Le vittime che non fanno notizia

di Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil Cinquecentonovantanove morti sul lavoro nei primi sette mesi di quest’anno, sostiene l’Inail. Ma questo non fa notizia. Se poi il circo mediatico è tutto concentrato sui nomi dei prossimi ministri, sulle sparate reazionarie di Salvini. O sugli appetiti personali di Di Maio, figuriamoci se interessa qualcuno sapere che […]

Landini, segretario Cgil da 6 mesi: “Le battaglie devono essere collettive”

di Loris Campetti Sei mesi fa Maurizio Landini veniva eletto segretario generale della Cgil da una maggioranza ben più ampia di quella accumulata durante la sua esperienza alla guida della Fiom. Sei mesi rappresentano un periodo troppo breve per azzardare un bilancio, si può dire che l’ex leader della Fiom sia ancora in rodaggio. Eppure, […]

Bruno Papignani: una vita per Fiom, l’ultimo discorso dedicato al sindacato

Per ricordare Bruno Papignani, scomparso lo scorso 11 luglio, Inchiesta Online ha ripubblicato il suo discorso pronunciato prima delle dimissioni da segretario regionale FIOM dell’Emilia Romagna il 9 maggio per motivi di salute, discorso in cui racconta in sintesi la sua vita da sindacalista di Bruno Papignani Oggi, lunedì di Pasquetta, è un giorno spensierato […]

Migranti, sicurezza e Silp

di Salvatori Turi Palidda a recente relazione del segretario nazionale del SILP, Daniele Tissone, per l’audizione alle Commissioni miste di Senato e Camera a proposito del cosiddetto decreto sicurezza del ministro Salvini merita attenzione. Ma prima di entrare nel merito di questa relazione, del significato e della portata che assume, è necessario fare il punto […]

Matera 2019: Landini mette finalmente i piedi nel piatto di Europa, Sud, cultura e lavoro

di Michele Fumagallo La due giorni sindacale a Matera (6 e 7 maggio) è stata indubbiamente un avvenimento dei tempi migliori del sindacato confederale. Una cosa inimmaginabile soltanto pochi mesi fa. E il merito è indubbiamente di Maurizio Landini, da qualche mese eletto segretario generale della Cgil. In questa sed non mi interessa dire la […]

L’attualità di Philip K. Dick per capire le tendenze del capitale

di Vittorio Capecchi L’attualità di Philip K. Dick è confermata dai libri scritti sulla sua opera (consiglio tra i più recenti Philip K. Dick and Philosophy a cura di D. E. Wittkower, 2011) e dalle profonde suggestioni che ancora emergono dalle sue opere. Per capire il mondo in cui viviamo è utile la rilettura del […]

Landini: “Un altro genere di sindacato oggi è possibile”

di Rossana Rossanda Maurizio Landini è stato eletto da poco segretario della Cgil ed è assediato da mille impegni. Tanto più gli sono grata di avermi concesso un’intervista. Ragione di più anche per non prenderla alla lontana sul tema che mi preme. Puoi dirmi perché avete rifiutato di partecipare allo sciopero generale dell’8 marzo? Non […]

Giove (Cgil Emilia-Romagna): “Ecco perché la nostra autonomia è diversa da quella di Veneto e Lombardia”

di Tommaso Nutarelli

In questi giorni si è riacceso il dibattito intorno all’autonomia differenziata, richiesta da Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Un tema complesso, che ha sollevato dure polemiche e molte critiche anche da parte dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil, infatti, vedono nell’autonomia un attacco all’unità del paese, con il rischio che si creino regioni di serie A e B e aumenti così il divario tra nord e sud.

Luigi Giove, segretario generale della Cgil Emilia-Romagna, spiega tuttavia al Diario del Lavoro che le richieste della sua regione sono completamente diverse da quelle di Veneto e Lombardia, regioni che, secondo Giove, puntano effettivamente a una vera e propria secessione. Nel caos comunicativo e politico di queste settimane, afferma Giove, non emergono le differenze tra la proposta dell’Emilia-Romagna rispetto alle altre due; e si corre il rischio che l’Emilia-Romagna svolga involontariamente il ruolo di ulteriore puntello a una proposta che in realtà non condivide assolutamente.

