La politica sanitaria del governo Conte è inaccettabile

di Gianluigi Trianni, medico sanità pubblica (1.2.3), Aldo Gazzetti, esperto di economista sanitaria (3), Altra Emilia Romagna (1), Modena Volta Pagina (2), Forum Diritto alla Salute (3) Con l’approvazione da parte del governo lo scorso 16 ottobre del ddl del Bilancio 2020 e del collegato decreto fiscale, nonché con la loro trasmissione alla Commissione europea […]

Governo, le mosse di Renzi rompono gli equilibri. E c’è apprensione per le Regionali alle porte

di Sergio Caserta La formazione del secondo governo Conte, frutto di un accordo Pd-M5S scaturito dal passo (forse) falso di Matteo Salvini, in preda ai fumi del Papeete o forse su suggerimento di malintenzionati anche nei suoi confronti, ha riproposto con tutta la forza della normalità la centralità del Parlamento e l’equilibrio tra i diversi […]

Elezioni regionali in Emilia Romagna: per una lista unitaria antifascista

di Piergiovanni Alleva, Vittorio Bardi e Sergio Caserta L’approssimarsi della scadenza delle elezioni regionali dell’ER, fissate per il 26 gennaio 2020, acquista un significato di straordinaria importanza per i suoi riflessi anche a livello nazionale. Non a caso la destra ha coniato lo slogan “espugnare l’Emilia-Romagna”. Il quadro politico nazionale, di estrema incertezza per gli […]

Regionali in Emilia Romagna: a sinistra c’è il vuoto, che fare?

di Sergio Caserta L’immagine di Salvini nello stabilimento di Milano marittima (Ravenna), ripresa con lunghissimi servizi televisivi e poi riportata da tutti i quotidiani, dà inequivocabilmente la dimensione della portata politica che avranno le prossime elezioni regionali in Emilia Romagna. Il “capitano” – che fugge da processi e aule parlamentari, che non risponde alle domande […]

Elezioni Basilicata, Pd e cinquestelle bravissimi a premiare Salvini

di Sergio Caserta E così malinconicamente registriamo la terza vittoria consecutiva del destra-centro a trazione leghista nelle elezioni regionali in Basilicata, dopo Abruzzo e Sardegna anche nella fu regione rossa ora regione dei basilischi, s’insediano le Sturmtruppen del “Capitano” che raccoglie copiosi consensi come pomodori maturi nel Meridione che solo un anno fa gli era […]

Matera 2019: vittoria del centro-destra alle regionali, restano la crisi e le stesse domande

di Michele Fumagallo Risultati delle elezioni regionali del 24 marzo in Basilicata: centro-destra 42,2%; centro-sinistra 33,11%; Movimento5stelle 20,32%; Basilicata Possibile 4,37%. Consiglieri eletti (20 in totale più il presidente di Regione): centro-destra 12 (6 alla Lega, 3 a Forza Italia, 1 a Fratelli d’Italia, 1 a Idea, 1 a Bardi presidente), centro-sinistra 5 (2 Comunità […]

Matera 2019: domani le regionali in Basilicata. Magari di basso profilo, ma da non guardare con snobismo

di Michele Fumagallo

Domani, domenica 24 marzo, ci sono le elezioni regionali in Basilicata che sono anche un primo test sulle iniziative di “Matera capitale europea della cultura”, l’operazione particolare che vive la città dei Sassi e che è stata conquistata nell’autunno 2014, e viene gestita in gran parte adesso, da personale di area Partito Democratico. Cercheremo di commentare i risultati elettorali dopo le elezioni, adesso invece mi preme dire qualcosa non solo su liste e candidati ma sulla politica generale in una regione che è sempre stata governata dal centro sinistra.

In Basilicata il centro sinistra ha saputo mantenere una continuità amministrativa anche quando la coalizione subiva pesanti sconfitte a livello nazionale. Ma questa specificità locale non è eterna evidentemente: le elezioni nazionali dell’anno scorso hanno evidenziato che la sicurezza (anzi la sicumera) con cui ci si muoveva era finita, ed era invece iniziato un declino che le inchieste della magistratura sulla sanità hanno accentuato.


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Dopo il voto: ripensare la sinistra in Sardegna

di Roberto Loddo

Dopo il testa a testa ipotizzato dagli exit poll tra Massimo Zedda e Cristian Solinas i risultati ufficiali del voto sardo hanno invece delineato un’ampia vittoria per il candidato del centrodestra e della Lega. Un centrodestra diverso da quelli precedenti caratterizzato dalla migrazione di settori della destra nel PSd’Az e da una Lega telecomandata dal ministro dell’Interno che diventa il primo partito della coalizione. Con queste premesse è molto difficile immaginare una giunta regionale non contaminata dalle mani nere dello spettro di Visegrád e dell’internazionale dell’intolleranza.

