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Kepler452: il sistema solare tra ambiente, arte e vita

di Silvia Napoli

Una volta conoscevamo a stento l’esistenza di questo piccolo lontano pianeta speculare al globo terrestre che risponde a un nome fantaevocativo quale Kepler452. Poi abbiamo cominciato nel corso di questi ultimi anni a familiarizzare con i suoi immaginifici, giovani abitanti, tanto radicali da imbarcarsi nell’impresa di fare teatro e cercare di coinvolgere i loro coetanei in questa grande passione cognitiva. Intanto loro diventavano un agente aggregante anche per la riflessione critico-organizzativa che i lavori performativi calati per definizione prepotentemente tra ambiente, arte e vita, richiamano naturalmente.

Ecco formarsi una sorta di galassia di pensieri ed energie comprendente uno staff organico e parallelo al gruppo originario autorinnovatosi con la Rivoluzione permanente delle avanguardie. Avanguardie, a loro volta, portatrici di un festival aperto alla penisola intera ma benissimo radicato in città, fin dentro ogni habitat possibile, persino casalingo, con una vocazione ormai biologica al mix di linguaggi.

Si fa teatro con i dj set e con le suggestioni da installazione, tratteggiando infine una rappresentazione generazionale abbastanza distante dal racconto mainstream di giovani sdraiati o in fuga perenne dalla storia, dalla politica, da sé stessi. Un collettivo dunque molto aperto, senza la retorica del collettivo d’antan e consapevole del fatto che un buon lavoro di squadra si fa partendo dalla scoperta e valorizzazione delle singole personalità.

“Black Panther”: un film politico da cui si originano molteplici letture

di Michele Marchioro

Di recente si è aperto un ampio dibattito, seguito subito da numerosi apprezzamenti critici, sul film Black Panther prodotto dalla Marvel e uscito a inizio 2018. Primo film su un supereroe nero, è stato pubblicizzato e presentato al grande pubblico come un’opera politica e educativa che intendeva finalmente prendere le parti degli afroamericani e porre rimedio all’emarginazione dei neri a Hollywood.

Molta critica ha espresso soddisfazione per il grande risultato dell’identità nera, spesso presagendo un radioso avvenire di liberazione e uguaglianza delle razze; ci sembra però che la realtà sia molto differente e, se la pubblicità è per natura iperbolica, la critica dovrebbe essere molto più attenta e parsimoniosa nei giudizi – laddove, si dà per scontato, non agisca in malafede come del resto spesso avviene. Sotto l’aspetto politico, su cui andremo a concentrarci, il film è un’operazione fra le più interessanti della Marvel e si presta a una molteplicità di letture che travalicano il giudizio estetico per invadere, come sempre ma qua particolarmente, il campo del sociale.

Supereroi e superuomini

Bisogna premettere un vizio di fondo che rovina la maggior parte dei film di supereroi: costruiti su un’opposizione manichea fra una parte buona e una cattiva, che sono separate da un divario abissale e incolmabile, obbligano lo spettatore a scegliere e parteggiare per il bene.

Abbiamo bisogno dell’Europa?

di Guido Viale

Sì. Abbiamo bisogno dell’Europa. E anche dell’Unione Europea: del suo Parlamento imbelle e perciò impotente; della sua Commissione dai culi di pietra; del suo Consiglio che la dilania inseguendo non “l’interesse nazionale” (che cos’è?) di ogni Stato membro, ma il tornaconto elettorale dei rispettivi governi; della sua Banca Centrale che coordina attività e interessi della finanza mondiale che ci governa tutti; e persino dei banditi che si annidano nell’Eurogruppo. Non saranno queste istituzioni a cambiare le politiche dell’Unione, ma è necessario averla come controparte unica per creare un movimento di respiro continentale capace di imporle, con lotte, mobilitazioni e le più diverse iniziative locali, ma anche con un programma unitario, radicali cambi di rotta.

È quello che avrebbe potuto fare Tsipras, proponendo il governo greco come motore e riferimento di una mobilitazione generale contro l’austerità in tutti i paesi europei: una scelta rischiosa, che ha voluto evitare, imponendo però al suo paese rischi anche maggiori. Una scelta che Podemos non sembra voler fare con decisione, e che è l’esatto opposto di quelle adottate dal nostro governo, che finge di combattere l’austerità cercando alleanze tra governi reazionari, razzisti e complici degli assetti costituiti.

Rita Segato: “Il problema della violenza sessuale è politico, non morale”

di Mariana Carbajal, traduzione italiana di Miguel Mellino per il sito Decoknow

Secondo l’antropologa Rita Segato, la rappresentazione della violenza sessuale sui media comporta molti pericoli, primo tra tutti quello di de-politicizzare il cambiamento che sta avvenendo nella struttura del patriarcato.

Come interpreti ciò che sta accadendo dopo la denuncia di Thelma Fardin?

