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Tagli alla sanità: basta, verso la mobilitazione del 7 aprile

di Gianluigi Trianni, medico della sanità pubblica, L’Altra Emilia Romagna – Forum Salute Italia

La Conferenza Stato-Regioni del 23 febbraio 2017 ha visto una intesa tra Governo, Regioni e Province autonome in attuazione della legge di stabilità 2016 relativamente al “contributo alla finanza pubblica” delle regioni a statuto ordinario per l’anno 2017 la riduzione da 113 miliardi di euro a 112,578 miliardi del Fondo Sanitario Nazionale.

Il taglio è di ben miliardi 3,592 di euro a fronte dei 116.170 previsti dal Def 2016 e addirittura di mln 356 mln di euro rispetto ai miliardi 112.934 certificati da AgeNas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) come costi nel Ssn nel 2015 (sic!).

A ciò si aggiunga che a carico dei miliardi 112, 578 saranno sia i costi aggiuntivi dei rinnovi contrattuali sia l’incremento dei costi atteso per l’erogazione dei nuovi Lea, le attività assistenziali finalmente riconosciute a carico del servizio sanitario nazionale, e non della spesa privata dei cittadini, sia l’aumento dell’1% dell’inflazione nel 2017 attualmente registrato dall’Istat.

Ovest: 25 anni di lotte No Tav in val di Susa

I No Tav davanti alle recinzioni del cantiere-fortilizio, val Clarea, 5 settembre 2015 - Foto di Michele Lapini)

di Wu Ming 1

Alle 11.15 del 27 gennaio 2016, sotto un cielo denim chiaro, dopo aver attraversato il borgo di Chiomonte e raggiunto la riva sinistra della Dora, ci presentammo al checkpoint di via dell’Avanà, poco oltre la centrale idroelettrica.

La centrale. Sorella piccola delle montagne, sposa del fiume dal 1910, era stata nutrice delle industrie della val di Susa e di Torino. Si stagliava, virata in seppia e fiera del suo lavoro, in cartoline d’epoca vendute su ebay, e gli scolari venivano ancora a vederla, ad ammirarla, perché era stata una grande opera di quelle sensate, lei, e funzionava ancora, serviva ancora, lei. Altre opere lì nei paraggi, invece… tsk.

Al posto di guardia, una triste casupola esalò fumo biancastro e tre poliziotti blu di Prussia, che subito fermarono l’auto. Usarono la terza persona plurale come pronome di cortesia e il verbo “favorire” nell’accezione tipica delle guardie: “Favoriscano i documenti. Dove stanno andando?” Fu allora che cominciò il battibecco.

Volevamo andare prima alla Maddalena, la cascina sull’orlo del cantiere-fortilizio, poi ai terreni posseduti dai No Tav in località Colombera, per unirci a uno dei famosi “pranzi del mercoledì”. Con noi c’erano due dei 1.400 proprietari, Guido e Nicoletta.

Si chiamava la Colombera perché, sulla collina, si ergeva una torre abbandonata e ammantata di rampicanti che era servita, appunto, da colombaia. Un tempo ce n’erano tante, sparse in tutto il nord Italia, da Ventimiglia a Venezia. Si allevavano colombi per vari motivi: per mandarli in giro con messaggi; per addestrare gli stormi e farli volare in apposite competizioni; per farne richiami da caccia; per mangiarli… e per tutte queste cose insieme. E poi, i colombi erano belli. Erano magici. Ricordavo colombe bianche uscire in un frullo d’ali dalle maniche di Silvan. Mariano, il mio amico mago, mi aveva raccontato di un illusionista alcolizzato che aveva perso i sensi poco prima dello show e, crollando al suolo, aveva schiacciato tutte le colombe che portava nascoste nel blazer, prigioniere.

Tagli al teatro comunale di Bologna: e in piazza i lavoratori eseguono il Nabucco per protesta

In occasione della prima del Nabucco, i musicisti, gli artisti del coro, i tecnici e gli amministrativi del teatro comunale di Bologna, insieme al direttore Michele Mariotti, scendono in piazza ed eseguono una partitura del Nabucco per protestare contro la politica di tagli indiscriminati alla cultura. Grande emozione per il numeroso pubblico in piazza Verdi. Contro la politica di dismissioni del ministero ai beni culturali, i lavoratori si appellano alle istituzioni della città perchè difendano il loro treatro che ha già affrontato una seria ristrutturazione.

Il video è di Sergio Caserta

Bologna, scatti dal corteo delle tute blu della Fiom


Foto di Sergio Caserta