La rivoluzione sudanese (2018-2019) nello scacchiere regionale e internazionale

di Giovanna Lelli per il Comitato Europeo di Solidarietà con il Popolo Sudanese La rivoluzione sudanese scoppiata il 19/12/2018 in seguito alle misure di austerità del governo del presidente al-Bashir (1989-2019), blocca fino ad oggi l’intero paese con manifestazioni di massa [1]. Da un lato i rivoluzionari (le classi popolari, medie e l’intellighenzia progressista), dall’altro […]

Regime estetico e tentazione dello spettacolo: osservazioni su un libro di Jacques Rancière

di Luca Mozzachiodi

«Che a ogni opera d’arte, a ogni epoca artistica siano intrinseche delle tendenze politiche, è – dal momento che esse sono configurazioni storiche della coscienza – una verità lapalissiana. Però, allo stesso modo in cui gli strati di roccia più profondi vengono alla luce solo nei punti di frattura, così anche la “tendenza” in quanto formazione profonda si mostra alla vista nelle fratture della storia dell’arte (e delle opere). Le rivoluzioni tecniche: ecco le fratture dello sviluppo artistico nelle quali volta a volta, allo stato libero, per così dire, si manifestano le tendenze. In ogni nuova rivoluzione tecnica, la tendenza, da elemento recondito dell’arte, diviene per sé elemento palese». [1]

Ci si chiederà perché iniziare con questa citazione da un altro testo, di Benjamin, una riflessione sul libro di Rancière recentemente uscito per Orthotes, Aisthesis. Scene del regime estetico dell’arte, la risposta è che non tanto sono analoghe le conclusioni, che potremmo sommariamente spiegare con una politicità a priori dell’avanguardia artistica in quanto essa sorge con e contro uno stato dell’arte costituito, (modelli, tradizioni, istituti, interpretazioni ma anche usi diffusi, condizioni materiali, rappresentazioni generalizzate del sistema valoriale dell’arte e della sua funzione nella vita sociale), politicità beninteso che può essere di qualsiasi segno e appartenenza e si manifesta piuttosto come una carica distruttrice e riordinatrice presente all’interno dell’opera stessa ma tesa a far agire il suo potenziale all’esterno, in quel punto in cui rapporti estetici e rapporti sociali sono in relazione, quanto l’immagine dialettica e la rappresentazione dello sviluppo della storia dell’arte.
Leggi di più a proposito di Regime estetico e tentazione dello spettacolo: osservazioni su un libro di Jacques Rancière

Stefano Rodotà: “Una falsa democrazia anticipa il nuovo regime”

Stefano Rodotà
Stefano Rodotà
di Andrea Fabozzi

«Il populismo è una spiegazione troppo semplice. I partiti tradizionali non riescono più da tempo a leggere la società. Non è populismo, è crisi della rappresentanza». L’intervista con Stefano Rodotà comincia dal giudizio sui risultati elettorali in Francia e Spagna. «In entrambi i casi il bipolarismo va in crisi. Ma in Francia il fenomeno assume tinte regressive. Lì il Front National coltivava da tempo il disegno di sostituirsi ai due grandi partiti in crisi, ed è stato facilitato dalla rincorsa a destra di Sarkozy e Hollande, che hanno finito per legittimare Le Pen. In Spagna Podemos ha interpretato un movimento reale, quello degli Indignados, e ha predisposto uno strumento di tipo partitico per raccogliere il fenomeno. Il risultato pare essere un’uscita in avanti dal bipolarismo».

Renzi benedice la nuova legge elettorale italiana e sostiene che da noi non potrà succedere. Non coglie il senso di quello che sta succedendo e con la sua risposta non fa che aumentare la distanza tra il partito e la società. Sostanzialmente dice: «A me della rappresentanza non importa nulla, a me interessa la stabilità». Ma con un governo che rappresenta appena un terzo degli elettori ci sono enormi problemi di legittimazione, di coesione sociale e al limite anche di tenuta democratica.

In Spagna e Francia si è votato con sistemi elettorali non proporzionali. Di più, lo «spagnolo» è stato a lungo un modello per i tifosi del maggioritario spinto. I risultati dimostrano però che l’ingegneria elettorale da sola non basta a salvare il bipolarismo. Può fallire anche l’Italicum?
Leggi di più a proposito di Stefano Rodotà: “Una falsa democrazia anticipa il nuovo regime”

Carlos Caszely e il regime - Foto di Futbologia

11 settembre 1973: la storia di Carlos Caszely, il re del calcio contro Pinochet

di Dario Falcini per Futbologia

Primo piano di una donna sulla sessantina. È seduta su un divano a fiori, indossa una camicia bianca e ha i capelli neri, tinti. Signora Olga Garrido, si legge nel sottopancia. Inizia a parlare: «Sono stata sequestrata e picchiata brutalmente» – dice – «Le torture fisiche sono riuscita a cancellarle, quelle morali non posso dimenticarle. Per questo io voterò No».

L’inquadratura si allarga, sulla parete si vede un gagliardetto del Colo Colo, la squadra più titolata di Santiago del Cile. Nello schermo appare un uomo di un metro e settanta col volto rotondo, i capelloni ricci e i baffi neri: «Anche io voterò no» – dice con il sorriso – «Perché i suoi sentimenti sono i miei. Perché questa donna meravigliosa è mia madre».

È l’autunno del 1988 e la scena va in onda su una delle principali tv del Cile. Pochi giorni dopo milioni di cileni scelgono la democrazia. Dopo 15 anni un referendum popolare sancisce la fine del regime di Augusto Pinochet, uno dei più schifosi del Sud America. Quell’uomo è Carlos Caszely. Nato a Santiago 63 anni fa, è uno dei più grandi calciatori della storia del Cile. Lo chiamavano Il re del metro quadro, perché se prendeva palla in area era gol. Non è alto né magro, ma è rapido come pochi, di gambe e di testa. Doti che gli hanno permesso di vincere tanto con il suo Colo Colo e di segnare 29 gol con la maglia della Roja. Meglio di lui solo Marcelo Salas e Ivan Zamorano.

«Sono stato un calciatore, ma sono prima di tutto un essere umano. Non si può stare fermi a guardare gli altri soffrire: è per questo che ho detto no» – spiega oggi Carlos Caszely.
Leggi di più a proposito di 11 settembre 1973: la storia di Carlos Caszely, il re del calcio contro Pinochet

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi