministrazione, verso l’assessore bolognese allo sport Lepore, che ha saputo trovare, con l’aiuto della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) e della Virtus pallacanestro Segafredo, una soluzione degna della Bologna città del basket: le ragazze che hanno vinto la A2 con il Progresso Matteiplast, grazie ad una […]

Bologna e lo sport: sempre più in un “cul de sac”

di Silvia R. Lolli L’incontro promosso all’interno del CSB Centro Sportivo Bologna, dal gestore, AD Marzabotto 24, lunedì 1 luglio ci ha fatto una strana impressione: sceneggiata, preoccupazione o ricerca di partner per risolvere il problema? Tanti i presenti: soci dell’ex centro sportivo storico, il CRB, cittadini anche appartenenti a comitati sorti o risorti negli […]

Bologna, 25 gennaio 2019: cronaca dallo stadio

di Silvia R. Lolli

Attendere se alla presentazione del progetto sullo stadio comunale una comune cittadina di Bologna potesse entrare, è stata un’esperienza alquanto deprimente. In una mezz’ora di attesa, oltre ad osservare ciò che è oggi la realtà dello storico stadio Comunale di Bologna, abbiamo osservato la tipologia di persone invitate alla Terrazza Bernardini per il “vernissage” promesso da ben tre anni.

Era infatti aprile/maggio 2016 quando in piena campagna elettorale si informarono i tifosi e poi alcune società sportive del programma per la rigenerazione dello stadio Dall’Ara che sarebbe avvenuto da parte del Bologna FC. Allora non furono chiuse le porte né dello spazio universitario (dove avvenne il primo incontro), né delle palestre dello stadio (secondo incontro). Si era in campagna elettorale e si dovevano fare proclami e trovare elettori e lo sport è un grosso bacino di voti da tempo; oggi si mantengono le promesse, nonostante soluzioni diverse prospettate (vedi la proposta dell’urbanista Rocchi) per non barattare un bene pubblico storico a fronte di una rigenerazione solo commerciale.

Oggi 25 gennaio 2019 dopo un’ampia pubblicità sui giornali si è presentato il progetto definitivo (crediamo pronto già da anni); unici invitati i giornalisti ed una ristretta cerchia di altre, selezionate, persone; forse c’erano anche gruppi di tifosi, ma certamente non troppi, perché alcuni aspettavano fuori.
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Bologna: prioritari mobilità, bosco urbano, salvaguardia degli impianti sportivi e ambiente

di Mariangela Balestra

Sono orgogliosa di rappresentare questo comitato nato per la difesa di alcuni diritti dei cittadini bolognesi, di questi cittadini bolognesi che ammiriamo sinceramente per quello che sono, per quello che fanno in silenzio, con amore e costanza per la cura dei beni comuni e il bene di Bologna.

Nel 2016, 400 cittadini residenti del quartiere Porto di Bologna hanno firmato una petizione per l’attraversamento ciclo pedonale della via Gandhi in corrispondenza delle vie Piave e Sacco e Vanzetti. Queste 2 strade prima comunicanti sono state interrotte senza prevedere almeno un passaggio pedonale. La petizione è arrivata al Sindaco, ma dopo due anni nessun intervento è stato realizzato; eppure noi contiamo nella realizzazione dell’attraversamento per evitare incidenti e per consentire il passaggio pedonale in sicurezza.

Si badi bene: si tratta di installare un semplice semaforo per nulla costoso, non chiediamo una inutile e faraonica sopraelevata, non funzionale alla mobilità delle persone disabili, anziane e in bici (il progetto presentato dal comitato in consiglio di quartiere c’è già). Il comitato, oltre a sostenere la petizione, si è attivato per difendere le sorti del Cierrebi (che vediamo in queste foto, con campi da tennis, piscine, verde e i classici tetti rossi). Il
Cierrebi è un impianto sportivo d’eccellenza con una storia prestigiosa negli internazionali di tennis. Tuttora si allenano e vi competono campioni nazionali di tutte le discipline. Il centro è un punto di riferimento sportivo e formativo per i giovani e meno giovani e anche i disabili di questa prima periferia di Bologna.
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Questione di stadi o di culture diverse?

di Silvia R. Lolli

Nei primi giorni di agosto come ogni anno abbiamo assistito ai Campionati Europei di atletica maschili e femminili a Berlino; la sede: lo stadio olimpico costruito per le Olimpiadi del 1936. L’Olympiastadion fa parte delle strutture sportive storiche costruite nell’epoca fra le due guerre mondiali dal partito nazista in Germania, per poter ospitare quelle ultime Olimpiadi prima dei tragici anni di guerra; le volle la propaganda nazista, ma furono accettate, anche se dopo un po’ di dubbi politici di vari Stati, da parte del Comitato Olimpico di allora e molti paesi decisero di non far gareggiare atleti ebrei.

