Bozza Patto per la Salute 2019-2021: largo alle assicurazioni private

di Gianluigi Trianni Lo scorso 22 marzo Quotidiano Sanità ha meritoriamente pubblicato per i suoi lettori, tra i quali chi scrive, una bozza del Patto per la Salute 2019-2021. L’art. 5 nella bozza pubblicata si intitola “Ruolo complementare dei Fondi Integrativi al Servizio Sanitario Nazionale”. Il titolo riassume l’essenza delle previsioni dell’art. 5: non “un”, […]

Legge di bilancio 2019, agevolazioni fiscali per la spesa privata sostitutiva dei Lea: destinate le risorse al servizio sanitario nazionale

Il Fondo Sanitario Nazionale previsto dalla proposta di legge di bilancio 2019 del governo attualmente al vaglio del Parlamento è di 114,4 miliardi. Tale stanziamento rispetto al 2018 è maggiore di un miliardo e costituisce un incremento nominale dello 0,9% ma in realtà, a fronte di un’inflazione programmata all’1,2% rappresenta l’ennesima riduzione del finanziamento, in continuità coi precedenti governi Renzi e Gentiloni, e un’ulteriore spinta alla privatizzazione, sofferta dai lavoratori, dai ceti meno abbienti e dai ceti medi.

Il servizio sanitario pubblico necessita immediatamente di essere rifinanziato. Le norme in vigore prevedono, al contrario, agevolazioni fiscali per le prestazioni acquistate dal privato, in forma diretta o intermediata da assicurazioni e fondi sanitari contrattuali e non. È necessario e possibile invertire da subito questo paradigma. Le prestazioni sanitarie che si possono acquistare privatamente sono di due tipi:

  • quelle previste nei Livelli Essenziali di Assistenza garantite dal Servizio Sanitario Nazionale con o senza ticket
  • quelle non previste nei Livelli Essenziali di Assistenza che il Servizio Sanitario Nazionale non è tenuto a garantire

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La mia indignazione per quello che sta accadendo nel campo della sanità

Sanità

di Vincenzo Tradardi * (testo adattato da Gianluigi Trianni)

Oggi sono venuto perché volevo urlare la mia indignazione per quello che sta succedendo nel campo della sanità. Mi avete presentato come ex-presidente dell’Unità Sanitaria Locale n. 4 di Parma, e stiamo parlando del 1980, cioè degli anni di applicazione della grande riforma sanitaria. La legge 833 fu approvata nel dicembre 1978, un anno durissimo, l’anno dell’assassinio di Aldo Moro. Eppure alla fine di quell’anno tragico le forze politiche a grandissima maggioranza approvarono questa grande riforma sanitaria.

Pensare che la riforma sanitaria sia stata il frutto del lavoro parlamentare è non dire la verità. La riforma sanitaria fu prima di tutto frutto concreto delle lotte, e non solo dei lavoratori della sanità, ad esempio nei nostri ospedali, ma anche dei lavoratori che con i sindacati compresero il valore della tutela della salute in fabbrica e quindi della prevenzione.

Quante manifestazioni e lotte di straordinario valore abbiamo fatto, a Parma, come altrove, e con protagonisti i lavoratori, non solo gli addetti alla sanità. La riforma sanitaria non fu un atto delle commissioni parlamentari se non nella parte finale. Fu il frutto di un grande, grandissimo movimento di massa in tutto il paese che segnava un cambiamento radicale.

Perché dico radicale, forse unico? Perché, e l’ha sottolineato oggi Cristina Quintavalla**, era basato su due valori fondamentali della nostra Costituzione, la solidarietà e l’uguaglianza. I più giovani non se lo ricordano, ma prima dell’approvazione della Legge di riforma sanitaria 833/’78 c’erano le così dette mutue.
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Servizio sanitario nazionale: no alla privatizzazione assicurativa e “mutualistica”

Sanità

del Forum per il diritto alla salute

Adesione all’appello di Ivan Cavicchi contro il Renzi-Care per il diritto alla salute in Italia. All’attenzione di Pierluigi Bersani, Pippo Civati, Luigi De Magistris, Michele Emiliano, Nicola Fratoianni, Giuliano Pisapia, Roberto Speranza, Susanna Camusso e Maurizio Landini

