Catalogna: l’eccezione che serve all’Europa

di Silvia De Bianchi La sentenza dello scandalo Nelle scorse settimane molti hanno visto l’immagine di una città da cui si levavano colonne di fumo, un elicottero della polizia sorvolare le luci della città da un capo all’altro, barricate di fuoco. Se non ci avessero detto che era Barcellona, avremmo pensato che non si trattasse […]

Il “Comitato” è “invisibile”: le rivolte no

di Sergio Sinigaglia “Comitato invisibile” è il nome di un collettivo anonimo francese di area anarchica.. La sua nascita, ormai più che decennale, trae origine dalla rivista “Tikkun” che tra il 1999 e il 2001 pubblicò tre numeri monografici. L’intento era di rifondare un pensiero critico affrancandosi sia dall’impostazione tradizionale della estrema sinistra, sia dallo […]

Chi sono e cosa vogliono i gilet gialli

del quotidiano britannico The Economist e di Internazionale, traduzione di Federico Ferrone

“Non stiamo bloccando il traffico, semplicemente lo filtriamo”, spiega Loup, un ex assistente scolastico di 64 anni, con entrambe le mani in tasca e un orecchino d’argento su entrambe le orecchie. Con indosso uno dei gilet gialli che dà il nome al movimento, Loup e decine di altre persone hanno messo in piedi una protesta in una rotonda alla periferia di Evreux, nella Normandia meridionale. Sul terreno fangoso, delle cassette di legno sono state incendiate, mentre alcune pile di croissant sono accatastate su un tavolo da campeggio. I manifestanti hanno bloccato una corsia della strada, e gli automobilisti che passano di lì suonano i clacson non per la rabbia ma in segno di sostegno.

Due settimane fa i gilet gialli sono emersi dal nulla, grazie a Facebook, e hanno bloccato le strade di tutta la Francia. La rabbia scaturita per l’aumento delle tasse sul gasolio si è allargata fino a diventare una protesta contro il presidente Emmanuel Macron. “Alla fine del mese, semplicemente non posso permettermi di riempire il serbatoio”, spiega Sandra, un altro gilet giallo e madre single di due bambini piccoli, che lavora in un negozio di ottica e guida per venti chilometri ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro. “Non siamo ricchi, ma non siamo poveri. È un attacco alle classi medie che lavorano”.
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