Visioni italiane: a Bologna la Sardegna di Angius vince il premio di miglior film

di Claudio Nappi

“Nella celebre scena del film ‘Il monello’ di Charlie Chaplin, il vagabondo (Chaplin) insegue e recupera il piccolo orfanello, con il quale è nato un reciproco e intenso sentimento affettivo, dai poliziotti che lo vogliono portare via. A quel tempo tutto il pubblico era dalla sua parte. Nessuno si sarebbe sognato di essere dalla parte dei poliziotti.

Mentre oggi, nelle proiezioni test di “Ovunque proteggimi”, una minoranza del pubblico non parteggiava per la madre (a cui è stato sottratto il figlio dalle istituzioni). Una spettatrice, che di mestiere fa l’assistente sociale, mi ha detto che il mio film le è piaciuto molto, ma che era giusto che il bambino fosse tolto alla madre. Le ho risposto che quella era una stronzata, e per fortuna chi era con me mi ha trattenuto”. Questo episodio ci viene raccontato da Bonifacio Angius, autore del film “Ovunque proteggimi.

“Anarchico” è l’epiteto più calzante per “Ovunque proteggimi”, lo è nello spirito dei personaggi, nella misura in cui emana “quella anarchia positiva che sembra uscita da una canzone di Fabrizio De Andrè” e vuole mettere in discussione le regole prestabilite dalla società, vuol far riflettere, protestare, vuol dire che non tutto ciò che è legale è giusto, non sempre, non da tutti i punti di vista.
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