Angela Pascucci: una storia di passione profonda, lotta e progetti comuni

di Mauro Chiodarelli Questa notte se n’è andata Angela Pascucci. L’ho conosciuta personalmente solo pochi anni fa; prima era per me solo una delle mitiche firma del mio giornale, Il manifesto. All’inizio forse era un po’ diffidente verso questi pazzi bolognesi che non solo volevano salvare il giornale, ma volevano farne una nuova e più […]

Il futuro del Manifesto: leggere il mondo andando oltre gli aggettivi di sinistra

Salviamo il manifestodi Gabriele Polo

La lettura e il racconto del mondo del manifesto non può essere un insieme di fatti separati e assemblati l’uno di fianco all’altro. L’internazionale non può essere ridotto a geopolitica, il capitalismo all’economia, il lavoro al sindacato, il potere alle istituzioni e/o organizzazioni politiche, la cultura a un insieme di mostre, libri, film, ecc; ciascuna persona e ciascun «genere» incasellati in specialismi, rubriche, spazi bloccati; tutti a rincorrere avvenimenti e notizie che altri pubblicano più velocemente e più diffusamente di noi, in una concorrenza al ribasso, diventandoformato mignon di altri giornali. Due grandi crisi-trasformazioni dovrebbero essere messi al centro: il capitalismo e la democrazia rappresentativa, due «entità» le cui crisi si intrecciano e condizionano.

La crisi «nel» capitalismo è anche la crisi del sistema, perché se il capitalismo consuma e mangia se stesso per riprodursi, è anche vero che non può ripresentarsi nella sua forma passata. La crisi economica ha una portata epocale e determinerà cambiamenti rilevanti: il gonfiamento della finanza oltre ogni sopportabile limite e lo squilibrio dei consumi stanno provocando una strage che una ristretta cerchia di oligarchi concepisce come una sorta di «pulizia economica» per un nuovo «sviluppo» dei profitti basato sulla riduzione del lavoro a pura merce. Poiché non tutti la pagano allo stesso modo, poiché questo ridefinisce poteri e possibilità, poiché le ricette (salassi) non derivano da un presunto e incontestabile stato di natura (la stessa «filosofia» con cui è stato descritto il liberismo), c’è un bel po’ di cose da indagare e un gran campo di battaglia su cui combattere, dalle politiche keynesiane all’elaborazione di nuove pratiche anti-capitalistiche.
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