Bologna: domande e risposte sul passante di mezzo

Domanda: che cosa recepisce l’accordo fra governo, Regione e Comune di Bologna delle proposte de L’ALTRA Emilia Romagna presentate nel convegno di un anno fa?

Risposta: in attesa che l’accordo sia presentato e illustrato nenie sedi istituzionali, per quel che se ne sa viene ripresa la constatazione che il Passante Nord, nel sue diverse variazioni serpeggianti per la pianura bolognese, non avrebbe sostanzialmente diminuito il traffico che attraversa l’insediamento urbano, creando invece gravi danni all’agricoltura, alla rete idrica de al paesaggio.

Si accetta quindi sostanzialmente la contro-proposta formulata più di quindici anni fa dai Comitati per l’alternativa e dalle associazioni ambientaliste: l’aggiornamento delle previsioni del Piano e l’esperienza dimostrano che è possibile contenere i flussi di traffico nella sede dell’attuale Tangenziale ed entro le aree di proprietà demaniale del Comune di Bologna.
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Bologna: sul Passante Nord si dica la verità

Tracciato del passante nord
Tracciato del passante nord

di Sergio Caserta

Qualche dato per comprendere di cosa stiamo parlando lo fornisce l’AISCAT l’associazione delle società di gestione delle autostrade italiane, sono i dati di traffico sulla rete bolognese, pubblicati nel suo bollettino ufficiale, quindi non dal comitato contro il passante nord, in tre anni diversi.

Come si evince i dati del primo trimestre del 2015, ancorché in lievissima ripresa sull’anno precedente sono di gran lunga inferiori sia di quelli del 2006 antecedente la crisi, incredibilmente ancor di più del 2010 anno di piena crisi economica. Da questi semplici elementi, noti a tutti, nasce la considerazione, più che fondata, che il progetto di Passante Nord (su cui abbiamo pubblicato anche una graphic novel esplicativa) se mai avesse avuto ragion d’essere in una dinamica socio economica del tutto diversa vent’anni e più or sono, non ce l’ha per nulla oggi che ci misuriamo con enormi problemi di crisi ed esigenze ambientali e di risparmio energetico di carattere epocale.
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Finisce qui la lunga triste storia del Passante di Bologna? Speriamo di sì

Tracciato passante norddi Luigi Rambelli, portavoce di Europaviva21

Certo che sulla telenovela del Passante Nord di Bologna non mancano le sorprese. Si tratta di una lunga storia: l’opera non era prevista dalla programmazione regionale delle infrastrutture. Infatti fin da prima della istituzione della Regione avvenuta nel 1970 il Comitato Regionale della Programmazione (CRPE) aveva scelto di sviluppare collegamenti che alleggerissero il nodo bolognese.

Con la “trasversale di pianura” (opera rimasta incompiuta) ci si preoccupava piuttosto dei collegamenti fra la Romagna e l’area della pianura bolognese, modenese e reggiana a metà strada fra la via Emilia e il Po in una logica che prefigurava una rete e non una centralizzazione soffocante sull’area bolognese. Poi con l’apparire della crisi di risorse si optò per un’autostrada rincorrendo accordi di concessione diretta alla società autostrade con le solite contropartite (aumento dei pedaggi, delle installazioni commerciali e della durata delle concessioni.

Ma la spinta delle forze economiche e politiche dell’area bolognese premeva per l’abbandono della logica della rete per rendere ineludibile il passaggio per il nodo del capoluogo già pesantemente congestionato non tanto dagli attraversamenti quanto dagli insediamenti a raggiera. In verità non mancano le testimonianze che indicarono come la Regione Emilia Romagna fin dall’inizio avesse inizialmente scelto un potenziamento in sede presentando un progetto in tal senso.
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Bologna, ancora sul Passante Nord: parte da Castenaso la lotta dura

Passante nord, l'assemblea del 15 ottobre 2015
Passante nord, l'assemblea del 15 ottobre 2015
di Sandro Nanetti

Malati di ideologia e affetti da cronica sindrome di nimby, così li descrivono i media, riempiono fino all’inverosimile lo storico Cinema Teatro Italia di Castenaso che si rivela ben presto incapace di contenere tutti. La serata del 21 ottobre è un’occasione speciale. Si parla di Passante nord e sono in tanti perché, a differenza del passato, questa grande opera non è più un ipotetico progetto ma si profila come la realizzazione che castrerà il paesaggio, segherà poderi, passerà sopra o accanto ad abitazioni costruite con sacrifici dai genitori per vivere nella tranquillità della campagna, segnerà il capolinea per alcune aziende agricole.

