La diversità aiuta l’economia, la segregazione no

di Vittorio Pelligra “Gli opposti si attraggono”. Così recita il detto popolare. Non è sempre così, anzi, a dire il vero, quasi mai gli opposti si attraggono. La legge fondamentale della dinamica delle interazioni sociali, infatti, vede i simili attrarsi, non i diversi. È il cosiddetto principio dell’omofilia, dell’amore (philia) per il simile (omo), secondo […]

Bologna: sport al Porto Saragozza – Seconda parte

di Silvia R. Lolli

L’incontro sullo sport al Porto Saragozza ci è apparso, e forse ancora più di altri, l’ennesimo momento in cui l’amministrazione chiede un consenso su ciò che si è già deciso. Si costruisce così oggi il patto di collaborazione con i cittadini: è solo un consenso su ciò che si propone, cioè che ha già avuto altri tavoli di decisione. Al cittadino viene chiesto qualcosa di residuale e viene qui informato; si potrebbero chiamare incontri di “informazione consensuale” e non di partecipazione.

Sulla questione Stadio Comunale, centrale per il quartiere Porto, l’assessore ha spiegato che non è stato ancora presentato il progetto finale, quello per la sostenibilità economica; il Bologna FC ha presentato soltanto, in Sovraintendenza, il progetto architettonico e ne ha avuto l’approvazione; ha poi ricordato che con il Governo si stanno approfondendo gli aspetti sulla nuova legge sugli stadi, che prevede cambiamenti nelle procedure urbanistiche e tecnico amministrative; inoltre:

“L’ipotesi dell’Antistadio non dovrebbe essere portata avanti… può darsi che ci chieda (il Bologna) di fare l’ampliamento dei parcheggi e l’uso di altri spazi per il pre-partita… ad oggi la pista di atletica non dovrebbe subire cambiamenti… Il piano urbanistico è il nostro faro e non cambieremo con le proposte che ci vengono fatte”.

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Bologna: sport al Porto Saragozza – Prima parte

di Silvia R. Lolli

Mercoledì 8 novembre si è svolto l’ultimo incontro di quartiere su Bologna città dello sport alla presenza dell’assessore Lepore, del presidente del quartiere Porto Saragozza Cipriani e del consulente di Nomisma Dondi. Ci saremmo aspettati una presenza maggiore di cittadini, ma forse a questo punto dell’anno l’interesse è andato scemando.

Il Porto Saragozza è un quartiere, soprattutto il Saragozza, storicamente più deficitario di impianti sportivi pubblici se togliamo i grandi impianti come Stadio, Antistadio e Palasport. Oggi la situazione è forse un po’ cambiata con la presenza di un Cierrebi che è privato, ma sul quale il Comune ad agosto ha ipotizzato uno scambio con la nuova proprietà.

L’assessore Lepore ha tenuto a precisare nell’introduzione che le nuove società di gestione del centro, cioè quelle che più usano l’impianto, sono state scelte dal nuovo proprietario. Non capiamo come si possa considerare già proprietario a tutti gli effetti chi aveva all’epoca soltanto un compromesso per l’acquisto. Ipotizziamo comunque che la ricerca dei gestori sia avvenuta con l’interessamento del Comune, anche perché dai giornali abbiamo capito si trattasse di uno scambio di aree vicine: palazzetto Cierrebi con area del Corticelli, quella più vicina a Via Marzabotto, ora adibita a parcheggio.
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Bologna, la linea è questa: dividi et impera (o aedifica)

di Silvia R. Lolli

Apprendiamo da un volantino sulla bacheca informativa del quartiere di Via della Barca che questa sera, mercoledì 6 luglio, alle ore 20,30 al centro civico Falcone e Borsellino in Via Battindarno 123 si terrà il secondo incontro con gli assessori Orioli e Lepore sul tema Stadio comunale, Cierrebi, Prati di Caprara. Nel frattempo abbiamo appreso che il rogito per la compravendita del Cierrebi non è ancora avvenuto.