Giove, qual è la posizione dell’Emilia-Romagna sull’autonomia differenziata?

Stiamo discutendo con la Regione Emilia Romagna da circa due anni su questo tema. Il nostro giudizio in merito si articola in una duplice valutazione, da un lato è politica e, dall’altra, sui contenuti. In origine l’idea dell’Emilia-Romagna era quella di contrapporre al progetto sostanzialmente secessionista di Veneto e Lombardia, una forma di regionalismo rafforzato – che comunque comparta delle criticità – senza minare l’unità nazionale. Oggi questa impostazione permane, anche se è mutato il quadro politico di riferimento.
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Maurizio Landini

Landini segretario della Cgil: le parole chiave in attesa del 9 febbraio

di Loris Campetti

Maurizio Landini ha preso in mano la ultracentenaria Cgil con la forza di un tornado, ma la sua non è una forza distruttrice. Si potrebbe parlare di sindacato del cambiamento se non fosse che chi usa questo sostantivo in politica è un gattopardo che vuole cambiare tutto per non cambiare niente, come fa il governo gialloverde o giallonero che dir si voglia con le politiche economiche, liberiste erano e liberiste restano. Landini vuole bene alle persone che rappresenta, ha con loro una connessione sentimentale per dirla con Antonio Gramsci.

In una stagione di frantumazione del lavoro che distrugge i valori e i diritti conquistati nel Novecento e cancella l’idea fondativa per cui a parità di prestazione dev’esserci parità di trattamento e di contratto, bisogna fare sindacato di strada, andare a trovare i lavoratori dove sono, nelle fabbriche, nei cantieri, nei sottoscala, nei campi, nei magazzini, tra i ciclisti della pizza. E le Camere del lavoro per essere al passo coi tempi devono tornare alle origini ottocentesche, alle Società di mutuo soccorso in cui si entrava analfabeti e si usciva sapendo parlare, capire, contare, istruitevi e poi agitatevi e organizzatevi diceva ancora Gramsci.

La Cgil deve spalancare le sue porte per far prendere aria all’interno e offrire un rifugio a chi sta fuori, è solo e dunque è debole. Le filiere del lavoro vanno seguite per intero e a tutti quelli che vi lavorano vanno garantiti stessi diritti. Perché oggi non siamo più analfabeti ma ci fregano lo stesso, dice con un linguaggio inequivocabile il nuovo segretario generale della Cgil.
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Cgil - Foto di Gianfranco Goria

Cgil, come gestire il cambio al vertice

di Alfiero Grandi

Oggi il sindacato non deve difendere la sua autonomia, il suo ruolo dai partiti, perché questi o non esistono più o hanno perso radicamento nei luoghi di lavoro. E tra poco ci sarà un importante passaggio al vertice della Cgil, organizzazione a cui sono legato da sempre. Conosco direttamente tre cambi di segretario generale: da Luciano Lama ad Antonio Pizzinato, da Pizzinato a Bruno Trentin e da Trentin a Sergio Cofferati.

Il primo passaggio non fu felice, Pizzinato è un’ottima persona ma per il ruolo di segretario generale – a mio avviso – non era adatto, anzi l’insistenza di Lama e altri che lo convinsero a superare le sue resistenze fu un errore. La crisi della segreteria Pizzinato scoppiò poco tempo dopo e ritornò in campo la candidatura di Trentin, che era la più forte già al momento dell’elezione di Pizzinato. La Cgil attraversò una lunga fase di crisi e finì per tornare al punto di partenza: a Trentin.

Cofferati e io siamo entrati in segreteria confederale insieme, su proposta di Trentin. Chi ne ha letto i diari ha capito che Trentin aveva una personalità complessa, ma con alcuni principi ben saldi. Trentin è stato un segretario generale di grande valore, dopo l’accordo del luglio 1993 ritenne conclusa la sua esperienza e propose di scegliere un nuovo segretario generale prima del congresso. Non mi ha mai detto quale fosse la sua preferenza, né io gli ho mai chiesto nulla, sarebbe stato estraneo all’etica del nostro rapporto.
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