Nel corso degli anni abbiamo assistito a tante riunioni come questa, a Bologna e nei paesi della cintura interessati dall’opera. La novità è che questa volta l’organizzatore e gran cerimoniere è il Sindaco Stefano Sermenghi che indossa a tratti i panni del capopopolo, a tratti quelli dell’imbonitore, e domina la serata lasciando il ruolo di pallidi comprimari a tutti coloro che si alternano al microfono secondo la regia da lui voluta.

Non gli fanno certo ombra il Ministro Del Rio, gli Assessori Colombo e Donini, la consigliera metropolitana con delega alla mobilità Priolo. Tutti invitati, tutti assenti e sostituiti sul palco da altrettante sagome a grandezza naturale. Per la verità in seconda serata arriverà Irene Priolo alla quale tutti danno atto di metterci la faccia nell’esporre le ragioni del “forse” in un ambiente in cui, almeno apparentemente, tutti sono per il “no”.
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Bologna, Passante Nord: cronaca di un faccia a faccia (con vari assenti)

Tracciato passante norddalla pagina Facebook Il territorio di Calderara di Reno

Castenaso, Cine Italia: 20,30 tutti i posti a sedere già occupati, poi arriva tanta altra gente che si schiera in piedi sui lati o siede terra sul tappeto rosso, più di 300 persone murate e qualche altro ha dovuto restare fuori. Alle 21, puntualissimo il sindaco Sermenghi abile intrattenitore dà il via. Sono presenti sul palco le sagome dei politici invitati: il ministro Delrio che sta arrivando in bici, l’assessore ai trasporti della Regione Raffaele Donini e l’Assessore di Bologna Andrea Colombo, giustificati con impegni, e Irene Priolo, delegata Territorio e Trasporti della Città Metropolitana, che ha promesso di arrivare in ritardo e poi arriverà, con stile. Nell’atrio e in diapositiva è presentato l’arcobaleno dei tracciati che serpeggiano nella pianura, compreso quello recentemente presentato da Autostrade che si avvicina a quello più ampio, originario introdotto vent’anni fa dal Piano Territoriale della Provincia.

Il sindaco Sermenghi, applauditissimo, preannuncia che, con l’accordo di tutto il consiglio, maggioranza e opposizione, revocherà il Piano Strutturale Comunale e ne adotterà uno nuovo senza il tracciato del Passante Nord. Promette ulteriori iniziative pubbliche e anche a Bologna. Segue l’illustrazione della proposta di Autostrade (Passante a 4 corsie più banalizzazione della Tangenziale) che, in assenza di un tecnico progettista è fatta da Ghini del “Comitato per l’Alternativa”. Seguono interventi a richiesta delle associazioni di agricoltori e di Legambiente che illustrano il danno economico e sociale del Passante e di esponenti locali del Movimento 5 Stelle e della minoranza consiliare contrari alla proposta delle Autostrade.
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Bologna, Passante Nord: i sei progetti per evitare uno scempio

La graphic novel del Passante Nord


La graphic novel sul Passante nord di Antonio Bonomi

di Antonio Bonomi

Ora sono presenti, se ricordo esattamente, almeno sei idee-progetto per evitare lo scempio della pianura bolognese minacciato dal Passante Nord e dalle cave per erigere il rilevato che lo sopporterà. Tutte sono realizzabili senza espropri in quanto la tangenziale è demanio indisponibile del Comune di Bologna, concesso in uso all’ANAS e alla Società Autostrade. La concessione può essere revocata e sottoposta all’esecuzione di un nuovo progetto di ristrutturazione delle opere stradali, senza espropri o compensi, basta volerlo.
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Bologna, il bubbone del Passante Nord: per fare affari si impoverisce il territorio

