Matera 2019: niente paura se il paesaggio diventa luogo di scontro

di Michele Fumagallo L’inaugurazione di un complesso museale contadino nei Sassi è stata l’occasione per interrogarsi sul destino culturale e turistico della città. È stato aperto al pubblico nel Sasso Caveoso il “Vicinato a pozzo”, un pezzo di quel famoso museo demo antropologico di cui si parlo’ tanti anni fa (fu coinvolta Gae Aulenti) e […]

L’autonomia devasta paesaggi e beni culturali

di Salvatore Settis Pur di devastare impunemente paesaggio e patrimonio culturale, la Lega nordista cerca ispirazione nel già vituperato Sud. E infatti le richieste di “autonomia” avanzate da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna (nella quale ultima le istanze leghiste sono targate Pd) ricalcano l’autonomia speciale di cui gode la Regione Sicilia. Il 16 maggio le […]

Italia.zip: test di comprensione e di compressione del Belpaese

di Sergio Caserta

Scorrendo le pagine di Italia.zip, il libro di Mario Conte e Pierluigi Senatore, sono tornato con la mente ai viaggi settimanali da pendolare che facevo da Bologna a Napoli e ritorno, quando trasferito per lavoro nella capitale felsinea, all’inizio degli anni novanta, prima di restarci a vivere definitivamente con famiglia, attraversavo il Paese, nella condizione di sospensione e di spaesamento di coloro che non sono ancora emigrati e comunque si confrontano con due realtà alquanto diverse del Sud e del Centro Nord.

Il treno è la più significativa metafora del cambiamento, molto più dell’auto, ti porta in viaggio in lunghe distanze consentendoti di guardare il panorama, l’alternarsi di città e campagne, le fabbriche, i fiumi, le strade, le valli, ti permette di osservare i compagni di viaggio, di comprendere abitudini, da pendolare di stringere conoscenze, confrontare esperienze, apprendere e trasmettere conoscenze.

Per il pendolare che si sposta per lavoro ad una certa distanza, il treno è un modo di viaggio che serve ad attutire la lacerazione dolorosa del cambiamento di abitudini e i necessari adattamenti: sai di far parte di un popolo che si sposta per le tue stesse ragioni. Il libro è una ricerca stimolante, condotta dal confronto dei due autori, di differenze e similitudini tra Nord e Sud in questo nostro particolare paese, da tempo in crisi e cosi pieno di contraddittorie virtù e sovrapposti eterni vizi.
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Patrimonio culturale e paesaggio: programma minimo per il dopo elezioni

di Maria Pia Guermandi

In quest’ultima fase della pessima campagna elettorale, la galassia dei partiti e partitini governativi sembra voler risollevare il proprio appeal elettorale su alcune parole d’ordine; all’insegna dell'”abbassiamo i toni”, lo storytelling diffuso a reti unificate, rimanda ossessivamente all’ambito lessicale della rassicurazione, alle politiche dei piccoli passi, a cambiamenti da ottenere gradualmente, senza scossoni, nell’intento di costruire un’immagine di forza tranquilla e responsabile, unico argine agli opposti estremismi e unico interlocutore credibile per i partner europei.

Nella realtà, le così dette riforme prodotte dal governo a traino Pd in questi 5 anni hanno invece avuto impatto dirompente, animate come erano, dall’intento di squassare dalle fondamenta alcuni elementi portanti del welfare state così come conquistato attraverso le lotte del decennio riformista: dal lavoro alla scuola alla sanità, per non parlare dell’attacco alla stessa Carta costituzionale.

La discontinuità, o meglio la vera e propria rottura, non solo istituzional-amministrativa, ma ideologica che ci auguriamo come esito del voto di domenica, non può che partire, quindi, dallo smantellamento di alcuni “pilastri” dell’ultima legislatura, nel tentativo di ricucire – aggiornandolo e migliorandolo – quel sistema che ha saputo assicurare, per un paio di generazioni, emancipazione e protezione sociali come mai prima nella storia del paese.
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Sardegna, terre collettive occupate da privati: Comuni e Regione devono recuperarli

a-chiudende

di Stefano Deliperi

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (30 gennaio 2017) una specifica istanza ad alcuni Comuni della Sardegna che vedono migliaia e migliaia di ettari di terreni a uso civico occupati illegittimamente da Privati per l’adozione delle necessarie azioni di recupero ai rispettivi demani civici (art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.).

I Comuni interessati sono Cabras, Lotzorai, Alà dei Sardi, Porto Torres, Dolianova, Carloforte, Barumini e Posada. Coinvolta anche la Regione autonoma della Sardegna (Presidenza, Assessorato dell’agricoltura, Agenzia Argea Sardegna) per l’esercizio dei poteri sostitutivi in caso di inerzia comunale, informate per gli accertamenti e i provvedimenti di competenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, la Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna e il Commissariato per gli Usi Civici per la Sardegna.

Attraverso un’analisi dei dati pubblici dell’Inventario generale delle Terre civiche, è stato possibile verificare un’ampia casistica di terreni appartenenti ai rispettivi demani civici, ma occupati senza alcun titolo da Privati. Fra i casi più rilevanti vi sono gli oltre 550 mila metri quadri di bosco e macchia mediterranea di Bricco Nasca, a Carloforte, le decine di lotti nella località costiera di Tancau, a Lotzorai, i circa 150 mila metri quadri intestati alla società estrattiva Industriale Monte Rosè a Porto Torres.
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Lettera al presidente Mattarella, la Costituzione protegge paesaggio e cultura

di Gaetano Azzariti (professore ordinario di diritto costituzionale), Lorenza Carlassare (professore emerito di diritto costituzionale), Alberto Lucarelli (professore ordinario di diritto costituzionale), Paolo Maddalena (già vice presidente della Corte Costituzionale), Guido Neppi Modona (già Giudice della Corte Costituzionale), Alessandro Pace (professore emerito di diritto costituzionale), Salvatore Settis (già presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali) Gustavo Zagrebelsky (già presidente della Corte Costituzionale

Signor presidente della Repubblica, in un Suo recentissimo intervento, Ella ha scritto che «dobbiamo chiederci … perché spesso, nei decenni che ci sono alle spalle, siamo venuti meno al precetto dell’articolo 9, che con lungimiranza il costituente aveva inserito tra i principi fondamentali della Carta».

Ebbene, oggi siamo a chiederLe di voler accertare se le deleghe al governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche approvate dal Senato della Repubblica lo scorso 4 agosto, e ora sottoposte alla Sua firma, non contengano indicazioni che palesemente vengono meno proprio al precetto di quel lungimirante articolo 9. Ci riferiamo in particolare a due punti.
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