Credo sia fondamentale vincolarlo con quanto è accaduto due settimane fa con la sentenza sul femminicidio di Lucia Perez, in cui un tribunale dichiarava che non vi era stato alcun rapporto di potere tra due uomini adulti che hanno fornito della droga a un’adolescente. La società che si è scandalizzata perché un’altra adolescente, della stessa età di Lucia, è stata violentata da un uomo adulto e con più potere, sta dicendo a quei giudici di Mar del Plata che si sono sbagliati e che hanno tradito le attese della società in rapporto alla giustizia. Mi sembra particolarmente importante mettere in rapporto questi due fatti. In secondo luogo, stiamo vedendo che la società argentina viene costantemente avvertita riguardo tali questioni, è divenuta sempre più sensibile nei confronti delle aggressioni, delle molestie e delle diverse forme di abuso di genere, e questa è una buona notizia.

Il presente di Gramsci: dialettica, pedagogia e letteratura

di Luca Mozzachiodi

Il libro sarà presentato, con l’intervento di alcuni degli autori, il 30 novembre a Bologna nella sede del dipartimento di Filologia Classica e Italianistica in via Zamboni 32, aula Forti, alle 11

Nel recente volume di saggi Il presente di Gramsci: letteratura e ideologia oggi (Galaad Edizioni) sono raccolti dieci saggi di altrettanti studiosi, legati perlopiù all’ambiente universitario non solo italiano ma anzi anche americano, francese o ispanico con un comune intento: riattivare una lettura del pensiero di Gramsci nel suo complesso, e non solo di qualche singola categoria, ormai abusata o corrotta dalle varie forme di uso riduzionistico e indebito cui i concetti gramsciani sono stati nel tempo soggetti, poche parole tra tutte: egemonia, blocco storico, intellettuale organico, nazionalpopolare, questione meridionale, moderno Principe etc.

Come gli scritti di Gramsci siano ancora un continente “esplorato a tesi” e troppo frammentato nella sua ricezione, o ancor meglio nel suo riuso, e ci consegnino un Gramsci a pezzi, secondo l’appropriato titolo di un saggio di Miguel Mellino richiamato da diversi degli autori di questo libro, è cosa abbastanza nota anche ai non specialisti; meno nota o meno analizzata è invece la ragione di questo cambiamento di funzione ideologico culturale dell’opera del pensatore sardo che invece intelligentemente diversi dei saggi in questione richiamano e analizzano.

Tre libri per il rush finale de Il Manifesto in Rete

L'associazione il manifesto in rete

di Radio Citta Fujiko

Tre presentazioni di libri per riflettere su temi di attualità, dalla politica all’ambiente, e concludere la stagione di attività de Il Manifesto in Rete. Il 23 e 30 novembre e il 5 dicembre appuntamenti al Centro Giorgio Costa e alla Libreria Ubik.

Da sempre organizza iniziative di riflessione ed approfondimento, spesso legati al tema della sinistra e della sua crisi, ma spaziando anche nelle lotte sociali e ambientali. E così farà anche per questo fine anno, con un ciclo di tre presentazioni di altrettanti libri che concluderanno idealmente le attività del 2018. L’associazione Il Manifesto in Rete organizza tre appuntamenti, previsti per il 23 e 30 novembre al Centro culturale Giorgio Costa, in via Azzo Gardino, e per il 5 dicembre alla Libreria Ubik di via Irnerio.

Si comincia questo venerdì, quando verrà presentato La rivoluzione del nostro tempo – Manifesto per un nuovo socialismo (Editori Riuniti), il libro di Paolo Ciofi che verrà presentato dall’autore in un dibattito con i filosofi Cristina Quintavalla e Francesco Cerrato, insieme al politologo Gianfranco Pasquino, moderati da Sergio Caserta. “Il problema non è salvare il capitalismo, ma ripensare il socialismo. Un’altra idea di società, di relazioni tra gli esseri umani e con la natura, per la quale vale la pena di lottare” è il modo in cui viene presentato il volume.

Rossana Rossanda: “Colpa nostra se vince Salvini, la sinistra ha deluso le speranze”

di Concetto Vecchio

“A luglio ho deciso di tornare in Italia, assalita dal bisogno di capire. Da Parigi, dove vivevo da dodici anni, seguivo Salvini in tv e mi prendeva vergogna per quel che vedevo. ‘È anche colpa mia, colpa della nostra parte’, mi ripetevo. Avevo passato la vita a fare politica e reputavo la mia lontananza come un abbandono del campo. Mio marito è scomparso tre anni fa, non avevo più nessuno in Francia, qui a Roma i compagni di una vita non ci sono più, Lucio Magri, Luigi Pintor, Valentino Parlato sono tutti morti, e anche io sono molto vecchia ormai”.

Rossana Rossanda, 94 anni, giornalista, scrittrice, partigiana, “la ragazza del secolo scorso”, come titolò la sua famosa autobiografia, sta sfogliando nel salotto di casa i primi numeri della collezione de il manifesto, il giornale da lei fondato nel 1969. “Voglio rileggermi le cronache delle lotte operaie di allora, i lavoratori si sono battuti per i loro diritti e hanno vinto”.

