Andrea Camilleri: un amico, un compagno, un grande scrittore

di Paolo Flores d’Arcais Alcuni milioni di italiani piangeranno in modo sincero la perdita di Andrea Camilleri. Ma accanto al dolore autentico e grande, dovremo assistere anche al carosello delle ipocrisie. A quanti lo hanno detestato innanzitutto come uomo e cittadino, e ora daranno la stura alle perifrasi, all’inzuccheramento dei veleni, alle acrobazie semantiche sugli […]

Informazione, libertà di stampa e coscienza civile: ma funziona davvero così?

Giornali e informazioni

di Claudio Cossu

Pochi o quasi nessuno dei “media” italiani hanno dato rilevanza all’operazione che si è effettuata recentemente – in campo commerciale ed economico, mascherata da una dubbia visione giornalistica – operazione di carattere concentrazionario, della fusione Jonn Elkann( Agnelli), Fiat e Carlo De Benedetti, Cir (Compagnie industriali riunite, (compreso ovviamente il gruppo “Espresso”).

Concentrazione a senso unico e a carattere imprenditoriale, di dubbia libertà informativa, che metterà in forse il già precario pluralismo dell’informazione e della discussione nel Paese. Certo, il business attira con forza prepotente e smisurata, vende e omogeneizza le varie opinioni, ma soprattutto, in luogo della libertà e della democrazia nel campo della carta stampata e digitale, dei “media” tout court.

Ma per certi direttori di giornali, a valenza periferica e marginale, risulta più produttivo e commerciale dare rilievo e illuminare notizie di cronaca locale, ponendole in prima pagina, quali le vicende del “parco del mare” di Trieste o “la truffa sui vaccini antinfluenzali” o le notizie sulla “scoperta della banda dei gavettoni”, marginali e direi del tutto narcotizzanti.
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La scelta referendaria della Cgil

I referendum della Cgil
I referendum della Cgil
di Tiziano Rinaldini

I tre referendum promossi dalla Cgil intervengono su alcune questioni connesse a regole e diritti che riguardano il lavoro sul piano generale. Sono questioni cioè che sul loro specifico attraversano orizzontalmente il lavoro, in tutte le attività lavorative, in quelle del manifatturiero, del terziario e dei servizi, nuove e più tradizionali, “alte” e “basse”, manuali e cognitive.

Il fatto che la Cgil metta in campo lo strumento referendario significa che l’iniziativa per affermare specifici obiettivi di rafforzamento della solidarietà nel mondo del lavoro e della possibilità da parte dei lavoratori di farsi valere non è affidata esclusivamente all’azione contrattuale fra le parti sociali o a pressioni affinché le richieste siano assunte dalle forze politiche istituzionali e realizzate dal governo e dal parlamento.
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