A bordo della nave Aquarius che salva i migranti

di Annalisa Camilli

Tutto è cominciato con una fotografia: un barcone in difficoltà carico di persone, avvicinato da un’altra imbarcazione. È stato guardando quella foto scattata durante un’operazione di salvataggio nel Mediterraneo centrale che Alessandro Porro, 37 anni, originario di Asti, ha deciso d’imbarcarsi sulla nave Aquarius gestita dall’ong Sos Méditerranée con l’aiuto di Medici senza frontiere (Msf).

“La scorsa estate lavoravo con la Croce rossa sulle spiagge, in Toscana. Un giorno tornando a casa, ho trovato una copia di Internazionale e nelle prime pagine del giornale la foto di un salvataggio”, racconta Porro, che ha alle spalle quasi vent’anni di esperienza come soccorritore specializzato nelle emergenze mediche a bordo delle ambulanze. “Avevo appena compiuto 18 anni quando ho cominciato a fare il volontario alla Croce rossa”, racconta.

La foto ha colpito l’attenzione di Porro, perché mostrava il contrasto “anche tecnologico tra una barca molto precaria, che quasi non riusciva a galleggiare, e una molto attrezzata, pronta a intervenire”. Quell’immagine l’ha spinto a mandare il suo curriculum a tutte le organizzazioni non governative che pattugliano il Mediterraneo centrale.
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