Anche in Italia in parecchie città si costruirono impianti sportivi, ma in un periodo più lungo di tempo, perché da noi il fascismo è durato oltre vent’anni. Per esempio l’impianto polisportivo dello Stadio Comunale di Bologna (sia stadio Dozza, i campi da tennis sacrificati per i mondiali del ’90, le piscine Longo – come vediamo a Berlino o a Roma, vicino allo stadio era d’uso costruire anche le piscine per nuoto e tuffi ed altri impianti) è stato costruito in brevissimo tempo alla metà degli anni Venti e con l’aiuto del Comune e dei cittadini; gli altri sono a Roma e a Trieste. Tutti sono considerati oggi monumenti storico-artistici e sono soggetti a vincoli architettonici.

Come si può vedere anche nelle foto dell’Olympiastadion l’idea polisportiva, per l’accoglienza di più sport nello stesso impianto, era allora preminente. Dal film Olympia possiamo vedere le gare di ginnastica artistica svolte in questo impianto: non era necessario averne uno dedicato.
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Stadio Dall'Ara

Stadio di Bologna: un’alternativa sostenibile esiste

Il documento di Piergiorgio Rocchi che pubblichiamo sotto in versione integrale (e scaricabile), “Stadio di Bologna: un’alternativa sostenibile esiste”, si parla di un tema importante per la città e non solo. Come scrive in apertura l’autore: Questo documento ha due intenti: Ricordare le critiche all’ipotesi di contribuire a finanziare l’ammodernamento dello Stadio con una operazione […]

Bologna città dello sport: presentata la proposta politica

Stadio Dall'Ara

di Silvia R. Lolli

Il 20 gennaio 2018 è stata presentata la proposta politica “Bologna città dello sport”. Abbiamo cercato di seguire la comunicazione avvenuta nei mesi scorsi attraverso le presentazioni nei diversi quartieri, preceduta all’inizio del 2017 dal primo incontro al quartiere Savena, prima casa politica di Merola e Lepore cioè del sindaco in pectore e del sindaco effettivo di questa strana giunta bolognese. Giunta che fa e disfa preoccupata solo di avere dai cittadini un “consenso già programmato” da pochi; questa la percezione che abbiamo avuto nell’anno di incontri. E’ la stessa percezione che ormai da anni abbiamo per tante vicende comunali. Pochi scelgono, tanti sembrano approvare, ma non esiste una reale partecipazione; l’aiuto dei giornali in questa politica a senso unico è tanto.

C’è ora “Bologna per lo sport”, “Bologna città dello sport”; oltre a varie informazioni e numeri di investimenti con aiuti europei statali e regionali abbiamo avuto continuamente informazioni sullo stato ipotetico della “rigenerazione” dello Stadio Dall’Ara; già prima delle elezioni amministrative del 2016 dal cilindro dei prestigiatori politici è uscita questa nuova proposta, dopo che per anni si era parlato di stadio nuovo e con piani urbanistici dedicati e mai eliminati a Granarolo. Al suo interno si è cominciato a leggere di un mega intervento, con più interlocutori privati/pubblici (Bologna FC, Seci, INVIMIT) che interessava vari impianti sportivi e territorio: oltre allo stadio e all’antistadio, il Cierrebi, i Prati di Caprara, ma anche il centro sportivo Corticelli.

Alla presentazione finale, gennaio 2018 cioè a un mese e mezzo dalle elezioni politiche, non si mai accennato a questo progetto, nonostante nella locandina di invito si parlasse inizialmente dell’intervento di Fenucci del Bologna FC. Presentazione con tutti i crismi dell’ennesima passerella di personaggi politici e sportivi a cominciare dal presidente della regione Bonaccini fino all’assessore “tutto fare” del comune di Bologna, Lepore al quale pochi giorni prima si è data un’ulteriore delega.
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Bologna: sport al Porto Saragozza – Seconda parte

di Silvia R. Lolli

L’incontro sullo sport al Porto Saragozza ci è apparso, e forse ancora più di altri, l’ennesimo momento in cui l’amministrazione chiede un consenso su ciò che si è già deciso. Si costruisce così oggi il patto di collaborazione con i cittadini: è solo un consenso su ciò che si propone, cioè che ha già avuto altri tavoli di decisione. Al cittadino viene chiesto qualcosa di residuale e viene qui informato; si potrebbero chiamare incontri di “informazione consensuale” e non di partecipazione.

