Elezioni - Foto di Davide e Paola

Non ci salverà il premio di maggioranza

di Alfiero Grandi

Abbiamo tentato in tutti i modi di lanciare l’allarme sui risultati nefasti di questa legge elettorale. Nessun ascolto. Il rosatellum porta nel nome l’impronta indelebile di chi l’ha voluta fortemente. Ci sono stati anche furbi conprimari che l’hanno condivisa come FI e Lega e degli entusiasti sostenitori come il governo Gentiloni che ha messo ben 8 fiduce per ottenerne l’approvazione, malgrado all’insediamento avesse promesso che avrebbe lasciato fare al parlamento. Il parlamento non ha potuto cambiare una virgola dell’intesa tra Pd, Lega e FI.

Il punto non è il sommovimento politico che c’è stato e nessun sistema elettorale poteva nascondere. Mentre il Pd e il governo continuavano a dipingere la situazione del paese in rosa, come se fosse possibile dipingere la realtà diversa da quella che è, altri hanno dato voce al malessere profondo di un aumento della povertà e della divaricazione sociale denunciati anche dalla Banca d’Italia e dalla caduta libera del ruolo del lavoro, dall’aumento esponenziale della precarietà.

Chi ha dato voce al malessere è stato premiato. La resistenza ad ammettere la verità ha finito con il caricare una potente molla anticasta, vissuta come sempre più sorda e lontana. L’esito era prevedibile e previsto ma c’è chi testardamente si è rifiutato di affrontare la realtà. Lega e 5Stelle sono cresciuti entrambi, per ragioni non sovrapponibili. Avere due vincitori si è rivelato un problema difficile da risolvere, se dovessero sovrapporsi troppo uno dei due sarebbe destinato a soccombere all’altro.
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