Regionalismo in pezzi

di Massimo Villone   Ci voleva la crisi da coronavirus per chiarire come un paese diviso e troppo diseguale sia comunque fragile. Si teme il collasso della sanità di eccellenza delle tre regioni più colpite – Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna – che potrebbero non reggere a un ulteriore incremento della domanda di ricoveri ospedalieri. E la […]

Dall’incontro sul referendum costituzionale (22/02/20, Sala del Quartiere San Donato, Bologna)

di Paola Urbinati Gli italiani saranno chiamati al voto per il Referendum Costituzionale relativo alla riduzione del numero dei Parlamentari, in una data diversa dal 29 marzo, a causa dell’infezione da Corona virus. Di ciò si è discusso nell’assemblea che si è tenuta sabato 22 febbraio, presso la Sala del Quartiere San Donato a Bologna, […]

A lezione di futuro dal vecchio Macaluso

di Roberto Saviano Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di ascoltare un grandissimo pezzo di giornalismo, una vera testimonianza. A Propaganda Live ho ascoltato la voce di Emanuele Macaluso (quasi novantasei anni di vita) accompagnata dalle domande di Diego Bianchi. È stata un’esperienza alta, piena di freschezza e ottimismo nel futuro: la speranza nel […]

Quei volontari che fanno l’Italia

di Chiara Saraceno I promotori della mobilitazione delle Sardine hanno l’indubbio merito di essere riusciti – in un contesto politico apparentemente segnato da rassegnazione – a portare in piazza (e a votare, almeno in Emilia-Romagna) migliaia di persone in nome di una politica non fondata sull’odio e l’esclusione del diverso. Ma non va ignorato che […]

Referendum, la posta in gioco è l’assetto costituzionale

di Massimo Villone La Corte costituzionale decide sull’ammissibilità del referendum elettorale, ispirato da Calderoli, per un maggioritario di collegio uninominale a turno unico first pass the post. Secondo una consolidata giurisprudenza, il quesito dovrebbe essere considerato inammissibile. Lo argomenta bene Azzariti su queste pagine. Non c’è modo, quale che sia il trucco – deleghe o […]

Italia anni Settanta: se si trattò di complotto, l’origine fu nelle nostre tare

di Adriano Prosperi «Durante il caso Moro ho avuto la certezza di essere dentro un complotto di cui era impossibile arrivare a capo, di cui non sarei mai riuscito a capire nulla»: con queste parole Cesare Garboli spiegò quale fosse lo stato d’animo che lo aveva spinto a lasciare per sempre Roma e a rifugiarsi […]

Kepler452: il sistema solare tra ambiente, arte e vita

di Silvia Napoli

Una volta conoscevamo a stento l’esistenza di questo piccolo lontano pianeta speculare al globo terrestre che risponde a un nome fantaevocativo quale Kepler452. Poi abbiamo cominciato nel corso di questi ultimi anni a familiarizzare con i suoi immaginifici, giovani abitanti, tanto radicali da imbarcarsi nell’impresa di fare teatro e cercare di coinvolgere i loro coetanei in questa grande passione cognitiva. Intanto loro diventavano un agente aggregante anche per la riflessione critico-organizzativa che i lavori performativi calati per definizione prepotentemente tra ambiente, arte e vita, richiamano naturalmente.

Ecco formarsi una sorta di galassia di pensieri ed energie comprendente uno staff organico e parallelo al gruppo originario autorinnovatosi con la Rivoluzione permanente delle avanguardie. Avanguardie, a loro volta, portatrici di un festival aperto alla penisola intera ma benissimo radicato in città, fin dentro ogni habitat possibile, persino casalingo, con una vocazione ormai biologica al mix di linguaggi.

