Caso “Rousseau”, impiccalo più in alto

di Vincenzo Vita Lo scorso 4 aprile il Garante per la protezione dei dati personali, l’autorità presieduta da Antonello Soro, ha comminato una sanzione di 50.000 euro all’Associazione Rousseau (il cui legale rappresentante è Davide Casaleggio), quale responsabile del trattamento svolto sulla omonima piattaforma. Quest’ultima, come è noto, costituisce il tessuto nervoso del Mov5Stelle. Anzi, […]

Se Lenin incontrasse Casaleggio: il partito digitale oltre i limiti dei 5 Stelle

di Paolo Gerbaudo

Il successo registrato dal Movimento 5 Stelle nelle ultime elezioni politiche, in cui è divenuto il primo partito italiano e a seguito delle quali potrebbe infine andare al governo in alleanza con la Lega Nord, ha scatenato un intenso dibattito sul destino della forma-partito nell’era digitale. Secondo gli attivisti dei 5 Stelle – che continuano a insistere che non si tratta di un partito ma di un “movimento” – la loro struttura organizzativa, che si incentra sull’utilizzo della piattaforma partecipativa Rousseau, il cui nome di battesimo fa riferimento al famoso filosofo ginevrino, costituisce un cambiamento di portata rivoluzionaria destinato a imporsi sulla scena politica in Italia e altri paesi. Secondo i critici siamo invece di fronte a uno specchietto per le allodole dietro, a una pseudo-democrazia ben peggiore della democrazia tradizionale. Dove sta la verità?

Come sostengo nell’ebook Il Partito Piattaforma, recentemente pubblicato dalla Fondazione Feltrinelli, se vogliamo veramente capire il significato del Movimento 5 Stelle e il modo in cui manifesta la trasformazione della società e della politica nell’era delle piattaforme digitali come Facebook, Instagram e AirBnB, bisogna sfuggire alla classica tentazione di fare di tutta l’erba un fascio; ovvero di considerare i problemi pratici manifestati nell’applicazione di un certo modello organizzativo come prova definitiva della sua insufficienza.

Questa tentazione è tanto più forte dopo la recente virata a destra dei pentastellati, a partire dall’adozione di una retorica anti-immigrati, per finire con il recente negoziato per la formazione di un governo con la Lega Nord di Salvini, una delle formazioni più xenofobe e reazionarie del vecchio continente.
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