Kyoto club, a che punto è la notte di Greta

di Anna Donati MobilitAria 2019 è il secondo rapporto che delinea delle politiche di mobilità urbana e l’andamento della qualità dell’aria nelle principali 14 città e aree metropolitane italiane nel periodo 2017-2018. Una novità è la collaborazione con OPMUS, l’Osservatorio Politiche Mobilità Urbana Sostenibile di ISFORT, che ha elaborato e commentato una indagine sulla mobilità […]

Scuola, una sicurezza da paura: un crollo ogni 4 giorni

di Mario Pierro

Per la manutenzioni e la messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici italiani servono investimenti per 15-20 miliardi di euro in almeno dieci anni. Lo sostiene Cittadinanzattiva nel XVI rapporto sulla sicurezza delle scuole presentato ieri a Roma dove emerge una situazione inquietante: nel 2017-2018 c’è stato un crollo ogni quattro giorni di scuola, un record rispetto agli ultimi 5 anni. Tredici persone sonostate ferite, tra personale scolastico e alunni. Dal 2013 a oggi i crolli sono stati 204 crolli, i feriti 37 feriti.

Tre scuole su quattro sono senza agibilità statica, solo una su venti è in grado di resistere ad un terremoto in un paese sensibilissimo a questi eventi traumatici e mortiferi. Sulla manutenzione degli edifici scolastici emerge un paese a tre velocità: ad investire di più sulla manutenzione ordinaria è la Lombardia (in media quasi 119mila euro), meno la Puglia (non si arriva ai 3mila euro); la verifica di vulnerabilità sismica è stata effettuata solo nel 2% delle scuole calabresi e nel 59% di quelle umbre, il certificato di prevenzione incendi è presente nel 69% degli istituti del Trentino Alto Adige e solo nel 6% di quelli laziali.

Il sud arranca, poiché solo il 17% delle scuole ha il certificato di prevenzione incendi, il 15% quella igienico-sanitaria, il 15% quello di agibilità, il 18% il collaudo statico; un pò meglio al Centro, dove il 19% ha il certificato di prevenzione incendi, il 18% quella igienico-sanitaria, il 22% quella di agibilità e il 21% il collaudo statico.
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Avviso Pubblico: dalla Calabria all’Alto Adige passando per l’Emilia Romagna. Gli ammistratori locali minacciati dai boss

Foto di Sack08di Norma Ferrara

Era il 2 aprile del 2011 quando in Calabria il sindaco di Monasterace, da tempo nel mirino della ‘ndrangheta, dopo l’incendio della sua farmacia decideva di dimettersi. In poche ore si mobilitarono, società civile, istituzioni e il mondo dell’informazione per sostenerla. Quello di Maria Carmela Lanzetta, che scelse di restare e rilanciare con più determinazione il suo impegno di sindaco, È uno dei 270 casi monitorati e censiti nel rapporto annuale di Avviso Pubblico” Amministratori sotto tiro. Intimidazioni mafiose e buona politica” presentato oggi alla provincia di Roma, da Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma Rodolfo Sabelli, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Francesco Forgione, già Presidente della Commissione parlamentare antimafia Umberto Santino, Direttore del Centro di Documentazione Siciliano “Giuseppe Impastato” Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, in un dibattito moderato da Antonio Maria Mira, giornalista di “Avvenire”.

I numeri del rapporto

Sono 270 i casi di intimidazioni mafiose censiti nel rapporto annuale di “Avviso pubblico”. Un fenomeno in aumento fra il 2011 e il 2012 rispetto all’anno precedente, un incremento del 27 percento in più. Incendi, minacce verbali e scritte (persino on line), spari, tentativi di omicidio, ritrovamento di proiettili davanti ad abitazioni private o enti pubblici e tanto altro che non si registrano solo nel Mezzogiorno – dove si registrato il maggior numero di casi – anche nelle regioni del centro – nord dal Lazio, all’Emilia Romagna, dalla Liguria, al Veneto, al Trentino Alto Adige.
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