Si fa teatro con i dj set e con le suggestioni da installazione, tratteggiando infine una rappresentazione generazionale abbastanza distante dal racconto mainstream di giovani sdraiati o in fuga perenne dalla storia, dalla politica, da sé stessi. Un collettivo dunque molto aperto, senza la retorica del collettivo d’antan e consapevole del fatto che un buon lavoro di squadra si fa partendo dalla scoperta e valorizzazione delle singole personalità.
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“Black Panther”: un film politico da cui si originano molteplici letture

di Michele Marchioro

Di recente si è aperto un ampio dibattito, seguito subito da numerosi apprezzamenti critici, sul film Black Panther prodotto dalla Marvel e uscito a inizio 2018. Primo film su un supereroe nero, è stato pubblicizzato e presentato al grande pubblico come un’opera politica e educativa che intendeva finalmente prendere le parti degli afroamericani e porre rimedio all’emarginazione dei neri a Hollywood.

Molta critica ha espresso soddisfazione per il grande risultato dell’identità nera, spesso presagendo un radioso avvenire di liberazione e uguaglianza delle razze; ci sembra però che la realtà sia molto differente e, se la pubblicità è per natura iperbolica, la critica dovrebbe essere molto più attenta e parsimoniosa nei giudizi – laddove, si dà per scontato, non agisca in malafede come del resto spesso avviene. Sotto l’aspetto politico, su cui andremo a concentrarci, il film è un’operazione fra le più interessanti della Marvel e si presta a una molteplicità di letture che travalicano il giudizio estetico per invadere, come sempre ma qua particolarmente, il campo del sociale.

Supereroi e superuomini

Bisogna premettere un vizio di fondo che rovina la maggior parte dei film di supereroi: costruiti su un’opposizione manichea fra una parte buona e una cattiva, che sono separate da un divario abissale e incolmabile, obbligano lo spettatore a scegliere e parteggiare per il bene.
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Abbiamo bisogno dell’Europa?

di Guido Viale

Sì. Abbiamo bisogno dell’Europa. E anche dell’Unione Europea: del suo Parlamento imbelle e perciò impotente; della sua Commissione dai culi di pietra; del suo Consiglio che la dilania inseguendo non “l’interesse nazionale” (che cos’è?) di ogni Stato membro, ma il tornaconto elettorale dei rispettivi governi; della sua Banca Centrale che coordina attività e interessi della finanza mondiale che ci governa tutti; e persino dei banditi che si annidano nell’Eurogruppo. Non saranno queste istituzioni a cambiare le politiche dell’Unione, ma è necessario averla come controparte unica per creare un movimento di respiro continentale capace di imporle, con lotte, mobilitazioni e le più diverse iniziative locali, ma anche con un programma unitario, radicali cambi di rotta.

È quello che avrebbe potuto fare Tsipras, proponendo il governo greco come motore e riferimento di una mobilitazione generale contro l’austerità in tutti i paesi europei: una scelta rischiosa, che ha voluto evitare, imponendo però al suo paese rischi anche maggiori. Una scelta che Podemos non sembra voler fare con decisione, e che è l’esatto opposto di quelle adottate dal nostro governo, che finge di combattere l’austerità cercando alleanze tra governi reazionari, razzisti e complici degli assetti costituiti.
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Rita Segato: “Il problema della violenza sessuale è politico, non morale”

di Mariana Carbajal, traduzione italiana di Miguel Mellino per il sito Decoknow

Secondo l’antropologa Rita Segato, la rappresentazione della violenza sessuale sui media comporta molti pericoli, primo tra tutti quello di de-politicizzare il cambiamento che sta avvenendo nella struttura del patriarcato.

Come interpreti ciò che sta accadendo dopo la denuncia di Thelma Fardin?

Credo sia fondamentale vincolarlo con quanto è accaduto due settimane fa con la sentenza sul femminicidio di Lucia Perez, in cui un tribunale dichiarava che non vi era stato alcun rapporto di potere tra due uomini adulti che hanno fornito della droga a un’adolescente. La società che si è scandalizzata perché un’altra adolescente, della stessa età di Lucia, è stata violentata da un uomo adulto e con più potere, sta dicendo a quei giudici di Mar del Plata che si sono sbagliati e che hanno tradito le attese della società in rapporto alla giustizia. Mi sembra particolarmente importante mettere in rapporto questi due fatti. In secondo luogo, stiamo vedendo che la società argentina viene costantemente avvertita riguardo tali questioni, è divenuta sempre più sensibile nei confronti delle aggressioni, delle molestie e delle diverse forme di abuso di genere, e questa è una buona notizia.
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