Il cammino verso la vita civile delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc)

di Cristina Sánchez P.

Il primo marzo scorso è stato un giorno storico per i colombiani. Dopo un lungo periodo di negoziati la guerriglia attiva più antica dell’America Latina, Le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, Farc, fondata nel 1965, ha detto addio alle armi, cominciando in questa maniera la prima fase del periodo di “postconflitto” che ora il paese sudamericano ipotizza. Il 30% delle armi di questo gruppo è stato recapitato ai commissari dell’ONU che si incontrano nelle zone protette destinate a ricevere un massimo di 7000 guerriglieri. Un altro 30% sarà consegnato il prossimo primo maggio e il 40% restante sarà recapitato nel mese di giugno.

Il trasporto di tutti i membri di questo gruppo armato verso le zone speciali ha causato una grande aspettativa all’interno della popolazione colombiana. In totale sono 23 zone di concentrazione ove vivranno temporaneamente i membri delle Farc (vedi mappa). Questi territori sono stati stabiliti come parte dei negoziati eseguiti a La Habana, Cuba. Durante gli stessi è stata istituita l’esistenza di una zona protetta in cui sono giunti i guerriglieri per iniziare il loro processo di abbandono delle armi e di integrazione alla vita civile. Il tempo in cui rimarranno in questi luoghi sarà utilizzato per la loro formazione e il sostegno verso la nuova vita che si apprestano a cominciare.


Ubicazione delle zone di concentrazione delle Farc nel territorio Colombiano. Fonte: Revista Semana, Numero 31 del 2017
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