La vecchia formula del centrosinistra si è rivelata una medicina sbagliata per la coalizione civica e progressista. La stessa formula aveva fallito nelle elezioni regionali in Abruzzo del 10 febbraio. Massimo Zedda ha perso anche perché la Sardegna non è immune al declino inarrestabile delle sinistre riformiste europee. Salvini e Solinas non sono il frutto del destino cinico e baro ma sono il prodotto di scelte politiche dei governi europei e italiani che con trent’anni di politiche antisociali hanno disintegrato la società, alimentato le diseguaglianze e la rabbia delle persone.

Queste elezioni regionali sono la fotografia di una società stanca dell’esistente che in assenza di alternative al neoliberismo si è lasciata dominare da pulsioni di rancore e dall’idea che i penultimi devono salvarsi anche a costo di sacrificare gli ultimi. Le politiche dell’austerità sono state praticate dagli stessi soggetti politici che oggi chiedono un mandato agli elettori per costruire comitati di liberazione nazionale contro il governo dei giallo verdi. Riproporre agli elettori lo stesso piatto ma con un nome diverso potrebbe rivelarsi la risposta meno credibile alla sofferenza generata.
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Emilia Romagna, il boccone più ghiotto per la Lega

di Sergio Caserta

Manca meno di un anno alle elezioni regionali in Emilia Romagna, se l’attuale maggioranza riesce a rinviare la data ai primi di gennaio 2020, mancano undici mesi. Di mezzo ci sono altre elezioni regionali il 10 febbraio in Abruzzo e il 24 febbraio in Sardegna, poi il 26 maggio ci saranno le europee con annesse le elezioni in Piemonte e in Basilicata, infine toccherà alla Calabria e all’Emilia Romagna.

I sondaggi elettorali danno da mesi e in modo pressoché univoco la Lega di Salvini in crescita costante, i M5S in arretramento progressivo e altrettanto costante, il partito democratico ben che vada inchiodato ai risultati del 4 marzo, cioè il livello più basso della sua decennale esistenza.

Questi dati riguardano anche la regione guidata da Stefano Bonaccini, almeno secondo il recente sondaggio dell’IPSOS commissionato e pubblicato dal Corriere della sera edizione bolognese, e sono nefasti per il partito oggi al governo, in parentesi quelli delle precedenti regionali: Lega al 23% primo partito (19,42%), Pd crollo al 17%( 44,53%), M5S in arretramento al 15% (13,27%), Forza Italia si dilegua al 3%(8,36%) , altri al 4%, incerti 38% una quota alta ma non tanto da far pensare ad un ribaltamento, nel 2014 infatti voto solo il 38% con un’astensione inimmaginabile. Consideriamo inoltre che a sinistra del PD, due liste SEL e Altra Emilia Romagna, insieme raggiunsero circa il 7% e nel sondaggio non sono nemmeno rilevate.
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Le prossime elezioni regionali in Sardegna: intervista al candidato Massimo Zedda

di Marco Ligas

Le prossime elezioni regionali in Sardegna avvengono in un momento particolarmente difficile per il paese e per la nostra isola. Sono molti i cambiamenti verificatisi in questi ultimi anni, non solo politici ma anche sociali e culturali. Prevalgono segnali di impoverimento del popolo sardo e di crisi della democrazia. Con l’intervista che ti propongo non intendo soffermarmi sull’insieme delle questioni che puntualmente si affrontano nel corso delle campagne elettorali. Mi soffermo solo su alcune.

Parto dal tema lavoro ritenuto da tutti il principale. È da decenni che in Sardegna registriamo tensioni nei rapporti tra i lavoratori, i promotori delle attività industriali e i rappresentanti delle istituzioni; intanto cresce una disoccupazione sempre più preoccupante.

In queste relazioni si è consolidata la dipendenza delle nostre istituzioni nei confronti di una classe imprenditoriale arrogante, impegnata principalmente nella ricerca di attività speculative e di incetta di risorse pubbliche. Ministri e sottosegretari nonché assessori regionali, in difficoltà nel delineare progetti alternativi di sviluppo e di crescita, hanno ceduto frequentemente ai ricatti di questo padronato senza imporre alcuna garanzia o controllo sugli aiuti concessi.
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