Tag Archives: programmi

Invalsi, quando un test di logica è senza logica

di Manlio Lilli

Dal 4 aprile sono partite le prove Invalsi, le prime su pc. Le prime che non saranno svolte nel corso dell’esame di terza media. Fino al 21 aprile le scuole potranno organizzare le prove per i 574.600 ragazzi coinvolti.

Le criticità sono ancora molte, nonostante le rassicurazioni del Ministero. Dubbi e perplessità – le medesime degli scorsi anni – con delle novità poco rassicuranti. Le hanno chiamate “computer based”, ovvero sul pc. Eppure dal censimento delle strutture informatiche effettuato da Invalsi “le postazioni effettive nelle scuole risultano 216mila, il che significa che è a disposizione un computer ogni 2,5 studenti circa”. Insomma non il massimo. Senza considerare che frequentemente i pc in dotazione sono evidentemente obsoleti.

C’è poi il problema connessione Internet. In molti casi la connettività non è adeguata, perché troppo lenta “e quindi esposta a problemi continui che rischierebbero, come avvenuto nelle simulazioni, di bloccare i test online”.

Ancora, poco risalto è stato dato al fatto che nei 15 giorni nei quali saranno somministrate le prove, la didattica non potrà che subire dei rallentamenti. La questione, nota a molti insegnanti, sembra non aver preoccupato più di tanto il Miur.

Costi della politica, l’argomento scomparso dalla campagna elettorale

di Flaminio de Castelmur per @SpazioEconomia

La campagna elettorale che (faticosamente) si sta svolgendo in queste settimane, tiene sullo sfondo dei temi trattati i costi della politica, intesi come rimborsi a eletti e spese per la gestione dei corpi elettivi. L’analisi di questi numeri non può che partire dalle Camere ove, attualmente i deputati percepiscono un’indennità lorda di 11.703 euro, che diventano 5.346,54 euro mensili netti, oltre a una diaria di 3.503,11 e un rimborso per spese di mandato che ammonta a 3.690 euro. Si devono ancora conteggiare 1.200 euro annui per rimborsi telefonici e una cifra che va da 3.323,70 a 3.995,10 euro per i trasporti, erogata ogni 3 mesi.

Ai senatori viene invece liquidata un’indennità mensile lorda di 11.555 euro. Al netto restano 5.304,89 euro, oltre la diaria di 3.500 euro, un rimborso per le spese di mandato pari a 4.180 euro e 1.650 euro al mese che dovrebbero coprire forfettariamente le spese telefoniche e di trasporto. L’ammontare totale percepito equivale ogni mese a 14.634,89 euro per i senatori e a 13.971,35 euro per i meno fortunati deputati.

Il sito Money.it riporta uno studio inglese sugli stipendi dei parlamentari delle varie Nazioni europee, secondo il quale che il costo di un parlamentare italiano equivarrebbe a circa 120.500 sterline all’anno, all’incirca il doppio di quelli inglesi (circa 66.000 sterline) e molto più di quelli dei politici tedeschi e francesi, per non parlare di quelli spagnoli fermi a un sesto della cifra.

Gustavo Zagrebelsky: “Il M5S si apra ad alleanze chiare prima delle elezioni”

Gustavo Zagrebelsky

di Silvia Truzzi

“Ci sono parole che sono entrate nel lessico quotidiano, che ripetiamo tanto più spesso quanto meno sapremmo definirle. Ma suscitano sentimenti. Ci sono parole che obnubilano e altre che rischiarano”. Gustavo Zagrebelsky comincia così la nostra chiacchierata. Facciamo un esempio, professore? “Populismo. Tante definizioni, nessuna definizione. Chiunque è autorizzato a dire che gli altri sono populisti. La parola viene dagli intellettuali russi contrari all’autocrazia zarista.

Ma la si usa a vanvera per Napoleone I e III, per i dittatori sudamericani e il ‘giustizialista’ argentino Perón. Non si è detto che Pio XII fosse populista, eppure con i suoi rituali magici di massa, si sarebbe potuto. Lo si è detto di papa Wojtyla e ora di papa Bergoglio. Di Trump e prima di Obama. Populisti gli inglesi che hanno votato la Brexit, populisti i nostri ‘sovranisti’. Insomma: non appena appare qualcuno o qualcosa che incontra un vasto consenso di popolo c’è qualcuno che non è d’accordo e allora sventola il pericolo populista.

Naturalmente, non sempre la vox populi è la vox dei e quasi mai le blandizie dei politici sono innocenti. Insomma, bisogna stare in guardia e osservare le cose distintamente e analiticamente, separando le buone dalle cattive. Consiglio a chi voglia orientarsi e difendersi dalla seduzione delle vuote parole il recentissimo Populismo 2.0 di Marco Revelli, pubblicato da Einaudi”.