Il Forum per il diritto alla salute, con centinaia di movimenti di cittadinanza attiva, soggetti istituzionali e personalità scientifiche e professionali, si sta in queste ore mobilitando nelle maggiori città italiane per le iniziative a sostegno dell’appello Our health is not for sale (per aderire visita il sito Setteaprile.altervista.org) dell’European Network Against Privatization and Commercialization of Health and Social Protection”, per fare del 7 Aprile, proclamato dall’Oms nell’anniversario della sua costituzione nel 1948 giornata mondiale della salute quest’anno dedicata alla lotta alla depressione, una giornata di protesta in Europa contro la mercificazione della salute e la finanziarizzazione dei sistemi sanitari.

L’appello “La sinistra deve fermare il Renzi-Care” di Ivan Cavicchi sul Manifesto del 31.03.2017 dà una lucida contestualizzazione a tale giornata e costituisce stimolo ulteriore per i soggetti politici e le personalità della Sinistra a fare del 7 aprile un’occasione di raccordo tra opposizione di sinistra nelle istituzioni nazionali, regionali e comunali e movimenti di cittadinanza attiva e pensiero critico negli ambiti accademici e professionali, contro la privatizzazione mutualistica e assicurativa del Servizio Sanitario Nazionale. E, aggiungiamo noi, per un’altra politica economica e una riforma di tutto il sistema sanitario, sempre sostenuto dalla fiscalità generale, dove chi ha di meno mette di meno e chi ha di più dà di più.
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Il 7 aprile in difesa della sanità pubblica Health 4 all: salute per tutti e tutte

di Coalizione Civica

Il 7 aprile ricorre la giornata mondiale della salute promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

In questa occasione molte realtà europee che si occupano di difesa della sanità pubblica tra cui, in Italia, Medicina Democratica hanno lanciato l’appello “Health for all – Salute per tutti e tutte” che si concretizzerà proprio questo venerdì 7 aprile in una serie di iniziative tra cui un convegno nella nostra città.

In tutta Europa sono in atto da diversi anni politiche tese a colpire i nuclei centrali del welfare e attaccare i beni comuni. Anche la salute e la sanità sono sottoposte ad attacchi e tagli di spesa pubblica che producono e favoriscono diseguaglianze nella tutela e nell’accesso alle cure.

Anche in Italia assistiamo a un sistematico definanziamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale: piccoli ospedali e servizi territoriali vengono chiusi, spesso senza un reale coinvolgimento della popolazione; la moltiplicazione di visite ed esami, favorita dal pagamento a prestazione, produce liste d’attesa che rendono difficile ottenere in tempi opportuni le cure realmente utili e non garantiscono l’accesso a migliaia di persone; le condizioni di lavoro di chi opera in ambito sanitario peggiorano.
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Manifesto per la creazione di un fronte comune per la difesa del Sistema Sanitario Nazionale

Ospedali e sanità

della Rete Sostenibilità e Salute

Non è vero che la sanità pubblica è insostenibile. Un sistema sanitario è tanto sostenibile quanto si vuole che lo sia. Secondo le valutazioni dell’OMS degli ultimi dieci anni, gli indicatori di salute dimostrano che il sistema sanitario in Italia è stato efficace e meno costoso che nella maggior parte dei Paesi occidentali ad alta industrializzazione. Un sistema sanitario sostenibile non prevede l’utilizzo illimitato delle risorse ma persegue il fine di determinare la migliore e più adatta risposta ai differenti bisogni.

Le varie forme assicurative integrative o sostitutive di ogni natura ed il cosiddetto secondo welfare rischiano di produrre livelli differenti di copertura sanitaria che potrebbero colpire profondamente il solidarismo del sistema sanitario basato sulla fiscalità generale, tendendo ad aumentare il consumismo sanitario e a non migliorare l’appropriatezza degli interventi.

Gli attuali 35 miliardi di euro della spesa sanitaria privata italiana potrebbero costituire solo la spesa iniziale in un mercato privato che ha come sua principale finalità la massimizzazione degli utili e la minimizzazione del rischio d’impresa: la tendenza che ne risulterebbe potrà aumentare di conseguenza anche la spesa sanitaria complessiva scaricando sempre sul pubblico gli interventi più complessi e costosi (emergenza-urgenza, rianimazione, oncologia, patologie cronico-degenerative).
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