Libertà per Muntaser Ibrahim, libertà per tutti i prigionieri politici sudanesi

del Comitato europeo di solidarietà con il popolo sudanese Noi, cittadini, intellettuali e democratici in Italia e in Europa, esprimiamo la nostra più viva preoccupazione per l’arresto di Muntaser Ibrahim da parte delle autorità del governo islamista sudanese guidato dal Generale Omar al-Bashir, giunto al potere con un golpe nel 1989. Muntaser Ibrahim è un […]

Campi “nomadi” e la questione “zingara”

di Dimitris Argiropoulos

La visibilità della popolazione rom in situazione abitativa di campo “nomadi”, e le conseguenti considerazioni, dipende dalla repressione, in tutte le sue forme, che riceve. Si parla e si scrive di loro, “gli zingari”, ogni volta che rientrano nelle “preoccupazioni” di chi parlando di altre cose e portando avanti altri interessi, indica gli “zingari” come una criticità incancrenita, perenne e da “risolvere” con mezzi drastici e con l’uso di una certa violenza. Una violenza alla quale siamo “costretti”, vista l’impossibilità di risolvere la loro immodificabilità e adeguamento sociale.

Il campo “nomadi” di per sé è violenza. La sua istituzionalizzazione e permanenza è violenza. Si tratta di una particolare ed esclusiva abitazione pubblica che genera esclusione, stigma, separazione, povertà relazionale, razzismo e razzismo istituzionale differenzialista. Il campo “nomadi” in tutte le sue forme rappresenta l’apartheid destinato agli “zingari”, divide e disgiunge persone, famiglie e comunità rom dalle comunità e società circostanti.

Scompone e spezza relazioni, possibilità e opportunità di chi ne è collocato, cristallizzando in forme folcloristiche chi, per appartenenza, è indentificato come nomade. Il binomio Zingaro uguale Nomade ha impostato, guidando, le politiche e le politiche sociali per decenni. L’Italia è il Paese dei campi, e con questa caratterizzazione è indentificata a livello internazionale ogni volta che si approcci alla questione “zingara”. Ovviamente si tratta di una caratterizzazione piena di aporie, stupore e in netta contrapposizione con i processi di deistituzionalizzazione, come per esempio quelli avuti luogo in ambito psichiatrico e con le disabilità e che, all’estero (forse più dell’Italia), si conoscono, si studiano e si ripropongono.
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Il collasso della democrazia in Turchia e la persecuzione (anche) degli avvocati

Colpo di Stato in Turchia
Colpo di Stato in Turchia

di Barbara Spinelli e Sergio Palombarini

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna nell’ultimo anno ha osservato con particolare attenzione e preoccupazione i crescenti attacchi all’avvocatura in Turchia. Già nel dicembre 2015 con la circolare n. 93/2015, immediatamente diffusa, il Consiglio aveva espresso la propria solidarietà per l’omicidio del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Diyarbakir, Tahir ElÇi.

Nel gennaio 2016 aveva rinnovato la propria attenzione a ruolo dell’avvocatura nel contesto della lotta al terrorismo, mediante l’apertura del convegno del 22 gennaio 2016 in cui è intervenuto, tra gli altri, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Istanbul.

Successivamente, nel maggio 2015, con la circolare n 70/2016, il Consiglio dell’Ordine ha dimostrato la propria solidarietà nei confronti dei colleghi arrestati, decidendo infine di manifestare più concretamente la propria attenzione, attraverso l’invio, all’udienza del 22 giugno 2016, del consigliere avv. Sergio Palombarini in veste di osservatore internazionale, in delegazione insieme alla collega Barbara Spinelli del foro di Bologna, anch’ella osservatrice internazionale per conto dei Giuristi Democratici e della associazione ELDH (European Lawyers for Democracy and Human Rights).
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Libertà e (di)versi: due poesie (e una petizione urgente) per Mohamed al Ajami

Mohamed al Ajamidi Lance Henson e Sandro Sardella

In rete circola questa petizione (di Pina) da sottoscrivere: «Cari amici e care amiche,
vi contatto pregandovi di firmare una petizione urgente per la scarcerazione del poeta Mohamed Al-Ajami del Qatar, condannato all’ergastolo circa un mese fa per avere recitato una poesia inneggiante alle Primavere Arabe. Diffondete se potete, l’appello contro Al-Ajami sarà il 30 dicembre. La petizione sarà trasmessa a 5 ambasciate del Qatar, contribuendo così alla pressione internazionale per il suo rilascio.

http://act.rootsaction.org/o/6503/t/0/blastContent.jsp?email_blast_KEY=136398 oppure http://act.rootsaction.org/p/dia/action/public/?action_KEY=7041».

For the evolutionaries

old in their voices
carrying a terrible chrystal they have never known
among the scattered bones of a dream
they reach for the worlds nameless representations of itself
mohammed… in a cell in qatar
in this world of blood and sand what journeying led you here
the necessary life of a poet your calling
upon a field where all things written in human words
are the sum of one tale
we salute you… Leggi di più a proposito di Libertà e (di)versi: due poesie (e una petizione urgente) per Mohamed al Ajami

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