Cosa ci aspettiamo dall’incontro al quartiere Borgo Panigale-Reno? La ripetizione delle informazioni ricevute qualche tempo fa al quartiere Porto, e una precisazione sulla situazione del Cierrebi, soprattutto riguardo alla destinazione d’uso di tutto l’impianto. Dall’articolo del Il Resto del Carlino di sabato 1 luglio a firma di Federico Del Prete sembra che l’acquisto di Maccaferri sia sospeso proprio a causa di una verifica tecnica più precisa in merito alla possibilità di cambiare la destinazione edilizia dell’area.

Poi ci chiediamo se i tempi dovranno tener conto anche dei tempi dell’indagine che dovrebbe esserci in seguito all’esposto di un gruppo di soci e azionisti. Stiamo verificando che il lancio dell’operazione che avrebbe dovuto trovare tutti d’accordo sta avendo qualche contrattempo. Quindi il secondo incontro al quartiere Borgo Panigale-Reno, per la verità molto poco pubblicizzato se al 3 luglio poche persone ci risultano informate dell’incontro, probabilmente potrebbe non avere troppe novità.
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Bologna: i laboratori di quartiere e la partecipazione dei cittadini

di Silvia R. Lolli

Open Space Technology (Ost) è una metodologia elaborata per rendere più partecipanti i cittadini alle scelte delle amministrazioni politiche. Oggi è utilizzata per elaborare nei singoli quartieri di Bologna proposte su piccoli interventi del valore di 150.000 euro annuali da spendere grazie ai fondi sociali europei. Si tratta dei così detti Pon, in questo caso progettati per la città metropolitana. Dalla brochure, che viene data ad ogni partecipante, apprendiamo che questi laboratori hanno la finalità di “creare proposte per il quartiere” e aiutare a “definire le priorità nel campo del sociale, dell’educazione, dello sport, della cultura, del digitale”.

È un percorso strutturato in 6 tappe: in aprile-maggio 2017 ci sono state le definizioni delle priorità con i quartieri e la presentazione alle associazioni; a giugno si sono svolti i primi incontri laboratoriali nei 6 quartieri aperti a tutti i cittadini. Al termine di questa fase, il 30 giugno, si sono raccolte tutte le proposte, anche online, emerse nei diversi tavoli di partecipazione.

Luglio 2017 è il mese dedicato alla co-progettazione delle proposte emerse. A settembre invece verranno pubblicizzate le proposte e si consegneranno le linee guida, in modo che a ottobre si potranno votare le proposte del “bilancio partecipativo” (è il termine che identifica questo processo) e infine a novembre si terrà la presentazione dei risultati del voto e l’avvio dei progetti e delle linee guida per il 2018.
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XM24

L’XM24 rivendica una piazza per la Bolognina futura e lancia una petizione in rete

di Leonardo Tancredi

Nella Bolognina che verrà, lo spazio per l’XM24, storico centro sociale autogestito, è fortemente a rischio. Il progetto di riqualificazione di uno dei quartieri più popolosi del capoluogo emiliano e con una forte identità operaia alle spalle prevede la costruzione di una grande rotonda proprio nell’area attualmente occupata dal centro sociale. La denuncia arriva dagli stessi attivisti che lanciano una petizione in rete a sostegno del loro spazio.

Eppure le cose erano partite diversamente. Il centro autogestito, dalla nascita nel 2002, ha sviluppato una forte relazione col tessuto sociale del quartiere che dopo la chiusura di alcune fabbriche storiche si è popolato di famiglie immigrate, studenti e residenti anziani. Tanto da farsi promotore, insieme ad altre associazioni, di un laboratorio di urbanistica partecipata che dal 2005 al 2007 ha ridisegnato il futuro del territorio. L’area dell’XM era stata destinata a uso sociale e culturale, ma a distanza di anni le decisioni del laboratorio, più volte premiato come buona pratica di partecipazione, sono state smentite. Così la pensa Maura Brighenti, tra i portavoce del centro.

Il progetto prevedeva una strada a nord del comparto per collegare la nuova stazione al quartiere, ma le Ferrovie dello stato, probabilmente a causa della crisi del settore e dei ritardi del cantiere della Tav, non hanno trovato i finanziamenti necessari e hanno optato per una rotonda per convogliare tutto il traffico del nuovo comparto.

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