Caro sindaco, a Bologna non mescoliamo la musica con l’alcol

di Alice Facchini

Caro sindaco, chissà dove passava le serate lei quando aveva 27 anni, l’età che ho io oggi. Nel 1982, quando lei aveva 27 anni, nei cinema veniva trasmesso Blade Runner e veniva coniata per la prima volta la moneta da 500 lire. Il Bologna era retrocesso in serie B e alla trattoria Vito Guccini si trovava a bere un bicchiere di vino con Lucio Dalla, incontrando musicisti emergenti della scena bolognese.

Chissà lei dove si incontrava con i suoi amici, chissà se preferiva stare in centro o girare in macchina sui colli, chissà se faceva parte di qualche gruppo politico o associazione. Oggi, nel 2017, sono io ad avere 27 anni, e la sera mi piace godermi la mia meravigliosa città nelle poche ore che mi permettono di fare una passeggiata senza morire di caldo. Mi piace guardare le torri da sotto, dal punto in cui sembra che mi cadano addosso, mi piace infilarmi nei vicoletti del Ghetto ebraico e poi mi piace sedermi in una piazza con i miei amici a chiacchierare e a cantare.

Giovedì scorso è entrata in vigore una nuova ordinanza che coinvolge l’area di piazza San Francesco e che vieta di consumare bevande alcoliche o bevande in lattine o vetro dalle ore 17 alle 6 del giorno dopo. In più, è vietato suonare qualsiasi strumento musicale. Quella piazza è un luogo speciale di Bologna, un cuore pulsante, lì c’è un potenziale creativo forte che non va limitato.
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Bologna, la follia al governo: testa-coda in Piazza San Francesco

di Fausto Tomei, consigliere Quartiere Porto-Saragozza

Uno dei nuovi arredi di Piazza San Francesco è stato colpito (e rattoppato in modo orribile) da un’auto che ha fatto un testa coda. Ora, è possibile fare un testa coda (e non vedersi ritirata a vita la patente) in un’area ad ‘alta pedonalità’? È possibile che a lavori finiti non sia stata ancora fatta la delibera che ne sancisce la semi-pedonalità, i 10 km/h, chi può entrare o meno nella piazza, le telecamere di controllo?

È possibile che non siano state organizzate le necessarie cure e pulizie di Hera sui nuovi arredi, come avviene nelle altre piazze del centro storico? Arredi che ricordo a tutti non hanno un fine estetico (la meraviglia della basilica è più che sufficiente a questo), ma urbanistico: aprire il sagrato che prima era assediato dalle macchine, stringere l’area carrabile, evidenziare che la piazza è uno spazio aperto in cui nessuno è padrone della strada, ma tutti sono ospiti: pedoni, ciclisti, mezzi dei residenti.

Chi vuole fare fallire questo progetto nell’incuria e nei ritardi? Perché io mi sono un poco rotto le scatole che qualcuno giochi a far saltare un progetto che ha richiesto anni, che è costato anche troppo e che rivendico con forza, avendoci lavorato in prima persona.
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Bologna a tre piazze: le voci di chi vive, lavora e usa questa parte della città

Piazza Grande di febbraio 2013di Leonardo Tancredi

Questo pomeriggio, 11 febbraio alle ore 18.00, al Bar De’ Marchi (piazza San Francesco 4) sarà presentato il numero di febbraio di Piazza Grande è dedicato a tre piazze del centro storico di Bologna. Piazza Aldrovandi, piazza San Francesco, piazza Malpighi sono oggetto del reportage Bologna a tre piazze realizzato dai partecipanti al Laboratorio di giornalismo sociale di Piazza Grande. Questi luoghi della città saranno oggetto di futuri interventi urbanistici del Comune; la redazione del giornale di strada ha collaborato con l’Urban Center di Bologna alla raccolta delle voci di chi vive, lavora e usa questa parte della città. Il materiale video a fotografico prodotto per il reportage sarà disponibile anche sulle pagine del sito e Facebook di Piazza Grande e dell’Urban Center.

“Sappiamo che la città è molto più del suo centro – hanno detto gli assessori Patrizia Gabellini e Andrea Colombo – ma anche che dal centro è necessario partire per migliorare Bologna nel suo insieme. Il piano intende riqualificare il centro della città e creare le condizioni che lo rendano più sicuro, confortevole e piacevole per chi vi risiede, vi lavora o vi accede temporaneamente”.

Ognuna delle piazze ha mostrato proprie specificità e elementi critici, con un tratto comune. Il mercato è il cuore di piazza Aldrovandi, il centro di un melting pot di culture e generazioni. “Frequentiamo la piazza da vent’anni- dice una cliente del mercato – è un punto di ritrovo fondamentale. Negli anni, però, è aumentata l’insicurezza. Sotto al portico, la sera, spesso i ragazzi fanno rumore al bar o scrivono sui muri”.
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