Contro il terrorismo protezione e difesa civile

L'attentato di Nizza
L’attentato di Nizza
di Bruno Giorgini

Quanto ci vorrà perché si capisca che una protezione e difesa civile organizzata di massa può costituire un importante contrasto al terrorismo jihadista. Prima di tutto per tenere sotto controllo la paura, perché l’obiettivo degli attentati è proprio quello di generare, moltiplicare e diffondere la paura fino al panico sociale.

Il panico sociale specie quando s’accoppia alla frustrazione e alla sensazione d’impotenza, può fare impazzire un intero popolo, come già accadde ai tedeschi quando trovarono il capro espiatorio, l’ebreo che doveva essere annientato perché con esso sarebbero morte anche paura, frustrazione, impotenza. Cosicché la guerra hitleriana è tanto figlia dell’ideologia dello “spazio vitale” – la costruzione del grande Reich – quanto della “necessità storica” della soluzione finale al problema ebraico come teorizzata da Hitler nella forma del genocidio, con al seguito puranche il filosofo Heidegger.

Guerra per lo “spazio vitale” e ” soluzione finale” sono le due gambe su cui cammina la macchina totalitaria nazista. Col che ogni totalitarismo ha le sue specificità come ogni follia sociale ha i suoi profili, e quindi il jihadismo pur esibendo alcune dinamiche comuni col nazismo – dai crimini contro l’umanità usati come strumenti di governo all’esaltazione dell’Essere-Allah: mettendo l’Essere hiedeggeriano e il mein kampf, la mia lotta, hitleriano al posto di Allah vedrete disegnarsi impressionanti analogie – andrà studiato e colpito nel suo proprio corpore vivo.
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Flores d’Arcais: “L’Occidente fa affari con i fondamentalisti. La chiave è il ritorno alla laicità”

La strage di Nizza
La strage di Nizza
di Mattia Feltri

Paolo Flores d’Arcais, direttore di MicroMega e autore per le edizioni Raffaello Cortina di un saggio molto interessante (La guerra del sacro) sul fondamentalismo islamico, oggi ci dice che «purtroppo gran parte della sinistra e tutta la destra si rifiutano di vedere che c’è una guerra dichiarata non ai governi occidentali bensì ai valori rivoluzionari dell’eguaglianza, della laicità e delle libertà civili. È una guerra dichiarata con la strage di Charlie Hebdo ormai un anno e mezzo fa. Ma tutti hanno fatto finta di nulla».

Per quale motivo?

«Perché l’Occidente degli establishment è complice, visto che fa affari faraonici con l’Arabia Saudita e gli Emirati: non si può combattere l’Isis, cioè il fondamentalismo islamico che vuole farsi Stato, quando si è alleati di Stati islamici già fondamentalisti, in cui vige la sharia; non si può quando il nostro spiritoso ministro degli Esteri vuol fare entrare la Turchia di Erdogan nelle istituzioni europee; non si può quando si concedono spazi enormi a istituti islamici che sono brodo della cultura fondamentalista».
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