Giovanni Rinaldi

Giovanni Rinaldi, il ricercatore che “scoprì” i resti del murale Di Vittorio

di Michele Fumagallo

Cominciamo la seconda parte della ricognizione sulla questione del murale Di Vittorio a Cerignola. Tre brevi interviste, per questo sito, ad altrettanti protagonisti che hanno incrociato il problema negli ultimi anni ci serviranno forse a inquadrare meglio il tutto. Incominciamo con Gianni Rinaldi, grafico, ricercatore e storico italiano. Ha al suo attivo ricerche importanti. Dopo quelle sul teatro e sui simboli politici e religiosi al Sud, ha messo mano a una vasta ricognizione sui braccianti del Tavoliere pugliese (il suo territorio, dove vive), poi pubblicate nel volume, scritto insieme a Paola Sobrero, “La memoria che resta”.

Quindi è venuta la ricerca “I treni della felicità” sui figli dei braccianti – imprigionati durante la repressione del dopoguerra – che vennero ospitati al Centro e Nord Italia (molti in Emilia Romagna). Infine ha curato la pubblicazione di “A Sud. Il racconto del lungo silenzio”, la riscoperta di un vecchio spettacolo ormai dimenticato con le canzoni di Matteo Salvatore e la voce di Riccardo Cucciolla. Ha al suo attivo anche mostre fotografiche, compartecipazione a spettacoli tratti da sue opere, laboratori nelle scuole.

Dunque, come è iniziata questa storia, quando hai scoperto i resti del Murale Di Vittorio?

“Nell’ambito del Progetto Casa Di Vittorio, che dirigevo, ritrovai nel 2008 parte dei pannelli, che si ritenevano dispersi, sparsi in più depositi del Comune. Furono provvisoriamente unificati in un deposito, con l’idea di verificarne la consistenza (l’opera era molto degradata e frantumata in decine di frammenti grandi e piccoli). Il Progetto Casa Di Vittorio, con la caduta dell’amministrazione comunale di sinistra, si arenò e nel 2009 un gruppo di giovani cerignolani appassionati di arte formarono il gruppo facebook in cui si proponeva l’idea del recupero e restauro dell’opera”.
Leggi di più a proposito di Giovanni Rinaldi, il ricercatore che “scoprì” i resti del murale Di Vittorio

Cerignola e Di Vittorio: il murale simbolo di legalità e democrazia

A Giuseppe Di Vittorio
A Giuseppe Di Vittorio
di Silvia R. Lolli

La proposta di aiutare l’associazione Casa Di Vittorio di Cerignola a raccogliere risorse monetarie per recuperare il murales e le statue a lui dedicate dev’essere accolta con entusiasmo da tutti coloro che amano la legalità e la democrazia ispirata alla Costituzione italiana e al suo articolo 1.

Fu il costituente Di Vittorio uno dei principali ispiratori dell’articolo che ha permesso negli anni Settanta di arrivare alla stesura dello Statuto dei lavoratori e conseguentemente dei contratti nazionali di lavoro. Ripristinare a Cerignola il murales a lui dedicato può rafforzare l’immagine di una città, a vocazione agricola e per estensione di territorio la terza a livello nazionale, che negli anni Settanta ed Ottanta ha visto la proliferazione della mafia. In quegli anni avveniva un fenomeno ormai consueto in molte altre regioni italiane, ma qui si verificava dimenticando la storia delle lotte bracciantili contro il latifondo, di cui Di Vittorio fu uno, se non il massimo, esponente sia prima della guerra sia negli anni Cinquanta.

Dopo un periodo difficile in cui le sparatorie in questo territorio erano all’ordine del giorno, nel 2004 il sindaco propone di costituire l’associazione Di Vittorio (la fondazione ha la sede a Roma) per riportare nella sua città natale il ricordo dell’uomo e dei valori democratici e del lavoro che rappresenta.