Sulla questione Stadio Comunale, centrale per il quartiere Porto, l’assessore ha spiegato che non è stato ancora presentato il progetto finale, quello per la sostenibilità economica; il Bologna FC ha presentato soltanto, in Sovraintendenza, il progetto architettonico e ne ha avuto l’approvazione; ha poi ricordato che con il Governo si stanno approfondendo gli aspetti sulla nuova legge sugli stadi, che prevede cambiamenti nelle procedure urbanistiche e tecnico amministrative; inoltre:

“L’ipotesi dell’Antistadio non dovrebbe essere portata avanti… può darsi che ci chieda (il Bologna) di fare l’ampliamento dei parcheggi e l’uso di altri spazi per il pre-partita… ad oggi la pista di atletica non dovrebbe subire cambiamenti… Il piano urbanistico è il nostro faro e non cambieremo con le proposte che ci vengono fatte”.

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Bologna: sport al Porto Saragozza – Prima parte

di Silvia R. Lolli

Mercoledì 8 novembre si è svolto l’ultimo incontro di quartiere su Bologna città dello sport alla presenza dell’assessore Lepore, del presidente del quartiere Porto Saragozza Cipriani e del consulente di Nomisma Dondi. Ci saremmo aspettati una presenza maggiore di cittadini, ma forse a questo punto dell’anno l’interesse è andato scemando.

Il Porto Saragozza è un quartiere, soprattutto il Saragozza, storicamente più deficitario di impianti sportivi pubblici se togliamo i grandi impianti come Stadio, Antistadio e Palasport. Oggi la situazione è forse un po’ cambiata con la presenza di un Cierrebi che è privato, ma sul quale il Comune ad agosto ha ipotizzato uno scambio con la nuova proprietà.

L’assessore Lepore ha tenuto a precisare nell’introduzione che le nuove società di gestione del centro, cioè quelle che più usano l’impianto, sono state scelte dal nuovo proprietario. Non capiamo come si possa considerare già proprietario a tutti gli effetti chi aveva all’epoca soltanto un compromesso per l’acquisto. Ipotizziamo comunque che la ricerca dei gestori sia avvenuta con l’interessamento del Comune, anche perché dai giornali abbiamo capito si trattasse di uno scambio di aree vicine: palazzetto Cierrebi con area del Corticelli, quella più vicina a Via Marzabotto, ora adibita a parcheggio.
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Parliamo degli impianti sportivi a Bologna (seconda parte)

di Silvia R. Lolli

Esaminiamo quello che ancora sui documenti comunali viene definita “Associazione dilettantistica Nettuno Tennis Club” (ultimo in ordine di tempo PG 26954/17 N. odg 86/17, atto del Consiglio Servizi per l’Edilizia). Se guardiamo il sito dell’Osservatorio Regionale, il centro, che come vedremo si è espanso molto nel corso degli anni, è menzionato tra gli spazi adibiti al tennis con due campi di tennis ed anche con spazi per il calcio: sono censiti qui due campi di calcio, di cui uno dovrebbe essere adibito a calcetto.

Se guardiamo però la relazione dell’ingegnere, che accompagna la richiesta per l’ultimo ampliamento, ci sembrano indicati più campi di tennis e meno di calcio; non sappiamo se questa mappa proviene da google, oppure dai dati di catasto indicati nel documento. Cambiamenti comunque si notano: i campi di tennis ci sembrano almeno 4, vengono anche richiamati nella relazione quando si prospetta l’uso dei palloni pressostatici, relazione che all’inizio richiama appunto il catasto di Bologna.

Dai rilevamenti fotografici, presi dal parco Nicholas Green – orti di Villa Contri, si possono osservare vari edifici, uno dei quali in costruzione proprio in questi mesi, ed uno spazio/parete per il tennis che supponiamo già in essere e costruito con precedenti manutenzioni del centro. Ricordiamo per esempio che è da almeno vent’anni che questa associazione dilettantistica fa richieste di ampliamento e vengono tutte puntualmente soddisfatte. Forse solo quella di incorporare uno spazio di parco per costruire un campo di beach volley pensiamo sia stata bocciata dal quartiere all’inizio del 2000.
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