Che Italia ha trovato?

“Un Paese irriconoscibile, senza spina dorsale. Mi fa paura vedere quel che sta diventando”.

Le fa più paura Salvini o Di Maio?

“Salvini, perché sa quello che vuole, Di Maio è sempre lì che ride”.

Bologna, assemblea cittadina per i Prati di Caprara?

di Silvia R. Lolli

Dopo il riposo delle vacanze pasquali, dei giorni festivi dedicati ai due eventi civili del 25 aprile e del 1° maggio, e dopo la festa del primo anno di vita (14 aprile), il comitato Rigenerazione No Speculazione, riprende i lavori da giovedì 10 maggio. Dalle ore 18,00 alle 20,30 a 20 pietre in Via Marzabotto, 2 si terrà l’assemblea dei cittadini. Sarà un’assemblea importante con l’ordine del giorno dedicato ad un breve resoconto sulle principali azioni svolte dal comitato negli ultimi mesi: Aria pesa, il monitoraggio eseguito sul biossido di azoto in città; il forum civico Parteciprati di cui si presenteranno i risultati; le interrogazioni comunali; l’ultimo sit in contro il disboscamento ai Prati Est. Il maggior tempo dell’assemblea sarà però da dedicare agli interventi dei cittadini per decidere le azioni da intraprendere nell’immediato futuro.

Già sabato 12 maggio dalle 12,00 alle 17,00 il gruppo che finora ha organizzato le attività del forum e del sit in ha deciso l’organizzazione di un “Picnic clandestino” che si terrà ai Prati di Caprara. Si invitano i cittadini ad aderire. Il tema principale rimane sempre quello di far conoscere ad un numero maggiore di persone che temporalmente o abitualmente abitano Bologna questo polmone verde per la città. Altri gruppi e associazioni invitano il comitato a partecipare alle loro iniziative, così si può diffondere la conoscenza.

In questo anno di attività si è constatato che ancora moltissime persone non conoscono il territorio ora in pericolo. La diffusione delle notizie è resa sempre più difficile, non solo per un’evidente difficoltà delle persone a seguire le tante vicende politiche della città, ma soprattutto per la scarsa e mirata comunicazione pubblica che si fa dei fatti politici ed amministrativi.

Angela Pascucci: una storia di passione profonda, lotta e progetti comuni

di Mauro Chiodarelli

Questa notte se n’è andata Angela Pascucci. L’ho conosciuta personalmente solo pochi anni fa; prima era per me solo una delle mitiche firma del mio giornale, Il manifesto. All’inizio forse era un po’ diffidente verso questi pazzi bolognesi che non solo volevano salvare il giornale, ma volevano farne una nuova e più avanzata forma cooperativa. Poi le riserve si sono sciolte ed è stato amore profondo, lotta e progetti comuni.

Angela era una tenace ed allegra combattente. Anche quando la malattia incominciò a tormentarla non si lasciò abbattere. Poi un po’ per necessità, un po’ forse per pudore, ha continuato il suo calvario circondata da chi le era più vicino. Di fronte alla sofferenza divento incerto; così chiedevo notizie della sua salute agli compagni comuni e le scrivevo solo di tanto in tanto, più che altro per ricordarle che c’ero, che c’eravamo, che le volevamo bene.

Ho anche vagheggiato una marcia su Roma, carichi di tortellini, tagliatelle, mortadella per un’azione ricostituente naturale, ma è rimasta solo una fantasia. Mi mancherai, ci mancherai, Angela. Grazie. Che la terra ti sia lieve.

L’agorà del “Manifesto in rete”

L'associazione il manifesto in rete

di Silvia Napoli

Diceva De Andrè che dai Diamanti non nasce niente: allora, si potrebbe chiosare, negli scarti, nei materiali di detrito di questa tornata elettorale, potrebbero però trovarsi anche perle di saggezza da coltivare nel dibattito pubblico. Da una lunga vicenda di ricorrenti crisi economico-organizzative riguardanti un’area di pensiero orientata ma non dogmatica, curiosa ed “esperta” che pratica in qualche modo l’ecologia mentale e fa riferimento al giornale più blasonato e longevo delle nuove sinistre nostrane e non solo, nasce l’Associazione il Manifesto in rete.

Una associazione ben determinata a produrre pensiero non inquinato da tatticismi di varia natura e fecondo di nuovi stimoli critici assertivi e potenzialmente aggreganti. Praticare il rigore intellettuale e insieme il massimo di apertura nella ricezione dei contributi di tanti è in qualche modo impresa eroica, uno sporco lavoro assolutamente necessario e da compiersi con classe e pazienza certosina.

Cosi, non ci meravigliamo se all’indomani delle tanto attese e temute elezioni politiche 2018, largamente prevedibili negli esiti delle urne, molto meno nelle alchimie governative tutte da definirsi, è proprio il nostro capitano coraggioso Manifesto in rete, ad assumersi l’onere di convocare a Bologna un incontro dal titolo vagamente catastrofista: sinistra anno zero.