Contro il terrorismo protezione e difesa civile

L'attentato di Nizza
L’attentato di Nizza
di Bruno Giorgini

Quanto ci vorrà perché si capisca che una protezione e difesa civile organizzata di massa può costituire un importante contrasto al terrorismo jihadista. Prima di tutto per tenere sotto controllo la paura, perché l’obiettivo degli attentati è proprio quello di generare, moltiplicare e diffondere la paura fino al panico sociale.

Il panico sociale specie quando s’accoppia alla frustrazione e alla sensazione d’impotenza, può fare impazzire un intero popolo, come già accadde ai tedeschi quando trovarono il capro espiatorio, l’ebreo che doveva essere annientato perché con esso sarebbero morte anche paura, frustrazione, impotenza. Cosicché la guerra hitleriana è tanto figlia dell’ideologia dello “spazio vitale” – la costruzione del grande Reich – quanto della “necessità storica” della soluzione finale al problema ebraico come teorizzata da Hitler nella forma del genocidio, con al seguito puranche il filosofo Heidegger.

Guerra per lo “spazio vitale” e ” soluzione finale” sono le due gambe su cui cammina la macchina totalitaria nazista. Col che ogni totalitarismo ha le sue specificità come ogni follia sociale ha i suoi profili, e quindi il jihadismo pur esibendo alcune dinamiche comuni col nazismo – dai crimini contro l’umanità usati come strumenti di governo all’esaltazione dell’Essere-Allah: mettendo l’Essere hiedeggeriano e il mein kampf, la mia lotta, hitleriano al posto di Allah vedrete disegnarsi impressionanti analogie – andrà studiato e colpito nel suo proprio corpore vivo.
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