Medicina, politica e società

di Francesco Domenico Capizzi La Medicina moderna che conosciamo, nata nel periodo positivista, ha finito con il perseguire un suo sviluppo (clinico-tecnologico) piuttosto che un complessivo progresso (sociale) nel contrastare le radici delle incalzanti malattie cronico-degenerative: neoplasie (in Italia oltre 1.000 al giorno, con incrementi in soli quattro decenni del 62% delle pancreatiche con tassi […]

Lavoro, salute, cultura: la Costituzione come progetto

di Salvatore Settis Sono molto contento di essere qui con voi oggi, e vorrei ringraziare Maurizio Landini e la Cgil per avermi onorato con l’invito a parlare a Lecce. Ritengo infatti che i movimenti sindacali, e in particolare in Italia la Cgil, siano sempre più importanti per frenare, e se possibile arginare, la crisi della […]

Quello che è Stato è stato: l’interesse pubblico non è il Pil

di Salvatore Settis Storie di ordinaria disfunzione. Il treno che hai preso si ferma e una voce annuncia: “Per partire aspettiamo il via del gestore dell’infrastruttura”. Sei fermo alla stazione, e stavolta la voce informa che il ritardo è dovuto a un guasto al treno. Scopri così che gestore dell’infrastruttura e gestore dei treni sono […]

Autonomia differenziata? No Grazie: i video dell’incontro (seconda parte)

“Autonomia differenziata? No grazie”: ecco la seconda e ultima parte dei video realizzati durante l’incontro che lo scorso 4 aprile, all’Auditorium Toscanini di Parma, dal Comitato Democrazia Costituzionale cittadino. Scuola, sanità, ambiente, lavoro: sono questi i temi che sono stati affrontati nel corso del dibattito per capire cosa succederà a questi settori strategici e a […]

Autonomia differenziata? No Grazie: i video dell’incontro (prima parte)

“Autonomia differenziata? No grazie” è il titolo dell’incontro che lo scorso 4 aprile, all’Auditorium Toscanini di Parma, dal Comitato Democrazia Costituzionale cittadino. Scuola, sanità, ambiente, lavoro: sono questi i temi che sono stati affrontati nel corso del dibattito per capire cosa succederà a questi settori strategici e a tanti altri, se passerà il progetto di […]

Bozza Patto per la Salute 2019-2021: largo alle assicurazioni private

di Gianluigi Trianni Lo scorso 22 marzo Quotidiano Sanità ha meritoriamente pubblicato per i suoi lettori, tra i quali chi scrive, una bozza del Patto per la Salute 2019-2021. L’art. 5 nella bozza pubblicata si intitola “Ruolo complementare dei Fondi Integrativi al Servizio Sanitario Nazionale”. Il titolo riassume l’essenza delle previsioni dell’art. 5: non “un”, […]

Definanziamento e “regionalismo differenziato”: brutto inizio 2019 per la sanità pubblica

di Gianluigi Trianni, medico sanità pubblica, Forum Diritto alla Salute – Campagna “Dico 32”

La finanziaria 2019 del governo e della maggioranza M5S e Lega prevede per la sanità solo 114 miliardi di euro e rotti, solo un miliardo in più rispetto al 2018, 113 miliardi e rotti. E non è neanche un aumento reale, ma una riduzione effettiva, un definanziamento dello 0,1%, poiché l’inflazione 2019 è prevista dal governo stesso all’1% mentre l’incremento reale del fondo sanitario nazionale è dello 0.9%.

Lo aveva già previsto la finanziaria 2018 del governo Gentiloni e della maggioranza di centro sinistra del PD (quella che governa molte regioni, che facevano finta di lamentarsi prima e fanno finta di opporsi oggi): siamo in piena continuità. Il resto, tolta l’edilizia sanitaria per la quale si prevede un incremento di 4 miliardi, ma con il “limite annualmente definito in base alle effettive disponibilità di bilancio” (sic!) cioè solo se i soldi ci sono, per la sanità sono briciole di milioni buoni a fare propaganda (liste di attesa, farmaci, assunzioni di personale e via dicendo) ma insufficienti a tutto su scala nazionale.

