Angelo Vassallo

Angelo Vassallo e il rischio di una pietra tombale sulla sua morte

di Sergio Caserta

La notizia della prossima archiviazione delle indagini sull’omicidio di Angelo Vassallo, senza aver trovato esecutori e mandanti, ha generato reazioni di sconcerto e protesta in tutto il Paese.

Un omicidio di Stato, nel senso che è stato colpito un rappresentante delle istituzioni, come l’ha definito il fratello Dario Vassallo, non può registrare un fallimento così eclatante. Eppure nonostante il dispiegamento di imponenti mezzi e l’impegno personale del giudice Franco Roberti, alto magistrato successivamente nominato procuratore capo dell’Antimafia, non si è riusciti a venire a capo di nulla, come se ci si trovasse di fronte a un muro impenetrabile, una “montagna” troppo alta da scalare, una verità impossibile. Nonostante l’ampia e costante mobilitazione di numerosissime istituzioni, associazioni della società civile, su un delitto di tale inaudita gravità, è piombato un silenzio assordante. Un silenzio soprattutto da parte di quelle forze politiche nazionali e locali, in primo luogo il Pd che era il partito di Vassallo che lascia ammutoliti.

È come se la figura del sindaco pescatore, in vita scomodo per la sua intransigente determinazione a combattere in difesa del suo territorio, contro il malaffare e le cattive consuetudini, il lassismo e il clientelismo, mali endemici del Sud ma non solo, continuasse anche dopa la sua morte a provocare imbarazzo e ostilità. Era Angelo come si dice spesso in questi casi un “rompicoglioni”, uno che non mollava e non era incline a compromessi al ribasso, non era soprattutto un personaggio da addomesticare né con “fritture di pesce”, né con altri mezzi analoghi, una “capa tosta” direbbero i partenopei che sapeva andare come pescatore a mare controvento.
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Angelo Vassallo

Dario Vassallo, il fratello del sindaco ucciso: “Caro segretario del Pd, al Sud ha stravinto il No per De Luca & C.”

di Dario Vassallo

Gentile segretario del Partito democratico Matteo Renzi. “Al sud abbiamo perso, perché abbiamo delegato ai notabilati”. Lei al Sud ha perso perché ha avallato una politica feudale che imperversa da oltre 40 anni e che si tramanda da padre in figlio, come una dote, una carica nobiliare, avendo un solo scopo, mantenere il potere. Lei non ha rottamato niente e nessuno, da quando è diventato segretario tutto è rimasto come prima e le sue promesse sono diventate un miraggio.

Ma lei conosce veramente Vincenzo De Luca? Egli è il presidente della Regione Campania, al quale io avevo chiesto il riconoscimento del giglio marino come specie protetta, visto che la Campania è l’unica regione del Sud a non riconoscerlo.

È il presidente al quale avevo chiesto di attuare, praticamente, nella sua regione e a favore dei pescatori, il progetto “Pulizia dei fondali marini”. Non è una cosa strana: è un progetto scelto dal Dipartimento di Stato a rappresentare l’Italia alla Conferenza Mondiale sugli oceani organizzata da John Kerry, e tenutasi a Washington il 15-16 settembre 2016.

Egli è il presidente che ha nominato Franco Alfieri, consulente personale per Caccia, Pesca e Agricoltura, dandogli poteri ampi. Ma Lei conosce Franco Alfieri? Egli è il sindaco di Agropoli, incandidabile alle elezioni regionali del 2015. Lorenzo Guerini, mi rispose “chi lo vuole candidare dovrà passare sul mio corpo”. Chapeau al suo vicesegretario.
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La ballata del sindaco pescatore: nuovo video in acustico e a Sheffield alla Cutler’s Hall

Esce il video della versione acustica della Ballata del Sindaco Pescatore e Vittorio Merlo vola a Sheffield a cantarla a un congresso internazionale di bibliotecari. È da poco online su YouTube il video della versione acustica, piano e voce, della Ballata del Sindaco Pescatore, canzone scritta e composta in memoria di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore ucciso il 5 settembre 2010. Come sembrano confermare anche le recenti informazioni sulle indagini ancora aperte a quasi 6 anni dall’assassinio di Vassallo, dietro questo omicidio probabilmente c’è la mano della camorra.

Dopo averla presentata a Roma, Torino, Treviri, Malaga e Lussemburgo, il bibliotecario cantastorie presenterà la sua Ballata il 14 luglio a Sheffield, alla Cutler’s Hall, in occasione della serata di gala di un congresso internazionale di bibliotecari: la COSI EMEA Conference 2016.
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Angelo Vassallo

Online il nuovo periodico della Fondazione Vassallo. “Il nostro cammino continua”

della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore

È online il nuovo periodico della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore. Si chiama “Sconzajuoco” (rompi il gioco), un nome che racchiude in sé tanta bellezza: “Sconzajuoco” è il progetto di riqualificazione ambientale e sociale di un tratto di spiaggia del comune di Capaci (Palermo). Un’iniziativa, nata grazie all’associazione AddioPizzo, che vuole essere una vera e propria rivoluzione culturale e sociale volta a scompaginare gli affari della Mafia.

“Sconzajuoco” era anche il nome della barca di Libero Grassi, siciliano coraggioso che amava il mare e la libertà e fu ucciso dalla mafia nel 1991. “Sconzajuoco”, da oggi, è il nome del periodico pubblicato mensilmente dalla Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore. Lo scopo è quello di dare voce a chiunque voglia raccontare il proprio territorio, storie passate o recenti, riflessioni politiche. Tutto ciò avverrà senza operare nessuna distinzione sociale, di religione, di appartenenza politica.

Cominciamo con con sei articoli, ognuno dei quali racconta un pezzo del nostro Paese: dal movimento “Legalità e Giustizia” che nasce a Casalnuovo di Napoli grazie ad Andrea e Giuseppe Crispo al “Coraggio di altri tempi” raccontato da Emanuela Gregori di Santa Lucia delle Castagne, dalla regione Emilia-Romagna premiata per l’impegno contro le mafie e raccontata da Silvia Manfredini al Cilento e all’analisi costruttiva e realistica di Gerardo Spira sul Parco che avremmo voluto, dalla lettera di Antonio Vassallo indirizzata ai fiancheggiatori di Marcello Dell’Utri alla grande indifferenza in cui si è consumato l’attacco alla democrazia con il caso, raccontatoci da Lorenzo Caiolo, del sindaco Nicola Magrone.
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Angelo Vassallo

Per Angelo Vassallo: non un eroe, ma un uomo come dovremmo essere

di Roberto Dall’Olio

Ci passavamo da Acciaroli
per la marina
di Camerota
un viaggio che durava
durava
ero piccolo piccolo
nell’azzurro di quel porto
dove mangiavamo il pesce spada
seppi poi
che ci andava Hemingway
chissà pure lui
a fondersi col mare
azzurro
quella voglia di esistere
in pace
col mondo
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