La sinistra e il futuro del Paese: c’è ancora una “questione morale”

Eugenio Scalfari ed Enrico Berlinguerdi Sergio Caserta

Quale sarà il futuro della sinistra italiana? Il passaggio delle elezioni del 2013 è fondamentale per delineare un nuovo quadro politico. Ciò avviene nel mezzo di una crisi economica e sociale impressionante,di cui non si vede la fine, una crisi mondiale e nello stesso tempo profondamente occidentale, europea e nazionale che sta modificando le condizioni di vita di milioni di persone, lavoratori, giovani e non giovani.

In Italia la crisi ha assunto le caratteristiche di una frana sociale e manca poco a un vero e proprio collasso; sono venuti al pettine nodi inestricabili del sistema produttivo industriale, privo da più di vent’anni di qualsiasi seria programmazione e di fatto abbandonato a se stesso, mentre il sistema politico è squassato dalla corruzione e dal mal governo, dalle collusioni con la criminalità economica e il malaffare che sta compromettendo la stabilità istituzionale e ponendo a rischio il principio di democrazia rappresentativa.
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Scandalo Lazio

La politica e lo scandalo Lazio: fallimento morale e antropologico

di Alberto Burgio

La governatrice del Lazio ha rassegnato le dimissioni. Tanto doverose quanto insufficienti per sanare una democrazia ferita. Al punto che l’idea stessa di rappresentanza suona ironica. Oggi la casta è sinonimo di separatezza, oltre che di corruzione. Nei suoi comportamenti si manifesta la malattia terminale di un sistema politico in sfacelo. Fallimentare sul piano dei risultati materiali e impresentabile sul terreno morale e «antropologico».

È un fenomeno talmente grave, che il discorso morale non basta più. Talmente organico che ricondurlo al solo profilo (im)morale dei protagonisti sarebbe riduttivo. Assodata l’esigenza di punire il malaffare, restano aperte altre questioni. Se l’impressione che in Italia la corruzione politico-amministrativa abbia passato il segno ha fondamento, occorre riflettere su due fattori: la qualità della «classe politica» e le occasioni che le vengono offerte di abbandonarsi a comportamenti indecenti. Si tratta di aspetti connessi perché nessuna tentazione potrebbe fare breccia in un incorruttibile e perché gran parte di quelle tentazioni sono generate in piena autonomia da quanti ad esse cedono. Come dire che qui Sant’Antonio è il diavolo stesso.
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