Ma un’altra iniziativa mette a rischio il servizio sanitario pubblico: il prossimo 15 febbraio il presidente del Consiglio G. Conte illustrerà la proposta del governo ai presidenti delle Regioni che hanno chiesto maggiore autonomia legislativa ex art. 116 della Costituzione sulla sanità oltreché su numerosi altri ambiti dal lavoro, all’ambiente, dalla formazione professionale, alla scuola, all’università, alla ricerca. In caso di raggiungimento di un’intesa, quest’ultima diventerà un disegno di legge che, secondo il dettato costituzionale, per passare dovrà ottenere la maggioranza assoluta dei componenti di Camera e Senato.
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Sardegna, nel futuro di Portoscuso ancora veleni: senza valore la salute degli abitanti

di Paola Correddu, vicepresidente Isde Sardegna

Parrebbe imminente la chiusura delle pratiche autorizzative per il riavvio dello stabilimento di Eurallumina, fermo da oltre 8 anni. Al favorevole buon esito della procedura, se ci sarà, un contribuito determinante lo avrà dato il Senatore Silvio Lai, firmatario di un emendamento al D.L. n 91/2017, convertito nella L. 123/2017, che porterà al raddoppio del bacino dei fanghi rossi di Portoscuso, con innalzamento dell’esistente di 10 metri, per un totale di 46 metri d’altezza e 178 ettari di superficie.

Con l’emendamento Lai si sottraggono dal relativo regime, con effetto retroattivo, le aree gravate da uso civico che siano state destinate, in violazione di legge, alla realizzazione di interventi industriali per il perseguimento “dell’interesse generale dello sviluppo economico della Sardegna”.

L’emendamento, strumentalmente poco comprensibile visto che non indica le reali implicazioni conseguenti alla rimozione dei vincoli, non “dichiara impossibile la presenza di usi civici nelle zone industriali”, come affermato erroneamente dal Sen. Lai nel suo articolo pubblicato sulla Nuova Sardegna del 25 settembre, ma riconosce retroattivamente la validità e l’efficacia di atti adottati in violazione di legge. In pratica una sanatoria per le azioni che improvvidamente hanno spogliato le comunità locali di un diritto collettivo, generando condizioni di grave compromissione dell’ambiente.
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Salute e democrazia: il ruolo delle comunità locali

di Emanuele Vinci [*]

Premessa: la crisi del welfare sanitario

Negli ultimi anni diversi Enti ed Organizzazioni internazionali e nazionali (Organization for Economic Cooperation and Development, Osservatorio Nazionale sulla salute nelle regioni italiane, etc.) hanno documentato che il welfare sanitario in Occidente e, in particolare, in Italia mostra segnali sempre più allarmanti di crisi. In particolare: diminuzione della vita media vissuta in buona salute, caduta della natalità, aumento delle diseguaglianze tra aree del Paese e classi sociali, rinuncia alle cure per povertà, aspetto che in Italia riguarda ormai circa 8 milioni di persone.

È opinione largamente condivisa che la crisi della Sanità nel Terzo Millennio sia dovuta a tre principali fattori:

  • l’aumento e il mutamento dei bisogni assistenziali, in particolare legati a invecchiamento e fragilità;
  • lo sviluppo delle scienze e tecnologie biomediche con costi sempre più elevati dei farmaci e delle tecniche diagnostiche terapeutiche e riabilitative;
  • la riduzione, in termini assoluti e relativi, delle risorse finanziarie pubbliche disponibili a seguito della crisi economica degli ultimi decenni.

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Sardegna: no alla cosiddetta “riforma” della sanità

di Massimo Dadea

Cosa altro deve succedere perché la giunta regionale prenda atto del fallimento della cosiddetta “riforma” della sanità sarda? Non è stato sufficiente lo sciopero proclamato il 6 luglio scorso che ha visto scendere in piazza i sindacati confederali, la rete sarda dei movimenti, gli operatori sanitari, semplici cittadini, a difesa di quel che resta della sanità pubblica in Sardegna. Così come non è servita la presa di posizione delle associazioni mediche, dei veterinari, dei biologi e dei farmacisti che, per la prima volta, sono scese in campo, unitariamente, contro le politiche sanitarie del governo regionale, approvando un manifesto dal titolo significativo “Un cuore a difesa del Servizio Sanitario regionale”.

Non è bastata la mobilitazione massiccia, determinata, rabbiosa, di migliaia di cittadini che da La Maddalena a Tempio, da Alghero ad Iglesias, da Isili a Muravera e a Sorgono, hanno fatto sentire alto ed inequivocabile il loro NO alla proposta di riordino della rete ospedaliera. Di fronte a tutto questo il Presidente della giunta e l’assessore della sanità si sono limitati a fare spallucce, negando legittimità ad una protesta che scuote nel profondo la società sarda. Ma certo non potranno continuare ad ignorare la netta presa di posizione del Presidente dell’ANCI che, a nome dei comuni sardi, ha definito il provvedimento della giunta un atto lesivo dei bisogni di salute della parte più debole e sofferente dei cittadini sardi.
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