Tracciato passante norddell’Altra Emilia Romagna

Visto il documento con cui Legambiente Emilia-Romagna ha posto alcune domande al presidente Bonacccini sul passante autostradale nord, l’Altra Emilia Romagna formula una serie di considerazioni:

  • 1. condivide i dubbi e le contrarietà a quest’opera che devasterebbe il territorio della Pianura Bolognese e in particolare si oppone all’Accordo sottoscritto dalla Regione Emilia Romagna, Provincia e Comune di Bologna nel luglio 2014 che impegna gli Enti Locali alla realizzazione del Passante Autostradale Nord, alle condizioni stipulate che impongono oneri economici ed ambientali elevati alla nostra Comunità mentre i benefici sono stati ritenuti insufficienti dalla stessa società Autostrade per l’Italia;
  • 2. chiede, che sia avviata una procedura di valutazione che esamini tutte le idee alternative proposte a suo tempo e quelle nel frattempo pubblicate per la ristrutturazione della Tangenziale in sede o che possano essere ulteriormente presentate, affidando l’istruttoria a una consulta tecnica indipendente e convalidata da un processo partecipato fra i cittadini ai sensi della LEGGE REGIONALE 09/02/2010, n. 3 – NORME PER LA DEFINIZIONE, RIORDINO E PROMOZIONE DELLE PROCEDURE DI CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE ALLA ELABORAZIONE DELLE POLITICHE REGIONALI E LOCALI;

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Bologna: il Corriere della Sera censura la posizione di Legambiente sul Passante nord

di Legambiente

La redazione bolognese di RCS (Rizzoli Corriere della Sera) ha rifiutato la pubblicazione a pagamento sul Corriere della Sera della posizione ufficiale di Legambiente sul Passante Autostradale Nord.

La pubblicazione a pagamento era già stata concordata e prevista per domenica 7 giugno, ma la redazione del Corriere della Sera ha fatto comunicare all’ultima ora il suo diniego senza sentirsi in dovere di motivarlo e senza nessuna richiesta di modifica al testo.

Nessuna motivazione è stata fornita per questa decisione che costituisce una esplicita censura di una posizione ragionata e fondata su ricerche puntuali che è stata espressa in un documento e dai toni più che corretti.
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Bologna, ancora sul passante nord: il tempo stringe

Passante nord, proposta alternativa
Passante nord, proposta alternativa
di Sandro Nanetti

13 aprile: il Comitato per l’alternativa al passante Nord ha organizzato un convegno per fare il punto su “Consumo di suolo e infrastrutture”. È un’iniziativa che si aggiunge alle tante assemblee pubbliche che, da dodici anni a questa parte, sono convocate dai due promotori, Gianni Galli e Severino Ghini, nei diversi comuni della cintura bolognese interessati dalla nuova autostrada progettata, per l’appunto, dodici anni or sono.

Il disegno del percorso ha subito alcune modifiche nel tempo in funzione delle valutazioni negative che sono state via via espresse dall’Unione Europea o dalle amministrazioni locali coinvolte. L’ultimo tracciato, oggetto di un accordo datato luglio 2014, tra l’allora Ministro Lupi ed esponenti di primo piano di comune, provincia e regione, si snoda per meno di quaranta chilometri ed è quindi più corto del passante originario ma più lungo del cosiddetto “passantino”. E comunque neppure quest’ultima variante riscuote il consenso di un variegato schieramento di forze che in questa occasione si sono ritrovate per ribadire le ragioni di un no.

Erano presenti i rappresentanti di tutte le espressioni associative del mondo dell’agricoltura e anche il presidente regionale di Legambiente. C’è stata anche l’autorevole partecipazione di Mario Catania, oggi parlamentare di Scelta Civica, che fu Ministro dell’Agricoltura nel governo Monti. I dati che ha esposto sono eloquenti: nel 1971 l’Italia poteva contare su 18 milioni di ettari di terreno coltivato.
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