L’aver partecipato al primo campo di Libera, organizzato qui nell’agosto del 2013 su due beni confiscati alla mafia, ha fatto conoscere bene una realtà che certamente una visita turistica di queste zone anche balneari probabilmente non permettono. L’organizzazione dei campi di Libera aiuta a trovare un particolare spirito solidaristico e di aiuto, nel quale la conoscenza delle persone e delle storie, oltre che della Storia, sono elementi centrali della formazione che viene offerta e del lavoro che si chiede ai molti giovani provenienti da altre zone del paese. E’ un’esperienza formativa importante per tutti i partecipanti.
Leggi di più a proposito di Cerignola e Di Vittorio: il murale simbolo di legalità e democrazia

Giuseppe Di Vittorio, le foto dagli schedari fascisti

Di Vittorio scandaloso: una discussione da portare avanti

di Michele Fumagallo

Metto qui sotto un altro pezzo su Giuseppe Di Vittorio, tratto da “Il Manifesto” dell’11 agosto 2012, significativamente titolato dal giornale “Di Vittorio scandaloso”. Era un omaggio al sindacalista nel 120esimo anniversario della nascita, ma naturalmente anche un pretesto per affrontare la “questione Murale” e continuare in qualche modo la battaglia.

Questo pezzo è l’ultimo della prima parte di documentazione sull’affaire “Murale Di Vittorio” che sto offrendo ai lettori del blog dell’Associazione Il Manifesto in rete. Dopo, come annunciato, verranno le tre interviste ai protagonisti “diretti” del Murale, appositamente scritte per questo blog e un reportage da Cerignola sulla situazione attuale. Intanto, chi volesse, può iniziare ad interloquire con una prima discussione.

Giuseppe Di Vittorio nel francobolo commemorativo del cinquantenario della morte
Giuseppe Di Vittorio nel francobolo commemorativo del cinquantenario della morte
“Di Vittorio scandaloso”, da “Il Manifesto” dell’11 agosto 2012

Centoventi anni fa nasceva il grande sindacalista, fondatore della Cgil. Per onorarlo basterebbe partire dalla sua Cerignola. E restaurare finalmente il «suo» murale sul percorso sociale del Mezzogiorno

«La scandalosa forza rivoluzionaria del passato» è l’espressione usata da Pier Paolo Pasolini per significare un uso trasgressivo e non consolatorio della memoria. Insomma, riandare indietro nel passato ha un senso soltanto se è utile al presente, cioè all’anticonformismo del presente. Altrimenti, per chi ama la trasformazione, perché perdere tempo? Riscoprire quindi la memoria di un personaggio del tutto particolare come Giuseppe Di Vittorio ha un senso se quel lascito viene scagliato contro il conformismo del presente, anche contro il conformismo dell’organizzazione sindacale da lui fondata.
Leggi di più a proposito di Di Vittorio scandaloso: una discussione da portare avanti

Ancora sul murale Di Vittorio: un’assemblea che smosse le acque

di Michele Fumagallo

Proseguiamo il nostro viaggio di documentazione sul destino del murale Di Vittorio a Cerignola. Metto qui sotto un pezzo uscito su “Il Manifesto” del 2 febbraio 2012. Documenta la lotta che cominciò a svilupparsi grazie al lavoro di alcuni (ricercatore, restauratrice, artista) in compagnia di giovani del posto, di un Circolo del Manifesto di una provincia confinante (Avellino) e della Cgil irpina e foggiana. Una lotta che fu alla base dell’impegno (tardivo e ambiguo, come abbiamo visto nel pezzo pubblicato su Imec) della Regione Puglia.

Recuperare il grande dipinto al dirigente della Cgil, riparlare di lavoro e di arte. Una battaglia condivisa, da “Il Manifesto” del 2 febbraio 2012

Metti alcuni articoli del nostro giornale (con una coda di dibattito sull’argomento con la segretaria della Cgil Susanna Camusso) a sostegno di una battaglia per il recupero a Cerignola di un Murale di 150 metri quadri che descriveva la storia di Giuseppe Di Vittorio e della condizione del Mezzogiorno; aggiungi la sensibilità di due organizzazioni come il «Circolo del Manifesto» di Avellino e il sito facebook pugliese «Salviamo il Murale Di Vittorio» che hanno organizzato (con la partecipazione delle due Cgil di Avellino e Cerignola) sabato 21 gennaio scorso nella città pugliese una giornata di incontro sull’argomento; mescola il tutto con la partecipazione all’iniziativa del ricercatore del mondo del lavoro del Tavoliere Giovanni Rinaldi – che da anni si batte per il recupero della memoria di Di Vittorio – , dell’artista che guidò il gruppo di pittori che diede vita al Murale (Ettore De Conciliis), della restauratrice Natalia Gurgone che ha studiato a fondo il problema del recupero del manufatto, del regista Giuseppe Valentino autore del più interessante documentario («Noi bruciamo gli elefanti») sulla realtà di Cerignola, e avrai una bella miscela.
Leggi di più a proposito di Ancora sul murale Di Vittorio: un’assemblea che smosse le acque

Affaire “Murale Di Vittorio”: lettera aperta (con risposta) a Susanna Camusso

Giuseppe Di Vittorio, particolare
Giuseppe Di Vittorio, particolare

di Michele Fumagallo

Metto qui sotto un breve carteggio intervenuto tra me e Susanna Camusso su “Il Manifesto” a distanza di pochi giorni, tra il 28 ottobre e l’11 novembre del 2011. Dopo alcuni articoli di denuncia per la situazione assurda dei resti del “Murale Di Vittorio” che avevo scritto per il giornale nei mesi precedenti, la situazione era sempre più kafkiana. Si muoveva ben poco e allora pensai di investire un’organizzazione importante della società civile come il sindacato nazionale e, nella fattispecie, la Cgil che porta il nome di Giuseppe Di Vittorio scritto nel suo dna. Con questa documentazione continuiamo il tragitto sull’affaire “Murale Di Vittorio” a Cerignola.

Cara Camusso, ricordi il murale per Di Vittorio?, da “Il Manifesto” del 28 ottobre 2011, lettera aperta a Susanna Camusso

Gentile Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, le scrivo di una cosa che dovrebbe starle a cuore, perché riguarda non solo la storia del nostro paese e della nostra democrazia, ma anche quella dell’organizzazione che lei presiede. Mi sono occupato, in svariati articoli, di un problema apparentemente piccolo, in realtà di straordinario impatto metaforico.
Leggi di più a proposito di Affaire “Murale Di Vittorio”: lettera aperta (con risposta) a Susanna Camusso

Giuseppe Di Vittorio è un’opera d’arte

Giuseppe Di Vittorio, particolare
Giuseppe Di Vittorio, particolare

di Michele Fumagallo

Ritorno a Cerignola sul luogo del delitto, ovvero sul luogo dove mi sono imbattuto cinque anni fa, come giornalista e collaboratore de «Il manifesto», sulla questione del «Murale Di Vittorio», opera d’arte semidistrutta negli Anni Ottanta del secolo scorso. Vi ritorno sull’onda di una buona notizia, cioè il lavoro volontario degli studenti del Liceo Artistico della città pugliese per il recupero del Murale «Giuseppe Di Vittorio e la condizione del Mezzogiorno» (questo il vero nome dell’opera).

Vi ritorno per vedere cosa non ha funzionato nel bando della Regione che stanziava, nel marzo del 2013, 75mila euro per il recupero dell’opera. Vi ritorno non dimenticando lo scandaloso disinteresse del proprietario dell’opera, cioè il Comune (retto da una giunta di centro destra), che ha lasciato marcire negli scantinati un lascito importante del movimento artistico degli Anni Settanta del secolo scorso. Ricordo, ancora, la polemica che suscitò una mia lettera aperta, pubblicata su «Il manifesto», a Susanna Camusso, segretaria della Cgil, in cui rimarcavo l’indifferenza di tanti (compresa la Cgil) al destino di quel dipinto particolare.
Leggi di più a proposito di Giuseppe Di Vittorio è un’opera d’arte

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi